Utente 408XXX
Mia madre, ultra ottantenne, è deceduta per un'emorragia cerebrale causata da una iper scoagulazione del sangue.
A seguito di una perizia medico-legale è stato riconosciuto il Coumadin come causa.
È stata riconosciuta la responsabilità di un'infermiera la quale aveva aumentato il dosaggio di Coumadin senza alcuna autorizzazione medica.
Ora si dovrà valutare la responsabilità medica ed eventualmente della regione.
Spiego brevemente il caso.

Mia madre ha fatto 4000 U.I. di Clexane per circa 2 mesi senza aver mai riscontrato problemi.
Successivamente il medico di base si rifiutò di prescrivere il Clexane per via di alcune direttive della regione.
Ho anche una sua attestazione scritta in cui spiega il motivo per cui si è rifiutato di prescrivere il Clexane.

Il cardiologo diede ragione al medico di base e le prescrisse il Coumadin, sostituendolo al Clexane.
Da tenere in considerazione che quando le prescrisse il Coumadin mia madre assumeva già degli antipsicotici e antidepressivi.
Leggendo alcuni consulti su questo stesso sito, articoli in giro per il web e parlando con alcuni amici medici pare che il Coumadin non andasse prescritto ad una persona di quell'età per svariati motivi.

In più, mia madre, 10 giorni prima del decesso, ebbe un episodio psicotico acuto e il geriatra ritenne opportuno sostituire il Talofen (sempre da lui prescritto) con la Quietapina.
Ho letto che la somministrazione di Quetiapina a pazienti in terapia con Warfarin è stata associata a grave emorragia cerebrale o comunque ad innalzamenti dell'INR.


Vorrei dunque un vostro parere in merito alla situazione ed eventualmente su come procedere.

Inoltre, chiedo se vi è possibile suggerire qualche associazione o studio legale specializzati in casi di malasanità.


Colgo l'occasione per porgere i miei saluti e ringraziare anticipatamente per il servizio offerto.

[#1] dopo  
Dr. Simone Lo Baido

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Gent.ma Utente,
dalla narrazione sintetica sopra riportata è difficile evincere qualsivoglia informazione di merito.
Mancano profili temporali, esami, terapie concomitanti, dosaggi e quant'altro.
Le consiglio, qualora voglia adire a vie legali verso terzi, di consultare un collega specialista in medicina legale il quale, una volta consultato e dopo aver ricevuto tutta la documentazione in merito alla vicenda, potrà consigliarle la strategia più opportuna. per la ricerca del suddetto specialista può trovarlo sul portale di Medicitalia.it oppure attraverso l'ordine dei medici della sua regione/provincia.
Ritengo infine poco corretto esprimere pareri o giudizi circa il caso in oggetto in quanto possibile oggetto di controversie legali.
Le auguro una buona giornata.
Dr. Simone Lo Baido