Utente 114XXX
Salve, sono un ragazzo di 28 anni, dall'età di 20 anni mi sono accorto di soffrire di vene varicose. All'inizio lo sfiancamento della safena era quasi impercettibile, ma col passare del tempo la situazione è andata via via peggiorando e la safena è diventata grossa, tortuosa e visibilissima ad occhio nudo. Un giorno il medico di famiglia mi consigliò di consultare uno specialista per una macchia (dovuta alla cattiva circolazione) che avevo all'altezza della caviglia e così feci; lo specialista dopo un esame ecocolordoppler accurato disse che era necessario l'intervento chirurgico, o meglio, nel foglio rilasciatomi si parla di COARTAZIONE ENDOVASALE SAFENICA CON LASER. Ho subito un intervento il 14/02/07, in cui mi è stata asportata la safena della gamba destra, ed un altro il 20/02/2008 in cui la zona operata era sull'esterno della coscia sinistra.
Da 2 anni ad oggi mi sottopongo a controlli periodici con una frequenza di 2 volte l'anno (primavera ed autunno). Io sono un ragazzo abbastanza attento a qualsiasi cambiamento e spesso mi guardo le gambe, soprattutto quella destra dove il problema è più evidente; purtroppo sto notando che il fenomeno va incontro a progressiva ingravescenza, infatti nella zona operata già si nota la comparsa di qualche recidiva, inoltre mi sono uscite delle macchie sul collo del piede e si è sfiancata una vena appena sopra la caviglia (non sono uno specialista ma penso fosse collegata al tratto di safena asportato), ma lo specialista mi ha detto che quella non è da toccare altrimenti il piede non respira.
Detto questo la domanda che volevo fare riguarda lo sport; io sono un cicloamatore, mi piace tanto andare in bici, ma collegandomi a diversi siti non ancora ho capito se la bicicletta fa bene o no alle vene varicose.
Chiedo questo perchè non so se le mie si possano chiamare proprio "passeggiate", in quanto un'uscita in bici (quando sono in forma) può prevedere una durata massima di 6/7 ore, ed un carico di 120/130 km, con salite che possono essere lunghe diversi km ad una pendenza del 7,8,10%.
Ecco, vorrei sapere se un carico di lavoro tale, ripetuto ad esempio per 3 volte a settimana, può essere dannoso per la condizione delle mie gambe.
Vorrei sapere inoltre se gli esercizi per gli addominali li posso fare tranquillamente o sono anch'essi sconsigliati.
Chiedo scusa se mi sono dilungato eccessivamente ma volevo che il quadro generale fosse chiaro.
Ringrazio anticipatamente chi vorrà rispondermi.
Distinti saluti.

[#1]  
Prof. Marco Catani

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gentile signore,

mi sembra che il suo comportamento sia ineccepibile.
in linea di massima il nuoto e la bicicletta sono le attività fisiche più indicate per chi ha problemi di circolazione, certo però un conto è una pratica moderata e un conto è un'attività intensa come la sua, ritengo però che non dovrebbero esserci problemi. per un ulteriore contributo le consiglio di postare la sua richiesta anche in area medicina dello sport.

la cosa mi incuriosisce e pertanto la ringrazierei in anticipo se mi tenesse aggiornato.

cordiali saluti
Marco Catani
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[#2]  
Dr. Lucio Piscitelli

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Gentile Utente,
come Le è stato già suggerito, il ciclismo rappresenta una pratica sportiva adatta ai portatori di insufficienza venosa.
Mi preoccupa tuttavia l'intensità con cui Lei riferisce di esercitare questa attività (una durata massima di 6/7 ore, ed un carico di 120/130 km, con salite che possono essere lunghe diversi km ad una pendenza del 7,8,10%.), che a questi livelli e nelle sue condizioni mi sembra del tutto controindicata.
Altrettanto dicasi per gli esercizi "addominali".
Come giustamente suggerito provvedo a spostare il quesito nell'area di Medicina dello Sport per un ulteriore parere.
Lucio Piscitelli
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[#3] dopo  
Utente 114XXX

Vi ringrazio per le risposte datemi e per la tempestività, cercherò di mantenere la mia attività a livelli più moderati.
Volevo chiedere un'altra cosa se possibile; il dottore mi ha prescritto l'uso di calze elastiche a compressione graduata e per quelle non c'è problema, devo dire che sono anche molto comode e, per il periodo caldo mi ha prescritto l'uso di un flebotonico, il meliven, l'anno scorso o 2 anni fa invece il microcomplex forte; il problema sta nel fatto che dopo alcuni giorni che assumo queste pillole mi vedo e mi sento più gonfio, e a volte mi è capitato di sospendere la terapia perchè non mi entravano nemmeno più i jeans, una volta sospesa torno a sgonfiarmi.
L'ho fatto presente al dottore ma mi ha detto che non è vero che quei farmaci fanno "gonfiare". Cosa mi consigliate di fare?
Ringrazio come sempre per le risposte che mi darete.
Distinti saluti

[#4]  
Prof. Marco Catani

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per quanto riguarda i consigli strettamente terapeutici le consiglio di rivolgersi al suo medico curante, il quale in considerazione della situazione locale potrà aiutarla prescrivendo i farmaci giusti.

cordiali saluti
Marco Catani
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