Utente 218XXX
Buongiorno. Mio marito che fà l'autista di mezzi pesanti da oltre vent'anni (ne ha 50) vorrebbe vedersi riconosciuto come lavorativo il danno che ha alla schiena. Secondo voi medici è possibile che venga riconosciuta la malattia professionale con questi referti medici?
RM rachiede cervicale
Diffusi segni di spondilosi dei metameri compresi fra c3 e c7 cin produzioni osteofitosiche margino-somatiche, osteoartrosi delle interapofisarie associato a fenomeni degenerativi a carico dei dischi intersomatici ridotti in altezza e diffusamente protrudenti nel canale, con obliterazione dello spazio subaracnoideo anteriore ed impronta sul sacco durale.
Secondaria riduzione su base degenerativo-artrosica dei diamentri ossei, dei forami neurali e del canale vertebrale, aggravata dalla presenza in c6/c7 di piccola focalità erniaria mediana-paramediana sn che deforma il profilo anteriore del sacco durale, con secondari possibili effetti conflituali sacco radicolari.

RM rachide lombo-sacrale
Artrosi delle articolazioni interapofisarie maggiore a livello dei metameri lombari distali.
Spondilosi dorso lombare diffusa con presenza di fenomeni osteocondrosici e multiple piccole ernie intraspongiose di Schmorl, preferenzialmente localizzate a livello dei metameri dorsali distali.
non si osservano immagini riferibili a focalità erniarie; modica protrusione armonica posteriore dei dischi intervertebrali L3/L4; L4/L5 in assenza di significativi effetti compressivi sacco-radicolari.

L'inail ha respinto la mia richiesta ma ho saputo che dal 2011 la spondilodiscopatia del tratto lombare è malattia tabellata.
Il medico che mi visitò scrisse nella relazione che era affetto da Discopatie cervicali e lombari multiple in soggetto affetto da spondilodiscoartrosi e concluse che la mia malattia non dipendeva dall'attività lavorativa ma da patologia extra-lavorativa comune che su base eredo-familiare, metabolica, endocrina e costituzionale si possono verificare in individui anche relativamente giovani. Inoltre (continua la relazione medica) nel caso in esame, si ha una localizzazione multipla dell'affezione erniaria che depone per una predisposizione ereditaria
Vorrei conoscere il parere di qualche altro medico a riguardo.
Grazie per le Vostre eventuali risposte

[#1] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
al di là delle tabellazioni Inail, occorre capire non solo per quanti anni ha svolto l'attività lavorativa come autista (anche se 20 anni sono un lungo periodo di esposizione a microtraumi per il rachide dorso-lombare) ma anche se tale attività lavorativa è stata svolta con assiduità (per quante ore in un giorno o in una settimana o in un mese, quali mezzi ha guidato, etc.).
Solo la valutazione del rischio effettivo lavorativo può far emergere un rischio consistente di determinare non solo direttamente la malattia professionale ma anche è sufficiente che il lavoro abbia con-causato l'aggravamento della patologia della schiena.
Le consiglio di rivolgersi ad una struttura di patronato che, in maniera gratuita, le metterà a disposizione (spero) uno specialista in medicina legale e delle assicurazioni oltre ad una consulenza specifica sui rischi effettivi patiti da suo marito nel periodo lavorativo.
Cordiali saluti
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#2] dopo  
Utente 218XXX

Grazie dottore per la Sua risposta.
Mio marito ha svolto e svolge tutt'ora l'attività di mezzi pesanti, per tutta la settimana e per tutto l'anno, ora per circa 40 ore alla settimana, e fino ad alcuni anni fà guidava per circa 10, 12 o anche 14 ore al giorno, a seconda del tipo di tragitto che doveva fare.
Ha guidato sempre autoarticolati.
Il patronato ha già fatto ricorso contro la prima relazione del medico nominato dal tribunale che ha ritenuto che non vi è nessuna relazione tra il tipo di lavoro svolto e la patologia che presenta, mentre il medico legale che abbiamo interpellato ritiene che la malattia professionale ci sia eccome.
L'inail ovviamente non è d'accordo con il nostro medico.
Mi chiedo in questo caso se sia possibile che il giudice non dia ragione al medico da Lui nominato, anche se è chiaro che questa relazione presenta dei punti veramente contradditori:
cioè dove afferma che 1: ha svolto per tutti questi anni attività di camionista, 2: che presenta spondilodisco artrosi della colonna lombare e cervicale con multiple ernie del disco, sopratutto cervicale, ma che sono da imputarsi a cause non lavorative. Lei cosa pensa a riguardo? ci piacerebbe conoscere anche la Sua opinione.
Buon giorno e ancora grazie

