Utente 156XXX
Buongiorno a tutti, volevo chiedere un consulto in merito a un incidente occorsomi durante la scorsa estate.

Un'auto mi ha investito mentre pedalavo sulla pista ciclabile; pur frenando all'ultimo, l'impatto è stato forte e ho fatto un bel volo. Miracolosamente (a detta dell'ortopedica del P.S.) non ho avuto fratture ma solo un trauma cranico e contusioni e ferite non gravi all'intera parte destra del corpo. Mi hanno tenuto 3 giorni in osservazione per accertamenti e mi hanno dimesso dalla degenza del Pronto Soccorso con una prognosi di 4 giorni.

Successivamente sono andato da un medico Ortopedico indirizzatomi dall'agenzia infortunistica che mi segue, e nel suo certificato riporta l'assenza di fratture ma la presenza di dolori, difficoltà a camminare e a muovere braccio e spalla destra. Ha aggiunto una prognosi di 30 gg.

Purtroppo dopo un mese, ripresomi fisicamente, ho iniziato ad avere ripetuti attacchi di panico e timore di riprendere in mano la bici (tutt'ora non riesco a percorrere le strade a doppie corsie). Ora, ciò che è accaduto successivamente lo riassumo così com'è l'ha riassunto la psichiatra del C.S.M. che mi segue in un certificato (il SECONDO e ultimo che ho presentato al medico legale di controparte). In sintesi la Psichiatra certifica che il mio iniziale quadro diagnostico compatibile con un Disturbo da stress post-traumatico si è cronicizzato in una depressione reattiva che poi è peggiorata in una disturbo depressivo maggiore. Ha dovuto aggiungere che tale peggioramento è causato anche da altri problemi di salute (. In ogni caso garantisce che la sintomatologia ansiosa e il PTSD sono correlati all'incidente. Inoltre, ha aggiunto che ho avuto episodi di evitamento, fobia della strada, flashback e incubi notturni. Infine, afferma che sono tutt'ora in cura con antidepressivi e che ad oggi, dopo sette mesi, sono migliorato.

Ora, considerato che non ho fatto nessuna visita di parte (per volere dell'a. infortunistica) e considerato che la perizia del medico dell'assicurazione non arriva più volevo un attimo capire, con il vostro aiuto, di poter avere un'idea anche approssimativa di come sarà la perizia, cioè del punteggio. Perché non ho ben chiaro quanto possano essere interpretati o "rifiutati" i dati riportati dai due certificati. Poi ho notato che PTSD e disturbo depressivo sono presenti sono nella Tabella di invalidità grave e non lieve, ma non vorrei che la discrepanza tra il danno fisico (minimo) e quello psicologico (rilevante) fosse causa di giudizio erroneo o comunque portato al minimo. (Non so nulla di assicurazioni, ma credo nella mia ignoranza che nessuno voglia risarcire più del dovuto, semmai il contrario).

Tutti continuano a dirmi che il cosiddetto "danno morale" non viene più considerato nei risarcimenti... eppure nelle tabelle sono presenti. E sarebbe un'ingiustizia perché quell'incidente, ahimé, mi ha rovinato la vita.

Altri dati forse utili per il vostro consulto o ipotetici perizia/punteggio: ho 26 anni.

[#1] dopo  
Prof. Pietro Rinella

24% attività
4% attualità
12% socialità
CATANIA (CT)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2012
Necessita di una valutazione psicodiagnostica fatta da uno PSICOLOGO al fine di rilevare il nesso di causa tra le turbe psichiche e l'evento
Successivamente avrà bisogno di un buon medico legale e di un buon avvocato
Prof. Pietro Rinella

[#2] dopo  
Utente 156XXX

Okay, ma lei sta dicendo che sarebbe meglio avere questa valutazione psicodiagnostica oppure che è necessaria?
In altre parole: senza questa valutazione, il mio certificato redatto dalla psichiatra (in cui il nesso è espresso a parole) non avrebbe alcun valore?


Poi, seconda cosa: se lei è un medico legale o comunque un esperto, così come stanno le cose, quanto crede che possa essere il mio punteggio?

[#3] dopo  
Prof. Pietro Rinella

24% attività
4% attualità
12% socialità
CATANIA (CT)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2012
Dico che è opportuna per dare maggiore forza alla richiesta
Per la quantificazione in questa sede non è facile ma potrebbe andare in macro sempre che la valutazione psicologia avalli quanto da lei affermato
Prof. Pietro Rinella