Utente
Gentile dottore, a causa dell'aumento delle dosi di ansiolitici sto accusando problemi di memoria a breve termine che mi impediscono di memorizzare a dovere quanto studio. Avevo pensato di assumere del magnesio taurato per sopperire a questi effetti indesiderati, ma in rete si dice che alcuni integratori favoriscono l'insorgenza della fibrillazione atriale (per la quale ho una predisposizione genetica). Vorrei chiederle se questa informazione è esatta, ed eventualmente a quali integratori prestare attenzione. Grazie mille.

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Dr. Vincenzo Caldarola

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Salve,
se lei assume ansiolitici, specie BDZ, potrà assumere qualunque integratore ma non avrà alcun beneficio.
La caratteristica di questi farmaci è proprio quella di incidere, a volte pesantemente, sulla memoria recente.
Procurando anche delle amnesie anterograde, cioè per gli eventi successivi alla assunzione del farmaco.
Se la terapia è stata data da uno Psichiatra deve recarsi da lui per rivederla e modificarla.
Ho letto la sua storia clinica: come fa ad affermare che lei ha una predisposizione alla F.A.?
E donde scaturisce la affermazione del cardioradiologo che non troverà mai nessuno disposto a farle uno studio EFS?
In effetti se non ha mai avuto crisi e la sua è una supposizione personale, uno studio EFS sarebbe inutile al momento.
Quando e se avrà la F.A. parossistica si potrà prendere in considerazione lo studio EFS che non è proprio una procedura da fare a cuor leggero, per rimanere in tema.
Il magnesio taurato e tutti gli altri sali assorbibili non le farà alcunchè sulla memoria.Nè sul rirmo.
Quelli non assorbibili (solfato o idrossido) hanno uso gastroenterologico nella stipsi come lassativi osmotici.
Saluti cordiali,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola

[#2] dopo  
Utente
Dottore, grazie per le delucidazioni, ma purtroppo non posso sostituire questa terapia, in quanto il mio neurologo sostiene che io sia fortemente intollerante ai farmaci appartenenti alla classe degli SSRI (dimostrato dal peggioramento dei sintomi che ho ottenuto in 3 mesi di cura) e i miei sintomi gli fanno pensare ad una disautonomia...
Mio padre ha avuto episodi di FA, e anche mia nonna paterna. Quando avevo 18 anni feci un ecg basale perché sentivo dei battiti strani, talvolta mancanti, oltre ad extrasistoli frequenti che insorgevano dopo lo sport, e il cardiologo di allora mi disse che avevo un'aritmia dovuta probabilmente a mancanza di sali minerali, mi sconsigliò l'attività fisica e mi disse che dovevo prendere degli inibitori protonici (avevo grossi problemi di stomaco). Purtroppo io all'epoca ero totalmente ignorante in merito alle aritmie, mio padre non mi aveva mai parlato di fibrillazione, e quel cardiologo non è più reperibile... Ora ho il dubbio che in quel periodo io abbia avuto un episodio di fibrillazione o anche di flutter...
La settimana scorsa sono andata a fare RM al cuore per escludere cardiopatie congenite, e il cardioradiologo mi disse che il battito si è mantenuto costante tra gli 80-100, indice che qualcosa non andava al livello di regolazione del ritmo, e mi ha confermato la tachicardia sinusale nell'holter a 186 bpm appena alzata dal divano misurandola col righello.
Posso chiederle come si manifesta la fibrillazione atriale, cioè come accorgersene, visto che mio padre ha deciso di non dirmi nulla... ? E se rischio ictus anche al primo episodio? Grazie ancora...

[#3]  
Dr. Vincenzo Caldarola

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Gentile Signora,
il suo Neurologo dovrebbe sapere che per curare i disturbi dell'umore non esistono solo le BDZ e gli SSRI/SNSRI ma una ampia varietà di farmaci che sono di pertinenza dello psichiatra.
Se lei riferisce una ipotesi di disautonomia e le frequenze cardiache che riporta sono reali, esclusa ogni altra causa, potrebbe trattarsi di una Tachicardia Sinusale Inappropriata (TSI) talora drammaticamente ben rispondente alla somministrazione di Ivabradina, un farmaco che riduce la frequenza di scarica del NSA, che se Lei è disautonomica per davvero potrebbe non beneficiare più dell'equilibrio tra vago e simpatico.
La diagnosi di F.A. si fa all'elettrocardiogramma osservando la assenza dell'onda P dato che gli atri sono funzionalmente paretici.
La clinica di una forma parossistica in genere si manifesta con una tachicardia con un ritmo irregolare che induce a sospettare la presenza di una F.A.: ma l'ultima parola spetta al tracciato.
Il paziente si spaventa perchè avverte il cuore che "balla" e finisce al P.S.
Esistono anche fibrillazioni atriali asintomatiche, ma in genere sono quelle di soggetti anziani, a bassa frequenza ventricolare
spontaneamente tale o a seguito di terapia farmacologica.
Al primo episodio l'ictus non si rischia, perchè lei finisce al PS dove viene risinusallizzata e trattata per scongiurare le complicanze.
I dubbi sul passato non servono a nulla.
Se vuole posti il referto dell'ultimo Holter che ha fatto e a questo punto vada da uno psichiatra per la terapia dell'ansia e da un Cardiologo per quella del cuore.
A presto.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola

