Utente 383XXX
Gentile dottore,
Il mio compagno, per una serie di problemi familiari legati alla separazione dalla ex moglie, è in cura presso un centro di neurologia. Il neurologo gli ha prescritto la seguente terapia: efexor 225 1 cp la mattina, 10 gocce di xanax martina e sera, e il minias 20 gocce prima di dormire. A breve inizierà anche la terapia psicologica che a detta del neurologo sarà più efficace dei farmaci. La settimana scorsa siamo andati alla asl e gli è stata riconosciuta l esenzione per patologia 044 (psicosi) ; preciso che tale esenzione gli è stata concessa solo visionando la prescrizione delle medicine. Alla neurologia, dove e seguito, non hanno fatto alcuna diagnosi. Ora lui si è molto spaventato del termine " psicosi" si considera quasi un malato mentale. Comincia a pensare all'infermità di mente, che sia incapace di intendere e di volere.
Tra l altro tra un anno circa dovrà rinnovare la patente ed ha paura che non gliela diano.
Ora vi chiedo:
È possibile solo con la prescrizione delle mediche sopra indicate dichiarare un paziente psicotico, come riportato in esenzione?

Un paziente con sindrome depressiva è necessariamente un incapace di intendere e di volere?
È possibile cancellare l esenzione concessa dalla Asl? Se si cosa occorre?
Possono esserci problemi per il rinnovo della patente.
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione.
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

mi permetto, in via preliminare, di rilevare alcune contraddizioni in quanto riferisce:
- è in cura presso un centro di neurologia
- Il neurologo gli ha prescritto la seguente terapia ...
- Alla neurologia, dove e seguito, non hanno fatto alcuna diagnosi
La presa in cura e la prescrizione di una terapia presuppongono sicuramente una diagnosi.

-La settimana scorsa siamo andati alla asl e gli è stata riconosciuta l'esenzione per patologia 044
La pratica per l'esenzione dai ticket sanitari viene effettuata per iniziativa ed a domanda dell'interessato, e non d'ufficio; solitamente viene effettuato un esame documentale di quanto rilasciato dallo specialista.
L'eventuale annullamento dell'esenzione non comporta l'annullamento della prescrizione di psicofarmaci, che il Neurologo ha effettuato, ed anzi innesca una verifica sulla correttezza prescrizione stessa da parte dell'ASL.

Tornando al quesito, la capacità di intendere e di volere è un concetto giuridico, e non medico, che va riferito all'ambito in cui deve essere applicato (civile, penale od amministrativo), ed in questo caso all'idoneità alla guida.
Il rinnovo della patente di guida avviene attraverso una visita medica, nella quale vengono considerati i dati clinici ai fini di stabilire l'idoneità o meno alla guida di veicoli.
In particolare, l'art. 320 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada recita quanto segue:
< E. Malattie psichiche.
La patente di guida non deve essere rilasciata né confermata a candidati o conducenti che siano affetti da turbe psichiche in atto dovute a malattie, traumatismi, postumi di interventi chirurgici sul sistema nervoso centrale o periferico o colpiti da ritardo mentale grave o che soffrono di psicosi o di turbe della personalità, quando tali condizioni non siano compatibili con la sicurezza della guida, salvo i casi che la commissione medica locale potrà valutare in modo diverso avvalendosi, se del caso, della consulenza specialistica presso strutture pubbliche. La commissione medica locale, terrà in quest'ultimo caso in debito conto i rischi o i pericoli addizionali connessi con la guida dei veicoli delle categorie C, D, E. La validità della patente in questi casi non può essere superiore a due anni. Per la conferma e la revisione valgono le stesse modalità.>

Pertanto a mio parere sarà importante, ai fini dell'idoneità alla guida, che l'interessato non sia affetto da "turbe psichiche in atto", e che le terapie abbiano consentito di raggiungere lo stato di salute psichica necessario per la sicurezza nella guida.

Distinti Saluti.






Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 383XXX

Gentile dottore,
la ringrazio per la sua risposta, cercherò di spiegarmi meglio.
All'ambulatorio di neurologia non hanno mai fatto alcuna diagnosi nè di depressione nè di altro, hanno solo prescritto la terapia (efexor, minias e xanax).
La asl sulla base della terapia prescritta ha concesso l'esenzione.
L'idea di cancellare l'esenzione è mia, in quanto da quando il mio compagno ha letto il termine "psicosi" sull'esenzione si considera un malato psichiatrico; ciò non fa altro che peggiorare l'ansia.
Purtroppo un po' per ignoranza, un po' per pregiudizi, il depresso viene spesso associato a una persona non in grado di provvedere a se stessa. Cosa non sempre vera.
Ora io mi chiedo e le chiedo se un paziente possa andare alla asl e cancellare l'esenzione per patologia oppure se serva una dichiarazione del medico che l'ha in cura.