[#3] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
la sua richiesta di malattia professionale mi sembra molto dettagliata di fatti (lunghe ore di esposizione, mezzi estremamente a rischio per insorgenza di patologia lombare, patologia tipica di chi svolge quel mestiere) che, se confermati su base documentale, giustificano ampiamente le proteste del collega medico legale del patronato.
In via teorica, quindi, appoggio la sua richiesta di riconoscimento di malattia professionale previa, ovviamente, verifica e prova della sussistenza di tutti quei parametri di cui abbiamo parlato.
Buona giornata
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#4] dopo  
Utente 218XXX

La ringrazio. Ho paura che il diritto di vedersi riconoscere la malattia professionale non riusciremo a provarla e quindi ci sentiamo vittime di un'ingiustizia.
Se l'inail ha già respinto il ricorso, ci siamo rivolti al tribunale che ha nominato un medico che ha dato ragione all'inail, nonostante tutti i dati clinici e lavorativi che Le ho inviato, ignorando completamente la relazione medico-legale che assegnava un danno almeno di 20 punti di invalidità, non so se dopo l'udienza che si terrà nel mese di dicembre ci sarà qualcos'altro da tentare per vedersi riconosciuta la malattia professionale.
L'avvocato del Patronato ha detto che solitamente il giudice prende come buona la perizia fatta dal medico che egli stesso ha nominato e quindi la decisione sarà inappellabile; Le risulta che sia così?
Grazie ancora e buona giornata

[#5] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
sui 20 punti di invalidità ho qualche dubbio ma poco importa francamente.
Nulla è perduto finchè ci sono possibilità di dire la propria.
Le consiglio di riconsiderare tutto quello che è stato proposto al Giudice alla luce di quanto le ho, modestamente, scritto in precedenza.
La decisione di un Giudice è soltanto una decisione, non è detto che sia la verità.
Buona serata
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#6] dopo  
Utente 218XXX

Grazie dott. Mancini, scusi il ritardo della risposta.
Quindi nel caso anche il Giudice dovesse dare ragione all'Inail, si può fare ricorso contro tale decisione?
Il medico che segue mio marito, ha già preparato una contro perizia che smonta punto per punto la bozza presentata dal CTU.
Secondo Lei all'udienza che ci sarà a dicembre, cioè quando il Giudice dovrà pronunciarsi, sarebbe meglio chiedere al nostro medico di essere presente in modo da poter meglio rappresentare mio marito?

La ringrazio ancora e Le auguro una buona giornata

[#7] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
la presenza del suo medico all'udienza è opportuna solo se il suo avvocato la ritiene tale.
Altrimenti la relazione di parte è più che sufficiente per sostenere le sue tesi.
Buona fortuna
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#8] dopo  
Utente 218XXX

Buongiorno dott. Mancini, Le scrivo per informarla che, come ipotizzato, il giudice non ha riconosciuto la malattia professionale. L'avvocato farà ricorso contro tale decisione in appello ma devo dire che siamo molto pessimisti al riguardo.
Mi chiedo come vengano prese queste decisioni..avrei capito se il Ctu non avesse riscontrato la malattia..ma nella perizia ha scritto che mio marito è affetto da spondilodiscopatia del tratto lombare e ernia cervicale, ma che questa non è compatibile con l'attività lavorativa svolta. Ma dico io non ha letto il giudice che fà il camionista? Spero che non ci sia lo stesso Giudice in appello altrimenti non vedo cosa possa cambiare..vorrei che il ctu e il Giudice spiegassero direttamente a mio marito con quale criterio è stata presa questa decisione, invece non viene convocato il diretto interessato (mio marito) durante la sentenza..ma questo comportamento è previsto dalla legge? Grazie ancora per le Sue risposte Buona giornata

[#9] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gent. Utente,
non è previsto che il Giudice ascolti suo marito.
Se il medico di patronato cui Vi siete rivolti è uno specialista in medicina legale ha diverse possibilità in appello di vedersi riconoscere la malattia professionale.
Di più, non conoscendo nel dettaglio documentale la vicenda, non posso dirle.
Ripeto, se quanto da Lei prospettato è vero ci sono tutti i requisiti per farsi riconoscere la malattia professionale.
Buona fortuna
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#10] dopo  
Utente 218XXX

Grazie tante dottore. Si, Le posso assicurare che è vero. L'attività lavorative è stata documentata ampiamente, per questa ragione non capiamo la decisione del Giudice. Il medico a cui ci siamo rivolti (per la visita e la conseguente relazione medica), è specialista in ortopedia e non in medicina legale; anche il medico nominato dal tribunale è specialista in ortopedia e non in medicina legale.
Magari se contatassimo un medico legale spiegando tutta la situazione e presentando una nuova relazione medico-legale in appello, mio marito avrà più opportunità di vedersi riconosciuta la malattia professionale secondo Lei?
Ancora grazie e buona giornata