[#4] dopo  
Utente
La ringrazio per i preziosi consigli, dottore. Purtroppo il mio cardiologo non vuole prescrivermi nessun farmaco per il cuore, perché è convinto che la mia tachicardia sia emozionale e non "posturale" (se lui avesse letto con più attenzione il mio holter avrebbe capito che non è così, ma lasciamo perdere...). Inoltre dà dell'incompetente al mio neurologo, e non sa nemmeno che cosa sia la disautonomia. Cambierò cardiologo? Sicuramente.
Andrò anche da un buon psichiatra, anche se sono assolutamente convinta che i miei disturbi fisici non siano di pertinenza psichiatrica. Vorrei seguire un iter diagnostico preciso per la diagnosi di disautonomia, così da curare quella, ma nessuno mi sa indirizzare. Il neurologo crede che la disautonomia provenga da squilibri psichiatrici, quindi non fa altro che confondermi ulteriormente prescrivendomi ansiolitici.
Il referto dell'holter è questo:
"Ritmo sinusale con frequenza media di 83 bpm (range 50-186) interrotto da rarissimi battiti prematuri ventricolari (1/hr) monomorfi e isolati. Assenza di alterazioni patologiche nella conduzione atrio-ventricolare e intra-ventricolare".
I valori del mio battito riportati nell'holter durante le passeggiate diurne sono in linea di massima questi: 151, 167, 172, 120, 124, 150, 135. A riposo sono: 86, 92, 90, 85, 80, 77. Durante la notte (prendevo melatonina e rivotril prima di dormire) oscillano dai 65 ai 50.

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Dr. Vincenzo Caldarola

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A me il suo Holter pare del tutto normale per frequenza.
Dopo la lettura delle frequenze a riposo e dopo movimento credo che non si possa porre la diagnosi di TSI.
E' più probabile che lei sia disallenata: prenda l'abitudine di fare una passeggiata a passo svelto di un'ora al giorno e vedrà che nel giro di 15 gg le sue frequenze a riposo e in attività si ristabiliranno.
La disautonomia non dipende dall'ansia: è una patologia e a questo punto non mi pare che lei ne sia affetta.
Forse il neurologo è rimasto alla vecchia "distonia neurovegetativa" che si curava con il Bellergil, il Glicerovalerovit, la Neurotrofina Bromata, il Perfosfor Valerianato fiale...
Ma se è così si è fermato a 30 anni fa e più il suo neurologo.
Saluti cari,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola

[#6] dopo  
Utente
Gentile dottore, sono disallenata perché tra i miei sintomi c'è anche una fatica cronica, che al minimo movimento mi provoca affanno, palpitazioni e senso di stordimento, nebbia mentale. Io penso alla disautonomia perché ho: visual snow, after image, percezione alterata dei suoni, iperidrosi e brividi di freddo contemporaneamente, ritenzione urinaria, fascicolazioni o contrazioni muscolari (?) che io percepisco come "scosse elettriche" continue tutti i giorni in qualsiasi distretto corporeo, borborigmi allo stomaco rumorosi e incessanti soprattutto dopo cena, cardias incontinente (documentato da vecchia gastroscopia), linfonodi cervicali gonfi da anni (documentati da eco tiroidea) senza capire il motivo, allucinazioni tattili (sensazione di insetti che mi camminano addosso). Sono entrata in un gruppo su Facebook chiamato "visual snow" dove ci sono utenti stranieri che hanno visual snow, after image, tremori e fascicolazioni, con tutte le rm negative e persino l'oct, e parte di loro ha la diagnosi di disautonomia, altri hanno contratto l'infezione di Lyme, e altri hanno un'aura emicranica persistente. Prendono farmaci come Lamotrigine e Lyrica.
Lei cosa ne pensa? Ha qualche consiglio su eventuali esami strumentali per la diagnosi di disautonomia o neuropatia delle piccole fibre...?
Non voglio continuare a prendere farmaci per la psiche, se ci sono così tanti indizi che il problema sia organico...

