Utente 109XXX
Salve.
Il mio specialista in psichiatria che mi seguiva da 11 anni stamani ha deciso di dirmi che non se la sente più per codice etico di curarmi.

ARGOMENTO:

Frequento una clinica universitaria a 160 km da casa mia, il medico è sempre stato eccellente con me. Io nonostante la distanza ho sempre fatto i colloqui e se necessitavo di visite urgenti mi recavo sul posto anche in poche ore.
Ho passato una settimana d'inferno, sono stato malissimo per una delusione amorosa, ho sospeso tutti i farmaci, non avevo più voglia di vivere.
Finalmente mi faccio forte e per oggi avevo prenotato un appuntamento, al che ivi giunto il medico è andato su tutte le furie, e qui lo capisco, ma ha detto che non può più curarmi che non se la sente di gestire un rapporto a 160 km di distanza. Si dimentica di dire che per emergenza ha lo studio nella mia città dove vado a pagamento però, li non si è mai rifiutato di curarmi. Spiega a mio padre che la sospensione di psicofarmaci, siamo in ambito psichiatrico, poteva portarmi alla morte e ha imbastito una terapia al volo e ha detto, di sua volontà, che contatterà i servizi del territorio dove abito.

Non Vi dico signori medici come ci sono rimasto. Ora ammesso che chiaramente non voglio più andare da un medico che mi ha ricusato e non volendomi più curare, ma a norma di legge può farlo? O essendo appunto in fase acuta doveva curarmi invece di ricusarmi?

Vi ringrazio in anticipo signori medici, cordialità

[#1] dopo  
Prof. Pietro Rinella

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La ricusazione è possibile purché non sia di nocumento per il paziente
Prof. Pietro Rinella