Utente 302XXX
Gentili Dottori,
Qualche mese fa, a seguito di forti dolori alla spalla sinistra durante il movimento della battuta (pratico tennis da tanti anni), ho deciso di fare dei controlli. Diagnosi: sindrome da conflitto. Ho iniziato la riabilitazione in un centro di fisioterapia e ora sto proseguendo con gli esercizi anche a casa. In particolare, rinforzo la muscolatura dorsale con rematore, la muscolatura pettorale con i piegamenti sulle braccia ( muscoli depressori della testa dell'omero); inoltre, come da manuale, alleno i muscoli intrarotatori ed extrarotatori. Il mio dubbio è il seguente: essendo molto più forte nel movimento di intrarotazione rispetto al movimento di extrarotazione, debbo utilizzare un carico più importante nell'intrarotazione, proporzionato alla mia forza? Oppure, per un corretto equilibrio della spalla, debbo utilizzare lo stesso manubrio sia negli esercizi di intrarotazione che in quelli di extrarotazione? Faccio presente che il dolore oramai è svanito, dal momento che non gioco a tennis già da tempo; ho già iniziato la fase di rinforzo muscolare da 4 settimane.
Ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Buonasera,
comprenderà che senza una visita diretta, ed in particolare senza un esame funzionale, chinesiologico e posturale non è possibile esprimere valutazioni e dispensare consigli corretti
La valutazione della spalla è già complessa nel soggetto sedentario, figurarsi nel tennista........
La diagnosi di " conflitto subacromiale " si riferisce semplicisticamente con un unico termine a differenti condizioni funzionali e patologiche di conflitto tra strutture articolari ( ossee, tendinee e legamentose ) dovute a molteplici cause.
Esistono per questo test e manovre precisi per mettere in evidenza ogni specifica forma conflitto .
Nei casi dubbi si può prendere in considerazione l'esecuzione di un esame rx , di un'ecotomografia o anche di un esame RMN .

A lume di naso potrebbe essere opportuno l'impiego dello stesso manubrio, ma non basta e non sono certo di darle la risposta giusta senza averLa valutata.

Non trascurerei inoltre anche il potenziamento dei muscoli fissatori della scapola, l'esercizio di potenziamento anche con l'uso di elastici ( tipo Thera-Band ), ma soprattutto gli esercizi selettivi di stretching.
Non trascurerei neanche l'allenamento speculare e del tutto sovrapponibile dell'altra spalla.

Alla ripresa del gioco tennis esegua sempre un buon riscaldamento ed uno stretching adeguato prima di iniziare a giocare.
Durante il gioco, iniziare progressivamente palleggiando prevalentemente di dritto.
Eseguire all'inizio ed in allenamento prevalentemente dei colpi piatti lungo-linea ed evitare tutte le rotazioni.
Idem nel successivo palleggio rovescio, colpo da eseguire sempre preferibilmente piatto, assolutamente senza back spin , top spin o lift, inizialmente solo in lungo-linea, poi via via anche dei colpi incrociati, sempre piatti , tecnicamente sempre corretti.

Se esegue abitualmente la volee in maniera corretta, è indifferente aggiungere a quelle di dritto qualche volee di rovescio anche nelle fasi iniziali della ripresa.
Eviterei almeno all'inizio le volee alte di rovescio ed evidentemente lo smash di rovescio.

Prima di eseguire il servizio ( e lo smash ) , effettuare sempre esercizi di stretching e di " scioltezza " della spalla: movimenti inizialmente lenti , sempre con scioltezza, velocizzando progressivamente con tecnica esecutiva sempre corretta.
Effettuare sempre dei colpi piatti, evitando per qualche tempo le rotazioni .

Ancora : stretching e borsa di ghiaccio per 20' alla fine di ciascun allenamento.

Rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, Le porgo cordiali saluti.




Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA

[#2] dopo  
Utente 302XXX

Gent.mo Dottore
intanto esprimo viva gratitudine per la Sua risposta.
Tutti gli accorgimenti che mi ha suggerito saranno senz'altro seguiti scrupolosamente.
C'è solo un dettaglio che purtroppo dovrò disattendere: il gioco piatto. La mia impostazione di gioco, oramai acquisita da decenni, mi impedisce di giocare colpi piatti, non ne sono proprio capace. Quando riprenderò a giocare, quindi, dovrò stare molto molto attento.
Per quanto riguarda la diagnosi, riporto l'esito della Artro Rmn:

"Esame eseguito nei piani assiale, longitudinale e coronale, con sequenze Spin Eco T1 pesate, sequenze Inv. Rec., ed eseguito dopo introduzione intrarticolare di mdc paramagnetico.
Alterazione del segnale del versante antero posteriore della porzione superiore del cercine glenoideo per SLAP di basso grado.
Conservato segnale e continuità dei tendini della cuffia dei rotatori e del tendine del capo lungo..
Rilevanti alterazioni del segnale e della morfologia della porzione antero inferiore del cercine glenoideo per lesione Bankart di tipo cronico."

Dal punto di vista dell'esame obbiettivo, il dolore si presenta nella parte anteriore della spalla allorquando metto una mano sul fianco e spingo gomito e spalla in avanti (intraruoto).

Ho riscontrato ottimi risultati a seguito dell'esecuzione quotidiana di piegamenti sulle braccia, e purtroppo dal punto di vista biomeccanico non ne riesco a comprendere le ragioni (ne lo pretendo, non essendo un medico). Se le servissero ulteriori informazioni, mi trova a disposizione in qualsiasi momento. Distinti saluti


[#3] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Gentile utente,
come le avevo anticipato la sindrome da conflitto subacromiale può essere dovuta a diverse cause patogenetiche.
Nel nostro caso Lei aveva però trascurato di citarmi il referto dell'esame artro RMN eseguito.
Sono evidenti due lesioni : una Slap lesion ( anche se di basso grado ) ed una lesione di Bankart di tipo cronico....

Mentre in un soggetto sedentario, se si vuole, tale condizione si può mantenere nel tempo e trattarla con un atteggiamento conservativo, nel nostro caso , se invece vuole riprendere l'attività del tennis, occorre si sottoponga ad una visita ortopedica e valutare eventualmente un esame artroscopico della sua spalla.
All'artroscopia si possono mettere meglio in evidenza tutte le eventuali lesioni della spalla e nel contempo ripararle o correggerle .

Ha ragione il problema non è a riposo , ma di tipo cinematico proprio della spalla ed anche di tipo biomeccanico.

Mi viene da pensare al suo servizio ed all'abitudine al gioco con rotazioni invece che piatto.
Credo che quest'ultimo diventi adesso un problema di secondaria e successiva importanza.

Eventualmente dovrà tornare dal maestro di tennis almeno nei primi tempi, proprio come se il maestro nel tentativo di re-imporstare i colpi piatti diventasse un " riabilitatore della tecnica ".

Pensi però alla visita ortopedica ed alla soluzione del suo problema.

Cordiali saluti
Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA

[#4] dopo  
Utente 302XXX

La ringrazio vivamente Dottore. La mia speranza era quella di seguire il percorso terapeutico (6 mesi, come prescritto dal medico) ed evitare l'intervento chirurgico. Magari tra due o tre mesi farò un "timido" tentativo di esecuzione del gesto del servizio, naturalmente senza colpire la palla, AL SOLO SCOPO di capire se tale percorso sta sortendo effetti apprezzabili; in caso positivo, proseguirei con gli esercizi e starei a riposo per sei mesi senza soluzione di continuità. In caso contrario, inizierò seriamente a valutare l'opportunità dell'intervento in artroscopia.
Ancora grazie per la Sua disponibilità. Distinti saluti.