Utente 173XXX
Sono un 50enne di Messina, affetto da una neuropatia sensitivo motoria di tipo assonale (C.M.T)diagnosticata prima al policlinico di Milano e poi per un’ulteriore conferma anche presso l' ospedale San Martino di Genova. La mia è una forma di Cmt assonale di tipo 2 cioè quella che colpisce gli assoni del sistema nervoso periferico.
I miei problemi sono un pò quelli tipici di questa malattia, anche se ultimamente vanno sempre più aggravandosi. La malattia si è manifestata già durante l’infanzia e adesso che ho 50 anni i sintomi sono peggiorati di molto, adesso non cammino più come riuscivo a fare prima , mi stanco facilmente anche se devo fare brevi tragitti, ed inoltre mi sto accorgendo che sto perdendo sempre di più la sensibilità tattile agli arti inferiori che percepiscono pochissimo gli stimoli dal contatto con il terreno.
Navigando su internet ho trovato in vendita dei plantari cosiddetti "stimolatori" che andrebbero a stimolare le zone plantari dei piedi aventi queste caratteristiche: ("FINNCOMFORT PLANTARE STIMOLATORE DELLE ZONE DI RIFLESSO
Il plantare stimolatore delle zone di riflesso porta quotidianamente a termine un piccolo programma di ginnastica volto a stimolare in modo mirato le zone di riflesso della pianta del piede. Questo delicato massaggio esplica un‘azione rivitalizzante su tutti gli organi corrispondenti. Potrete sfruttare l'azione benefica del plantare stimolatore delle zone di riflesso ogni giorno. Inizialmente calzatelo solo per 5 minuti, in seguito per periodi via via più lunghi fino ad arrivare, al massimo, ad un‘ora. Il ritrovato benessere sarà il premio della vostra costanza. Per sostituire il plantare stimolatore con il plantare superconfortevole bastano un dito ed un attimo, o dei plantari che massaggiano il piede per stimolarne le funzioni)",
ho trovato anche dei plantari massaggianti sempre per stimolare le zone di riflesso del piede.
Gradirei sapere se effettivamente questo genere di plantare possa essere di giovamento al mio problema di graduale perdita di sensibilità e se esistono prodotti reperibili in commercio che effettivamente potrebbero mantenere in attività quella poca sensibilità che ormai mi e rimasta.

In attesa di una risposta

Distinti saluti

[#1]  
Dr. Giulio Pio Urbano

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Gentile utente,

dall'esaudiente Sua spiegazione su questi plantari, si deduce che le informazioni in Suo possesso sono specifiche e minuziose.

A mio parere,

seppur permane più di una riserva scientifica sull'utilità di tali plantari per la Sua patologia,

ha solo una possibilità "pratica" e decisamente fruttuosa,

se il costo NON è eccessivo, essendo dei plantari ipotizzo un costo di 150/200 € circa,

provarli.

Se il costo si discosta molto dalla cifra ipotizzata, ci penserei più di una volta.

Mi tenga informato.

Cordialità.
Urbano Giulio Pio MD
Specialista Medicina Fisica Riabilitazione
e Psicoterapia
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[#2] dopo  
Utente 173XXX

Spett. Dr. Urbano

la ringrazio per la sua cortese risposta,
quei plantari li ho visti visitando questo sito
www.ausilium.it dove si vendono molti ausili, oggetti
ed accessori utili per le persone con disabilità.
Il costo è poco 10,50 euro per cui provarli non è un costo
eccessivo, quello che mi interessava sapere se scientificamente ci possono essere quei benefici che dicono di poter apportare e se magari lei fosse a conoscenza di altri plantari ( magari migliori di quelli che io trovato su internet )che hanno lo stesso effetto di
stimolazione tattile.
vorrei chiederle anche a livello riabilitativo quali possono essere degli attrezzi ( palle, pedane o altro ) che aiutano ad mantenere la sensibilità.
ringraziando nuovamente
distinti saluti

[#3]  
Dr. Francesco Chiaravalloti

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Gentile Utente, in accordo con il Collega effettivamente non vi sono a tutt'oggi evidenze scientifiche sull'utilizzo dei plantari per il suo problema.
Lavorerei piuttosto in riabilitazione con la finalità di mantenere le afferenze sensitive. Le sedute di rieducazione sensitiva devono essere brevi,senza mai superare la durata di 10 minuti, in quanto stancano precocemente. Durante queste sedute viene invitato a riconoscere i diversi tipi di stimoli(tattile, vibratorio, ecc.) prima con e poi senza l’ausilio della vista. Generalmente viene recuperata per prima la sensibilità tattile puntiforme (pin prick) e per ultima, eventualmente, quella vibratoria a 256 Hz. Può utilizzare strumenti tipo Bio-feedback sonoro o visivo che la aiutino a percepire la corretta interazione piede-terreno.
E' molto importante trattare quelli che vengono definiti in letteratura i sintomi positivi.
La presenza dei sintomi positivi è una complicazione
frequente nelle neuropatie periferiche. Quando i sintomi
positivi sono presenti, il primo trattamento consigliato è
quello mirato alla loro riduzione, sia che si tratti di parestesie/disestesie, sia che si tratti di dolore.
In alcuni casi la presenza di dolore è l’unica fonte di disabilità dopo la fine dei processi di reinnervazione. In generale, esiste una tendenza al miglioramento della sensazione dolorosa col passare del tempo, mentre molto spesso vi è la permanenza di sintomi sensitivi positivi.
Il trattamento strumentale è prevalentemente rappresentato
dall’utilizzo della corrente elettrica tipo TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation)che
è in grado di migliorare la sintomatologia algica.
Nel dolore neuropatico in genere, la TENS applicata per lunghi periodi di tempo può permettere un buon controllo del dolore.
Inizi questo percorso terapeutico-riabilitativo affidandosi ad uno specialista fisiatra che possa prendersi carico della sua situazione ed indirizzarla nell'effettuazione di eventuali esami diagnostici finalizzati a stadiare la malattia.
Ci faccia sapere, auguri!
Dr. Francesco Chiaravalloti