Utente 169XXX
Egr dott.
Sono un ragazzo di 20 anni operato nel dicembre scorso per re rottura LCA e rottura del plc in esiti di precedente ricostruzione LCA ginocchio sinistro
Purtroppo il giorno seguente sono stato rioperato e riaperto per compressione nervosa dello spe in esiti di ricostruzione legamentosa complessa gin sin
Nella descrizione del secondo intervento si legge :“……..si reperta una branca del nervo che si distacca dal tronco comune circa 2 cm. prossimalmente alla testa peroneale (anomalia anatomica)tale branca appare compressa dalla fascia muscolare trazionata dal neo legamento plc……..”
Da qui è iniziato il mio calvario, ho usato e uso attualmente per alcune ore al giorno la molla di codevilla, elettrostimolazione , fisioterapia, osteopatia,la mia vita ora non è come quella di un ragazzo di 20 anni “normale”,ho completamente cessato ogni attività sportiva, non ho potuto frequentare l’università e tanto meno lo stage estivo, i miei familiari mi hanno acquistato un’auto con cambio automatico per essere minimamente autosufficiente nello spostamento e non dover dipendere da loro per recarmi a fare la riabilitazione.
A distanza di 8 mesi un minimo movimento l’ho riacquistato ma nessuno sa dirmi se riprenderò completamente e fra quanto tempo.
Mi sono rivolto ad un medico legale per chiedere una valutazione della mia situazione,ma con mia grande sorpresa ,dopo aver valutato i vari travagliati eventi che sono accaduti , mi e’ stato di fatto sconsigliata la via legale in quanto,causa la variante anatomica del decorso nervoso,difficilmente riuscirei ad ottenere un risarcimento
Ora non so se procedere alla richiesta del risarcimento in quanto non vorrei che, oltre al danno patrimoniale e morale avuto,io debba sostenere per beffa estrema anche le spese processuali se dovessi perdere la causa eventualmente intentata
Mi rivolgo percio’ anche a lei in modo che,dall’alto della sua esperienza in merito,mi possa dare un consiglio su come procedere
Distinti saluti

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signore,

mi lasciano perplesso due cose:
- il discorso della "variante anatomica" del decorso del nervo, che potrebbe essere una ragione non sufficiente per escludere un errore tecnico;
- il fatto che, pur essendo stato rioperato il giorno dopo, la lesione del nervo sia rimasta di grave entità, da quanto lei descrive; si dev'essere verificata, cioè, non una semplice compressione, ma una soluzione di continuo della struttura nevosa;

Non conoscendo la sua vicenda nel dettaglio, le chiedo se almeno ha provato a fare una richiesta extragiudiziale di risarcimento, prima di decidere se tentare o meno una via giudiziale.

https://www.medicitalia.it/minforma/medicina-legale-e-delle-assicurazioni/239-colpa-medica-malasanita.html
http://www.colpa-medica.it

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#2] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Come giustamente afferma il collega Corcelli, una variante anatomica, tra l'altro di un tronco nervoso ben riconoscibile, non giustifica un errore tecnico.

Per quanto riguarda il secondo intervento esso è stato verosimilmente solo un tentativo di ricercare una causa esterna al nervo leso.
Non sembra ne sia stata repertata alcuna, per cui è del tutto aleatorio parlare di deficit dello spe da compressione estrinseca (ematoma per es.)

La lesione si è verosimilmente verificata nel corso dell'intervento al ginocchio e la sua entità dovrà essere obiettivabile con un esame elettromiografico.

Sarà poi anche da considerare se la lesione del nervo è dovuta all'atto chirurgico in se stesso oppure a manovre inadeguate nel posizionare l'operando sul tavolo operatorio.

Cordiali saluti

Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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[#3] dopo  
Utente 169XXX

Ringrazio per la celere risposta avuta.
Per quanto riguarda l’extragiudiziale mi sono rivolto ad un legale che ha inoltrato la richiesta alla struttura senza averne avuto sinora risposta.
Mi sono sottoposto all’esame elettromiografico uno e cinque mesi dopo l’intervento con esito negativo, avendo evidenziato entrambi una completa denervazione. In questi ultimi due mesi ho inziato ad avere un lieve movimento del piede per cui ripeterò l’elettromiografia a settembre.
Vorrei anche un vostro consiglio su quanto io debba aspettare un miglioramento dell’attuale minimo movimento del piede prima di procedere ad una eventuale causa giudiziale e vorrei sapere inoltre se tutto quello che ho subito sin ora sia già da ritenere un danno quantificabile nell’auspicio che io possa arrivare ad avere una normale mobilità del piede.
Ringraziando ancora per l’attenzione mostrata al mio caso, auguro buon ferragosto.

[#4] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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da dicembre ad oggi sono passati circa 7-8 mesi
se il controllo EMG dopo i 5 mesi è rimasto identico a quello fatto dopo il 1° mese, sicuramente si può presumere che residueranno postumi permanenti

quello che non so spiegarmi, per ora, è come mai, ammesso che ci sia stata solo una compressione del nervo, comunque decompresso precocemente dopo un giorno, il miglioramento che sta ottenendo è minimo

l'entità di tali postumi, ovviamente, potrà essere quantificata solo quando si sarà sicuri che clinicamente e strumentalmente non vi è più alcuna possibilità di miglioramento
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#5] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Il danno allo SPE si è potuto verificare sia per eccessiva trazione o per compressione dovuta alla posizione operatoria o alle manovre chirurgiche.
Non si è trattato di una compressione estrinseca come sarebbe potuto essere un ematoma post operatorio, nel qual caso, in assenza di altri danni, la ripresa funzionale del nervo sarebbe stata pressochè immediata.

Come osserva il dr. Corcelli, credo che dopo tale lasso di tempo si possa parlare di danno stabilizzato e quindi utile ai fini valutativi.

Cordialità ed auguri
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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