[#7]  
Dr. Vincenzo Caldarola

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Se lei con gli antipsicotici stesse meglio, la diagnosi non servirebbe cercarla sul gruppo dei Visual Snow.
E poi che cosa sarebbe un'aura emicranica perenne?
Si rivolga ad un ottimo psichiatra, stia a sentire: non sarà obbligata a seguire i suoi consigli ma almeno farà un colloquio e se sceglierà una persona seria le dirà se il suo problema sia di competenza psichiatrica Neurologica.
Le sconsiglio di improvvisarsi medico leggendo Facebook: per diventare medico occorrono anni di sudore sui libri, comprensione di meccanismi neuroanatomici che lei non ha, gavetta ed esperienza.
Questo è il mio consiglio: lei ovviamente è libera di fare come ritiene.
Saluti cari,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola

[#8] dopo  
Utente
Bene dottore, lo farò. Non è mai stata mia intenzione improvvisarmi medico, ma solo trarre delle ipotesi diagnostiche attraverso i dati empirici esposti da pazienti che hanno pressoché tutti i miei sintomi. Le ultime ricerche (e questo non l'ho letto su facebook) di un medico americano di nome Goadsby attribuiscono la causa del visual snow a un aumentato metabolismo della corteccia cerebrale visiva supplementare. Non so in che modo gli antipsicotici possano contrastare questo "aumentato metabolismo", proprio perché non conosco i meccanismi neuroanatomici da lei citati, ma spero che il mio prossimo psichiatra ne sarà ben cosciente, perché non ho intenzione di sviluppare una sindrome neurolettica maligna per un errore di valutazione... tutto qua.

[#9]  
Dr. Vincenzo Caldarola

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Gentile Signora,
se lei pretende di conoscere da che cosa è affetta, la Sindrome Neurolettica maligna, a cui potremmo aggiungere quella serotoninergica e tante altre sindromi estremamente rare indotte da farmaci, come gli effetti proaritmici dei farmaci antiaritmici, la Necrolisi Epidermica tossica indotte dai FANS, mi pare che sia sufficientemente edotta non solo per ricevere la Laurea Honoris Causa in Medicina ma per curarsi da sola.
Non le serve pertanto nè un medico reale, quale che esso sia, nè a maggior ragione uno virtuale.
Tutto qua.
Con questa riflessione la saluto e le porgo saluti cari.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola

[#10] dopo  
Utente
Gentile dottore, la sindrome neurolettica maligna è una delle prime cose che menziona la pagina wikipedia dedicata ai neurolettici, per questo mi sono allarmata.
Poi ovviamente ho letto dei sintomi extrapiramidali e parkinsoniani, e io ho entrambe le mie nonne con morbo di Parkinson sviluppato sui 65 anni. Il mio primo psichiatra mi prescrisse il Solian (che oggi ho scoperto essere un neurolettico) e me lo interruppe dopo 2 settimane poiché mi aveva provocato una forte galattorrea, peggioramento allucinazioni notturne e delle distorsioni percettive.
Mi scuso se sono sembrata arrogante nell'ultima risposta, non era mia intenzione, è solo che - visto che mi hanno sempre prescritto cure errate per la psiche - mi sembrava più ragionevole pensare ad una cura per un disturbo organico.

[#11] dopo  
Utente
Dottore, sono spaventatissima... stamattina sono andata a fare il prelievo per il colesterolo (dato che la mia dottoressa di famiglia non me lo prescriveva da anni nelle analisi del sangue) ed è uscito a 206!
Ma perché, mi chiedo??? Non mangio cibo spazzatura nemmeno se mi imboccano, sono sottopeso di due chili, sono di corporatura esile, non fumo più, non bevo. Che cosa mi sta succedendo? Mi hanno detto che "devo muovermi di più" ovviamente. Allora stamattina mi sono messa a studiare e camminare per casa, ho preso l'ossimetro e dopo 2 minuti di camminata LENTISSIMA segnava 135 bpm. Ho continuato a camminare per 20 minuti circa e il battito è arrivato a 150. Mi sono riposata, e dopo 5 minuti il battito era ancora a 120. Dopo 10 minuti si è "normalizzato" a 95.
Mi dica lei... Devo continuare a camminare per casa fregandomene dei battiti cardiaci e del recupero lento? Non capisco se frequenze così elevate possono indurre a fibrillazione atriale. Mi hanno detto che devo farlo almeno per 2 mesi. Mi aiuti per favore... :(