Utente 236XXX
Buongiorno. Gradirei conoscere la corretta prassi da seguire per essere risarcito in seguito ad un infortunio calcistico avvenuto 4 anni fa (23 anni) in seguito al quale ruppi LCA. Mi fu ricostruito ma non vedendo miglioramenti ho dovuto subire il calvario di altre 2 operazioni, senza esito positivo: ad oggi non posso far nessuno sport perché il mio ginocchio fa male e non si iperestende a dovere. Il problema , secondo certi ortopedici( ho girato tutta l'Italia!!!) starebbe nel mal posizionamento del lca, durante la prima operazione. Il tunnel sarebbe stato fatto male. Mi sono rivolto ad un medico legale che ha valutato come grave la condizione del mio ginocchio ad oggi, ma mi dice anche che per dire che la colpa è dell'operazione, dovrei trovare un ortopedico che me lo scriva. Per me questo è assurdo e inaccettabile essendo io il paziente (cioè la persona che soffre!!!! da 4 anni!!!! e a vita!!!) e pensando quindi di potermi affidare a persone che sappiano fare il proprio lavoro senza che io debba procacciarmi dei medici!!! La domanda è percio': come devo fare per richiedre un risarcimento che in piu' prenda in considerazione che il mio danno deriva da un mal posizionamento del tunnel in sede operatoria?
Sono esasperato e molto abbattuto..
Vi prego di aiutarmi.
GRAZIE INFINITAMENTE

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

il Collega medico-legale al quale si è rivolto Le ha già fornito la giusta risposta: per poter affermare che esiste una colpa medica è indispensabile che risulti, in maniera inequivocabile, che vi è stato un errore nell'effettuazione dell'intervento di ricostruzione del ligamento.
Tenga presente che l'analisi di un eventuale risarcimento del danno conseguente a trattamento medico è soggetta alle seguenti previsioni:
(art.1176 c.c., II comma ): <Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata>
(art. 2236 c.c.): < Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave >.

Ne consegue che, ove Lei non sia in grado di documentare che il caso specifico non ricade in tali previsioni, non risultano elementi per poter configurare una colpa medica, e di conseguenza poter chiedere il risarcimento del danno con probabilità di aver successo.
In conclusione, senza il parere scritto di un Ortopedico, ed in particolare di uno specialista che sia esperto in chirurgia del ginocchio, non è possibile affermare che vi sia stato un errore, e quindi la richiesta di risarcimento risulterebbe temeraria.

Distinti Saluti.



Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 236XXX

Gent.mo Dottor Mascotti, la ringrazio per la sua risposta, ma avrei ancora dei dubbi e spero possa chiarirli: sono quindi io a dover cercare un ortopedico che scriva che l'operazione è stata eseguita malamente? Non è compito del medico legale, appunto, nominare un ortopedico che si occupi di questa valutazione affinchè possa aiutarlo a stilare la perizia?
E ancora, il medico legale dice che il mio trauma iniziale, avendo creato una contusione tibiale, una rottura del lca e parzialmente del menisco, configurava un substrato difficoltoso per l'operazione e per la restitutio ad integrum diciamo. Ma io conosco decine di persone che hanno subito infortuni gravi come il mio e sono tornati a giocare a calcio senza problemi, percui non credo che la natura dell'incidente giustifichi un mal posizionamento del tunnel, ben visibile già con le lastre. Cosa altro deve dimostrare una persona??
In attesa di un suo cortese riscontro la saluto

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

la procedura corretta da seguire in ambito medico-legale per i casi di colpa medica non cambia, sia che sia il medico legale ad inviare presso un Ortopedico di propria fiducia l'interessato, sia che sia l'interessato a rivolgersi ad un clinico per la valutazione necessaria.
In ogni caso l'onere di tali accertamenti deve essere da Lei sostenuto, sia in caso di parere positivo, sia nel caso di valutazione negativa per colpa medica.

Ogni caso va valutato di per sè, senza riferimenti ad altre realtà: le decine di persone che Lei conosce hanno senz'altro avuto un'evoluzione favorevole del trattamento, ma questo non configura un elemento su cui basare un'azione di risarcimento (vedasi l'art.2236 del codice civile, che ho citato nella rispesta precedente).

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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