Utente 465XXX
Ringrazio anticipatamente.
Mio padre, medico ospedaliero di 62 anni, a distanza di poco tempo, subì due infortuni sul LAVORO, circa 10 anni fa.
Si trattava di infermità che hanno interessato l’apparato digerente, con una invalidità del 32% e quello cardiocircolatorio con il 37%.
Trattandosi di invalidità plurime coesistenti con il calcolo riduzionistico di Balthazard l’INAIL gli riconobbe una percentuale totale del 57% e relativa rendita.
Naturalmente anche la Commissione Medica di Verifica del Ministero della Economia e Finanza (MEF) gli aveva già riconosciuto il nesso causale, attribuendogli la V (quinta) categoria Tabella A del DPR 30.12.1981 n. 834. (Quindi non ha beneficiato dei due mesi figurativi/anno ai fini pensionistici)
Qualche giorno fa per nuove patologie su apparati diversi da quelli su cui gli è stata riconosciuta la invalidità di servizio, e cioè apparato uditivo ed vestibolare, l’INPS gli ha riconosciuto una invalidità CIVILE del 42%.
La domanda è: - si possono sommare le invalidità sul lavoro con quelli civili se si tratta di patologie diverse e non interdipendenti?
Infatti se si potessero applicare le tre diverse percentuali di invalidità alla formula di Balthazard, mio padre raggiungerebbe il 75% e quindi potrebbe accedere all’APE agevolata.
Non vuole richiedere alcun beneficio economico ma solo una somma delle diverse invalidità per una ipotesi di pensionamento anticipato.
E' possibile? A chi si dovrebbe inoltrare la domanda?. Grazie Alessia

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
trattandosi di due diversi ed indipendenti settori di tutela (INAIL e pensionistica privilegiata per le malattie correlate al lavoro, Invalidità Civile per le malattie comuni) non è possibile ottenere benefici in un settore utilizzando le menomazioni che sono ascrivibili all'altro, e pertanto la somma a cui Lei fa riferimento non è ipotizzabile nei termini prospettati.
Peraltro, per il pensionamento (INPS, Legge 222/84 se dipendente privato) le condizioni previste prescindono dalla natura dell'invalidità, bensì comportano una "valutazione complessiva di tutte le menomazioni", per cui per tale fattispecie ove l'assicurato risultasse inabile, potrebbe ottenere il collocamento a riposo.
Differente è il caso di pensionamento per i pubblici dipendenti (Legge 335/95), per la quale sono considerabili soltanto le menomazioni non dipendenti da causa di servizio.

Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 465XXX

Grazie dott. Mascotti
E' stato chiarissimo.
Quindi la sola possibilità sarebbe quella di fare domanda di aggravamento per le patologie correlate a causa di servizio e tentare di passare alla IV categoria della tabella A del DPR 384/81.
In questo caso la istanza fa fatta all'INAIL o alla Commissione Medica di verifica del MEF?
La ringrazio per la gentile disponibilità.
Alessia

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

per l'evenienza che prospetta sussiste un problema: la domanda di revisione per aggravamento di un'infermità dipendente da causa di servizio per la quale sia stato concesso l'equo indennizzo, per quanto è a mia conoscenza, può essere presentata una sola volta ed entro cinque anni dal primo riconoscimento.
L'istanza va comunque presentata all'Ente di cui l'interessato è dipendente, che provvederà a disporre l'istruttoria per la C.M. di Verifica.
Quanto sopra premesso, Le suggerisco di rivolgersi preventivamente ad un Ente di Patronato per verificare la posizione lavorativa/previdenziale, e quindi procedere seguendo la via più opportuna.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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