Utente 283XXX
Gentili Medici vi espongo in breve il mio problema:

Ho 33 anni e da poco mi sono appassionato al running che ho così deciso di praticare quotidianamente. Pur avendo sempre praticato dello sport non ho mai corso con una certa costanza,in passato per lo più facevo jogging saltuariamente nei giorni in cui non frequentavo la palestra . Pur essendo magro e in forma ho iniziato a correre con grande cautela dapprima uscendo 2 volte la settimana poi via via aumentando gli allenamenti e svolgendo contemporaneamente anche esercizi di potenziamento degli arti inferiori quali squat,camminare sulle punte,affondi ecc. Dopo circa un mese e mezzo ,durante il quale ho corso in maniera molto moderata, ho iniziato un programma fatto di diverse tipologie di allenamento(ripetute,uscite lunghe ,fartlek ecc). Andava tutto alla perfezione, nessun problema e soprattutto pur non avendo mai corso prima sembravo anche avere dei tempi ottimi per un principiante poi al termine di una sessione di 5 km ho avvertito un dolore alla schiena e mi sono dovuto fermare per circa 20 giorni. Appena rientrato ho iniziato a correre tutti i giorni da subito e sono iniziati i dolori alle tibie frontali,dapprima all'inizio dell'allenamento poi durante fino a costringermi a non riuscire quasi più a camminare e così mi sono fermato per 2 settimane. Ho ripreso a correre a giorni alterni ma dopo poche uscite il dolore si è ripresentato in maniera più marcata alla gamba destra. Allora ho deciso di fermarmi per 40 giorni ,all'inizio ho applicato del ghiaccio e il dolore è andato via ma non subito,c'è voluto un bel pò(circa 15 giorni). Dopo questo stop di 40 giorni ho ripreso a correre a giorni alterni con andatura moderata avendo cura di applicare del ghiaccio dopo l'allenamento. Dopo le prime uscite ho notato una sensazione dolorosa ma più che altro ai muscoli poi ieri nell'ultima uscita le tibie(parte frontale) hanno iniziato a dare problemi,oggi ho applicato del ghiaccio ed è già passato a sinistra ,anche a destra ad eccezione di un punto nel quale avverto un dolore fastidioso;facendo scorrere un dito nella zona frontale tra il tibiale anteriore e l'osso avverto un doloretto puntiforme ben localizzato a metà gamba che non sembra regredire. quello che mi aspetto che succeda ,visto che è già successo è che applicando il ghiaccio per qualche giorno sparirà nel senso che non lo avvertirò più camminando ma alla palpazione la zona resterà dolente e lo stesso succederà se corro.

La localizzazione in un punto preciso piuttosto che in un'area più estesa induce a pensare ad una frattura oppure potrebbe trattarsi di un punto di attacco di un tendine e magari la rigidità muscolare sia all'origine del problema ?
Devo aggiungere che mi alleno su un percorso leggermente in salita e con un brevissimo tratto in discesa ,aggiungo che dedico molto tempo al riscaldamento e allo stretching,dinamico prima e statico al termine così come continua ad eseguire molti esercizi di potenziamento.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Le consiglierei di ripostare ANCHE in area ORTOPEDIA.

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 283XXX

Gentilissimo Dott Catania

La ringrazio per il suo intervento,ho provveduto a postare il mio quesito nella sezione Ortopedia come mi ha consigliato lei ma mi piacerebbe conoscere anche la sua opinione in merito ad un tema che non sempre trova d'accordo i vari specialisti,vale a dire l'utilizzo del ghiaccio in sostituzione degli antinfiammatori.

Le spiego,come ho scritto nella mia richiesta ,spesso quando avverto dei dolori alle tibie e quando sono presenti i classici segni dell'infiammazione quali dolore calore ecc applico del ghiaccio e facendo così per qualche giorno, il dolore scompare.Ora mi immagino che il meccanismo con il quale il ghiaccio possa "spegnere " l'infiammazione sia attraverso la vasocostrizione che, riducendo il flusso sanguigno nella zona infiammata, riduce tutti i sintomi da essa provocata quali appunto rossore,tumefazione,calore e riducendo il flusso sanguigno riduce anche l'arrivo di tutti i mediatori dell'infiammazione che appunto per raggiungere la zona in questione richiedono la stasi sanguigna . Tutto ciò è davvero paragonabile all'azione dei classici Fans che invece agiscono inibendo la sintesi delle prostaglandine? E' possibile che invece quello che accade è che il ghiaccio non potendo inibire la sintesi delle prostaglandine non possa essere altrettanto efficace e che queste continuino ad essere prodotte esercitando i loro effetti pro infiammatori seppure in maniera limitata a causa della vasocostrizione indotta dal ghiaccio che appunto limita l'arrivo di certi mediatori flogistici nell'area infiammata?

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Sull'efficacia del ghiaccio nessuno ha più dubbi.

Sul ghiaccio versus Fans sarebbe tema- oggetto di una tesi specialistica su cui non intendo entrare in merito perché di competenza di altre aree specialistiche (^__^)

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
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