Se eventualmente tra un anno la terapia dovesse essere stabile o addirittura non fosse più necessaria non ci dovrebbero essere problemi al rinnovo della patente, giusto dottore?

La ringrazio
Cordiali Saluti

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

anche io non devo essere stato sufficientemente chiaro nella precedente risposta, e proverò ad esserlo di seguito.

Ogni terapia che un medico prescrive è sempre correlata e preceduta da una diagnosi; altrimenti detto, non è corretto che vengano prescritte terapie senza una diagnosi.

L'annullamento dell'esenzione a richiesta dell'interessato è teoricamente possibile: ma siffatta richiesta comporterebbe da parte dell'ASL una serie di verifiche (su chi ha prescritto i farmaci, su chi ha rilasciato l'esenzione, sull'interessato stesso) che a mio parere è opportuno evitare.
Può sentire in merito anche il parere del Neurologo prescrittore.

Come Le ho già accennato, ai fini del buon esito dell'idoneità alla guida nel caso specifico é essenziale che l'interessato non sia affetto da "turbe psichiche in atto", e che le terapie abbiano consentito di raggiungere lo stato di salute psichica necessario per la sicurezza nella guida.

Ancora Distinti Saluti.


Nicola Mascotti,M.D.

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[#4] dopo  
Utente 383XXX

gentile dottore,

la ringrazio nuovamente per la sua risposta.

mi scusi l'insistenza ma non riesco a capire cosa si intenda per "turbe psichiche". E un concetto molto generico. Pertanto mi chiedo se un paziente con umore depresso che assume la terapia sopra indicata possa avere controindicazioni al rinnovo della patente.
Il neurologo, in realtà, non ha mai fatto alcuni diagnosi scritta, nè essa risulta nella cartella ambulatoriale, nè da alcun certificato.
Tra l'altro il mio compagno non è mai stato neanche sottoposti ad alcun test.
E' alla asl che sulla base della terapia hanno dato dato l'esenzione 044 (psicosi) quando in realtà il paziente assume terapia solo antidepressiva.

Riangraziandola per l'aiuto
Cordiali saluti



[#5] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

il termine "turbe psichiche" indica genericamente alterazioni della psiche, ovverosia tutte le alterazioni dell'equilibrio psichico (compresa anche la cosiddetta "depressione" quale alterazione dell'umore) che possono comportare pregiudizio alla sicurezza nella guida.
A mio parere una persona che presenta disturbi dell'umore va valutata per un periodo sufficientemente lungo ed in maniera estremamente accurata dallo specialista, prima di poterne dichiarare l'idoneità alla guida.

Non comprendo come un Neurologo, se effettivamente una diagnosi non è stata posta, abbia prescritto una terapia: Le ho già spiegato quanto è corretto al riguardo.

In ogni caso se un assistito si presenta alla ASL per richiedere un'esenzione dal ticket per patologia, quanto meno dovrebbe essere stato prima edotto ed informato su quella che è la patologia che gli dà diritto ad ottenere tale esenzione.
Altrimenti, nella fattispecie di un'esenzione ottenuta in assenza dei requisiti, potrebbero ravvisarsi gli estremi di un illecito.
Spero di averLe dato spiegazioni e chiarimenti sufficienti, per quanto è possibile nei limiti di un consulto on line.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#6] dopo  
Utente 383XXX

Gentile dottore,

La ringrazio per la cortese risposta.

Aggiungo solo che noi siamo pazienti, non spetta a noi fare la diagnosi. Noi riferiamo al medico ciò che ci succede, i sintomi, il medico fa la diagnosi e prescrive una terapia.
Per quanto riguarda l esenzione il discorso e il medesimo. Ci sono 2000 esenzioni per patologia non è il paziente che a caso sceglie l esenzione che vuole, ma dovrebbe essere il medico che valuta se e quale esenzione concedere.

Spero solo che tra un anno quando dovrà rinnovare la patente la sintomatologia sarà migliorata... Penso che con una adeguata psicoterapia la situazione possa risolversi... Sono fiduciosa.

La ringrazio nuovamente per il suo tempo e per l'aiuto prestatomi.
Cordiali saluti