Utente 296XXX
Gentile redazione, buon giorno.

A seguito di un infortunio sul lavoro, regolarmente riconosciuto dall’INAIL, ho subito un intervento chirurgico di sutura ed acromionplastica artorscopica per rottura traumatica sovraspinato spalla sinistra.

Come prescritto dalla competente azienda sanitaria, ho fin da subito intrapreso il protocollo riabilitativo, fino ad oggi ho effettuato 75 sedute di rieducazione neuromotoria, 24 sedute di laser, 10 sedute di ultrasuoni, e 20 sedute di idrokinesiterapia, in un quadro complicato da una capsulite adesiva conseguente all’intervento.

Dal referto conclusivo del ciclo riabilitativo, visita ortopedica e fisiatrica si evidenzia:

Attualmente ridotto il dolore a livello della spalla sinistra. All’esame obiettivo si evidenzia ipotrofia muscolare emicingolo e della muscolatura prossimale dell’arto superiore sinistro, la spalla appare lievemente abbassata ed anteposta.
Limitazione della mobilità della spalla sinistra:flessione anteriore attiva 70° poi compensa, passiva 90°,
abduzione attiva 60° poi compensa, passiva 70°, estensione attiva 30°, passiva 50°, extrarotazione attiva 20°.

Da quanto riportato, volevo gentilmente un Vostro pare, relativamente al punteggio di invalidità che l’INAIL dovrebbe riconoscermi per quanto accaduto.

Cordiali saluti, Fabio

[#1] dopo  
Dr. Pasquale Bergamo

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Egregio signor Fabio, la valutazione del danno (sia esso in ambito INAIL, RC, polizza Inortuni, ecc) è una attività che raccoglie molti aspetti di natura clinica-semeiologica, personalizzandoli all'individuo che è affetto da menomazioni. Non può e non deve essere un numero percentuale ricavato da tabelle, altrimenti qualsiasi persona può acquistare un testo dove siano contenuti tutti i parametri valutativi e assegnarsi una percentuale.
Ritengo che, dopo la valutazione che le verrà rilasciata dai sanitari dell'INAIL, con l'indicazione secondo la"Tabella Indennizzo danno biologico" approvata con Decreto ministeriale 12 luglio 2000, provi a consultare uno specialista in medicina legale per verificare la congruità della valutazione rispetto alle sue menomazioni. Nel caso non vi fosse adeguatezza di giudizio può chiedere una visita collegiale dopo aver ricorso inviando il parere del suo medico fiduciario. Infine, se non soddisfatto, può andare in giudizio.
Saluti
dr Pasquale Bergamo