Utente
Salve, sono un ragazzo di 25 anni e da circa due settimane ho dei continui giramenti di testa. Prima di spiegare nello specifico i miei sintomi premetto che ho un melanoma da ormai 5 anni e mezzo, e seguo tutti i controlli che il protocollo prevede. L'ultimo controllo effettuato è stato un esame PET ad inizio febbraio con risultato negativo. Ritornando al mio problema, la prima cosa che ho fatto è stata recarmi al pronto soccorso, dove mi sono state fatte le analisi del sangue (tutto nella norma) e sono stato visitato dall' otorino (anche per lui tutto in ordine). Il giorno seguente avrei dovuto fare una visita neurologica, ma nel frattempo ho avuto un rash cutaneo, che il mio medico curante ha imputato alla varicella, per cui si è pensato che i problemi alla testa fossero legati a tale malattia. Ad ogni modo nel giro di 10 giorni mi potevo considerare guarito, e le vertigini sembravano solo un brutto ricordo. Ahimè però non è stato così, perchè da qualche giorno avverto ancora questi giramenti. Non conoscendo i termini tecnici, cercherò in ogni caso di spiegare i sintomi in modo più specifico. Allora tali giramenti riguardano più che altro l'ambiente circostante. Quando sono seduto non li avverto, li ho solo quando mi alzo e stò in piedi. Tuttavia mi rendo conto che quando magari sono distratto (ad esempio se sono al telefono o se parlo con qualcuno) non li avverto, quando invece sono da solo e mi soffermo a pensarci sono molto più accentuati. Inoltre mi rendo conto che quando mi faccio sopraffare dalla paura di tali sintomi il tutto peggiora ulteriormente. Di natura non sono un tipo ansioso, anche io mi sono chiesto spesso se tutto ciò dipendesse dall'ansia, però la risposta che mi viene spontanea è che comunque io i giramenti li ho, quindi magari sono un dato di fatto, e magari il farsi sopraffare dall'ansia o dalla paura che possa essere qualcosa di grave è solo una conseguenza. Giustamente non chiedo cosa possa essere, perchè le risposte a questa domanda potrebbero essere tantissime. Inoltre senza una visita e risultati di esami strumentali la cosa sarebbe ancora più difficile. Volevo sapere invece quali sono gli esami che dovrei fare per verificare che si tratti o meno di un problema reale, e volevo inoltre chiedervi se l'ansia possa creare una situazione simile alla mia. Nell'attesa di una risposta, vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.mo Utente,

la risposta alla Sua ultima domanda è sì, l'ansia fa questo e altro e, a quanto scrive, Lei ha un buon motivo per essere attento ai segnali che vengono dal corpo. Nessuno inferisce che i sintomi siano immaginari: probabilmente qualche squilibrio è presente ma viene ingigantito dalla connotazione emotiva che ci viene caricata sopra.

Francamente, da quanto leggo, credo che Lei si sia sottoposto a tutti gli approfondimenti che possono essere necessari ad individuare altre cause trattabili. Forse è arrivato il momento di considerare la gestione del tutto con un approccio diverso, vale a dire psicologico e/o psichiatrico.

[#2] dopo  
Utente
Dottore innanzitutto la ringrazio per la risposta. Lei sostiene che io abbia già fatto tutti gli approfondimenti che possano escludere "patologie reali", tuttavia nella mia ignoranza, prima di rivolgermi ad uno psicologo/psichiatra, non è forse il caso di affidarmi ad un neurologo?

[#3] dopo  
Utente
Dottore innanzitutto la ringrazio per la risposta. Lei sostiene che io abbia già fatto tutti gli approfondimenti che possano escludere "patologie reali", tuttavia nella mia ignoranza, prima di rivolgermi ad uno psicologo/psichiatra, non è forse il caso di affidarmi ad un neurologo?

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.mo Utente,

No, direi proprio di no. Se il Suo Medico di Medicina di Generale non si sente in grado di gestire il problema (in tutta Europa normalmente lo fanno ma in Italia di solito no), non vedo cosa c'entri un Neurologo. Se il Medeico di Medina Generale non lo sa gestire, lo specialista di riferimento è lo Psichiatra, il Neurologo non c'entra nulla.

[#5] dopo  
Utente
Dottore, come sempre la ringrazio per il tempo che mi dedica. Premetto che sono del sud Italia, e per quanto i medici possano essere qualificati, pongo nei loro confronti una sfiducia che deriva dai numerosi casi di malasanità e dall'inefficienza e degrado delle strutture ospedaliere. Infatti quando ho avuto problemi ben più seri mi sono spostato in strutture più adeguate. Comunque per farla breve, al pronto soccorso sono stato congedato perchè analisi del sangue e visita orl non mostravano nulla di rilevante. Naturalmente essendo un paziente oncologico ho contattato il medico che mi ha in cura e gli ho esposto la situazione. E' stato lui a suggerirmi la visita neurologica, dicendomi che il risultato negativo degli esami effettuati serviva solo ad escludere alcune cause. Ma che tuttavia la vera causa delle mie vertigini non era stata ancora identificata, per cui per "chiudere il cerchio" era meglio sentire anche il consulto di un neurologo. Naturalmente avendo avuto la varicella si era imputato il tutto a tale malattia, purtroppo però i sintomi sembrano esser riapparsi. E' per questo motivo che ho fatto riferimento al neurologo.

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.mo Utente,

comprendo il Suo punto di vista. Le Sue vertigini, comunque, sembrerebbero avere i caratteri della vertigine periferica e non di quella centrale, in modo particolare la variabilità nel cambio di posizione e il collegamento agli stati di tensione emotiva.

Naturalmente, se può servirLe per sentirsi più tranquillo, vista la Sua particolare situazione, una consulenza Neurologica non è controindicata ma, semplicemente, sarebbe probabilmente inutile per la successiva gestione del problema. Il tutto, ovviamente, scritto con gli enormi limiti di una valutazione a distanza.