Utente 183XXX
Buongiorno. Ho quarant'anni e lavoro come Operatore Socio Sanitario in una Comunità Alloggio per persone disabili. Circa 8 mesi fa tornando a casa dopo un turno lavorativo ho avuto un incidente motociclistico in cui ho riportato una lesione del plesso brachiale dx. Mi è stata riconosciuta la condizione di infortunio in itinere e mi sono sottoposto ad accertamenti e trattamenti fisioterapici a seguito dei quali vi sono attualmente segni di reinnervazione e di graduale ma lento recupero di parte della funzionalità del braccio. Al momento non sono stato sottoposto ad intervento chirurgico ricostruttivo, ma questa eventualità non è stata del tutto esclusa. La sede INAIL di competenza mi ha preannunciato che entro il mese di dicembre verrà chiusa la condizione di inabilità temporanea (salvo riapertura successiva in caso ad esempio di intervento chirurgico) e verrà valutata l'inabilità permanente (accertamento postumi). Considerato che le mie attuali condizioni non consentono il rientro lavorativo nella mansione precedentemente svolta e che il datore di lavoro non può ricollocarmi in altre mansioni (segreteria, ad es.), è ipotizzabile che contestualmente alla chiusura dell'infortunio (con riconoscimento di inabilità permanente per grave lesione di plesso brachiale dx) io mi metta in malattia per la medesima lesione? Le due condizioni sono compatibili o mutuamente esclusive? In questo modo se non altro potrei continuare i trattamenti fisioterapici e sperare di recuperare il più possibile la funzionalità del braccio, anche se non so se questo sarà sufficiente a garantirmi un rientro nella mansione precedentemente ricoperta. Esiste infine la possibilità che i trattamenti riabilitativi restino di pertinenza INAIL?
Ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti.



[#1] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
se l'Inail chiude il periodo di malattia lei può solo, se vuole rimanere a riposo, inviare le certificazione tramite il suo medico di medicina generale all'Inps.
I trattamenti riabilitativi non sono di pertinenza inail.
Data la sua situazione mi permetto di invitarla a prendere contatti con una struttura di patronato per quel che riguarda la sua idoneità lavorativa.
Buona giornata
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#2] dopo  
Utente 183XXX

Gent.mo Dott. Mancini,
la ringrazio per la tempestività della consulenza.
Non mancherò di percorrere tutte le vie possibili per tutelare i miei interessi attuali e futuri (sindacato, avvocato); ho approfittato del Vostro Servizio di consulenza online per avere rassicurazioni sulla possibilità di transizione da "infortunio" a "mutua" in modo da avere il tempo per mettere in atto i suddetti meccanismi di tutela.
Grazie e cordiali saluti

[#3] dopo  
Utente 183XXX

Gent.mo Dott. Mancini,
approfitto ancora della Sua disponibilità per chiedere un paio di chiarimenti...
Contestualmente alla chiusura dell'infortunio sono stato dal mio MMG che ha aperto un periodo di malattia.
Nella diagnosi riportata sul foglio di malattia oltre alla lesione di plesso è segnalata una "sindrome depressiva post-traumatica", per confermare la quale dovrò fare una visita specialistica psichiatrica.
Vorrei sapere se con la diagnosi attuale di sindrome depressiva sono comunque tenuto al rispetto delle fasce orarie di reperibilità (10-12 e 17-19) o meno.
Vorrei inoltre sapere se in qualche modo questa diagnosi di natura psichiatrica (qualora fosse confermata dallo specialista) potrebbe essere segnalata e rivelarsi "controproducente" in termini di idoneità lavorativa o in caso di vertenze con il datore di lavoro.
Ringrazio e porgo cordiali saluti

[#4] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
il rispetto della fascia oraria non è vincolante e vi sono diverse possibilità di non rispettare le fasce orarie ma occorrerebbe dimostrare che l'assenza dal domicilio è dovuta alla tipologia della patologia (nel suo caso magari dimostrare che la presenza in un determinato altro luogo è terapeutica per la patologia depressiva). Rimane comunque un terreno molto scivoloso e le consiglierei, dato che la malattia principale è un altra, di attenersi alle fasce orarie.
Ai fini della idoneità lavorativa ogni quadro patologico influisce sulla valutazione ma, data la importanza della sua lesione, potrebbe trattarsi di una situazione temporanea di particolare disagio psichico non già un quadro patologico (così le auguro ovviamente). Se la patologia è presente chiaramente verrà presa in considerazione nella sua idoneità al lavoro.
Buona giornata
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#5] dopo  
Utente 183XXX

Ringrazio nuovamente per la chiarezza e la tempestività nella risposta. Cordiali saluti