Utente 247XXX
Buongiorno, vi scrivo in merito a mio padre. E' stato operato in dicembre in artrodesi C1-c" per frattura C2 evoluta in pseudo artrosi. Dopo aver tenuto il collare per circa 45 giorni ha iniziato la fisioterapia. Ad oggi è stato riscontrato un lieve miglioramento dell'articolarità del rachide cervicale ed attualmente la situazione è la seguente: rotazioni 15°, flessione 40° , estenzione e latero flessioni accennate con arresti anelastici. Non cervicalgia e non deficit neurotici agli arti superiori.
Ora però vuole interrompere la terapia in quanto ritiene (mio padre, ma anche il fisioterapista) che non ci saranno più miglioramenti. Sappiamo che la mobilità del collo non tornerà ad essere quella di prima, ma secondo voi, può invece esserci ancora margine di miglioramento?? Magari facendo nuoto oppure altre terapie di diverso tipo rispetto a quelle già Fatte?? Mio padre si sente male, si è messo in testa di non essere più un uomo. Cosa non vera, visto che svolge ancora il suo lavoro, anche se non con la stessa intensità, va in macchina ed è auto-sufficiente!! Il rischio corso era la morta e la paralisi, ma non c'è modo di fargli capire quanto è stato fortunato! Se ci fosse margine di miglioramento, sicuramente gioverebbe al suo stato d'animo. Vi ringrazio per la gentile risposta.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Senza vedere le immagini, è difficile rispondere sui margini di miglioramento della motlità del rachide cervicale.
L'eventuale interruzione della fisioterapia deve essere decisa dallo specialista Fisiatra.
Suo padre probabilmente è un po' depresso,ma è comprensibile vista la situazione che, in qualche modo, ha cambiato il suo stato di benessere fisico.
Il trauma in quella sede è veramente ad alto rischio sia per la vita che per le funzioni motorie. Credo che questo suo padre lo capisca, ma al momento non accetta di essere diverso da prima.
Vedrà che nel tempo lo stato psicologico di suo padre migliorerà.
Trasferisco comunque questo Suo consulto in area fisiatrica, dove i colleghi potranno darLe più precise indicazioni.
con cordialità e auguri per suo padre
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente 247XXX

Egregio Dottor Migliaccio,
la ringrazio della cortese risposta. E' sicuramente come dice Lei, ci vuole solo tempo per accettare la situazione. Attendo quindi i suggerimenti dei Suoi colleghi fisiatri su come procedere. Grazie ancora.
Cordiali saluti. Raffaella

[#3] dopo  
Dr. Giulio Pio Urbano

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Gentile utente,

visto che attualmente:

".... (mio padre, ma anche il fisioterapista).... "

optano per l'interruzione della terapia,

a mio parere conviene seguire le volontà di suo padre e del fisioterapista.

Raccomandando a suo padre di proseguire autonomamente a domicilio,

con gli esercizi di mobilizzazione attiva che sicuramente il fisioterapista avrà ben spiegato ed insegnato.

Anche il nuoto potrebbe rivelarsi molto utile.

Tra circa due mesi conviene effettuare una rivalutazione specialistica fisiatrica, concordando con il Collega Migliaccio,

con il passare del tempo suo padre avrà un graduale miglioramento dell'umore.

In più in questo modo si rispetta la decisione del pz,
si ottiene che continui con la mobilizzazione attiva,
se il Collega, nella rivalutazione, dovesse consigliare un ciclo di rieducazione con il fisioterapista,
sarebbe sicuramente meglio accettata.

Cordialità.
Urbano Giulio Pio MD
Specialista Medicina Fisica Riabilitazione
e Psicoterapia
3398917774(h16-20)

[#4] dopo  
Utente 247XXX

Va bene, seguiremo i Vostri consigli.
Grazie tante, cordiali saluti.
Raffaella