Utente 487XXX
Salve dottori.
Sono un ragazzo di 29 anni della provincia di Belluno. Per 2 anni sono stato in cura presso il centro di salute mentale della mia zona, dopo che mi è stata diagnosticata una psicosi con disturbi dell'adattamento, accompagnata da ansia generalizzata, agorafobia, fobia sociale e attacchi di panico giornalieri frequenti. Ho iniziato da subito una terapia a base di Daparox 10mg e Alprazig 0,75mg (2 volte al giorno).
Per i primi 3 mesi è andato tutto bene. Poi ho cominciato ad avvertire diversi effetti collaterali, come abbassamento della pressione, tachicardia, gonfiore agli occhi, vertigini e diverse disfunzioni sessuali. Ne ho parlato subito col medico, il quale, prontamente, mi ha subito cambiato terapia, sostituendomi il Daparox con il Brintellix da 10mg, e aggiungendomi anche lo Zyprexa da 2,5mg, come stabilizzante dell'umore. Mi era stato proposto l'Abilify da 10mg, ma dopo appena 3 giorni, a causa dell'estrema agitazione, acatisia, pensieri suicidi e sbalzi di pressione che mi dava, l'ho sospeso e sono subito tornato a riprendere lo Zyprexa, che ha sempre funzionato bene, senza alcun effetto collaterale. Per 2 anni sono andato avanti tranquillamente con questa terapia, e non ho più avuto nessun problema.Tutto questo fino all'inizio di quest'anno.
A gennaio, però, dopo diversi controlli medici di routine, scopro di avere una anemia. Decido, così, assieme al dottore, di sospendere lo Zyprexa, e di non prendere più niente per un pò di tempo.
Ebbene, adesso sono già 2 mesi che non stò prendendo più lo Zyprexa. Stò bene, mentalmente e fisicamente. Sono di nuovo tornato a vivere, ad emozionarmi e a dare anche una mano in casa, cosa che non facevo prima. E i valori del sangue sono tornati nella norma.
Nel frattempo, però, mi sono anche consultato con un psichiatra di un'altra struttura, dato che un pò di ansia, nonostante prendo Brintellix e Alprazig, c'è sempre. E dato che vorrei inserirmi in un programma di psicoterapia, ho pensato che forse questa sarebbe stata la volta buona. E invece no. Ho spiegato al mio nuovo psichiatra la mia situazione, i miei precedenti problemi, le mie terapie e i miei disagi. Mi ha consigliato di cambiare terapia, tornando al Daparox e aggiungendo anche un'iniezione, mensile, di Abilify. Lui ha detto che è un farmaco miracoloso, che non da alcuni effetti collaterali, ed è molto meglio dello Zyprexa. Peccato, però, che solo quando tornato a casa, ho letto Abilify sul foglio. L'avessi saputo prima, sicuramente avrei detto di no.
Ora dovrei rivederlo Martedì prossimo per l'iniezione. Però, volevo sapere se spiegando, all'ultimo momento, al dottore, la mia precedente esperienza con l'Abilify, e il fatto che mi aumentava di brutto l'ansia e mi dava molti problemi motori e pensieri suicidi, può servire o meno per cambiare terapia all'ultimo momento.
La mia paura è quella di stare male per quasi un mese, e di essere completamente scoperto. In quei 3 giorni che ho provato l'Abilify, sono stato veramente male.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il farmaco non avrebbe neanche indicazione nel suo caso poiché non ha una effettiva diagnosi di psicosi.

Dovrebbe chiarire anche questi aspetti.

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[#2] dopo  
Utente 487XXX

La ringrazio infinitamente per la sua comprensione, dottore.
Si, in effetti avrei dovuto chiedere prima al mio nuovo medico di che si farmaco si trattava. Però, essendo stato il mio primo colloquio con lui, tra una cosa e un'altra, mi sono dimenticato di chiederli il nome del farmaco. L'avessi saputo prima, sicuramente li avrei spiegato e raccontato la mia terribile esperienza con l'Abilify. Lo farò sicuramente Martedì prossimo, quando lo incontrerò. E li chiederò anche ulteriori chiarimenti.
Comunque, io, dottore, nonostante la mia ansia, le mie fobie e i diversi problemi gastrointestinali che ho da anni, e i diversi problemi famigliari che ho, da quando assumo il Brintellix in concomitanza con l'Alprazig (2 volte al giorno), riesco, comunque, ad affrontare la vita.
Se devo alzarmi la mattina presto perchè sò che ho un impegno, lo faccio. Mi lavo tranquillamente, mi faccio la barba, cerco di tenere pulito. E se devo parlare con qualcuno, affrontare una conversazione, lo faccio senza problemi. Insomma, sono ancora pienamente autosufficiente in tutto e per tutto. E mi sento veramente bene.
Anni fa, senza questa terapia (che per me è l'unica veramente funzionante), sicuramente non avrei trovato la forza necessaria per affrontare tutto questo. Anzi, le dirò di più. Da quando ho eliminato lo Zyprexa, ho notato che sono decisamente molto più lucido e riesco a comprendere e prendere anche decisioni al volo, se devo farlo, rispetto a prima. Ho anche molta più motivazione a svolgere determinate cose, e ho anche riscoperto hobby che pensavo di aver dimenticato completamente. Ma prima, specialmente negli ultimi 5 mesi di trattamento con lo Zyprexa, notavo che facevo veramente fatica a fare determinate cose. Continuavo sempre a procrastinare, e non riuscivo mai a portare a termine niente. Passavo le giornate a letto, e mi sentivo sempre più stanco. E le mie piccole "ossessioni" (che poi non sono granchè...sono solo piccoli comportamenti metodici) e fobie non sono mai sparite del tutto. Anzi, negli ultimi mesi di trattamento ho notato che si sono solo amplificate ulteriormente. Insomma, dottore, per me ha funzionato bene all'inizio e per oltre 1 anno e 1/2. Ma dopo ho soltanto avuto problemi e disturbi fisici e basta.
Fortunatamente adesso ne sono fuori. E piano piano stò ricominciando a vedere la luce davanti al tunnel. Non penso che aggiungendo alla mia attuale terapia Abilify o altri psicofarmaci pesanti vedrò dei miglioramenti nella mia persona....assolutamente.
L'unico disagio che, ogni tanto mi affligge, e che penso nessun altro anti-psicotico potrai mai guarire, è il fatto di non trovare la forza di uscire di casa.
Certe volte vorrei uscire per fare una passeggiata, prendere un pò di sole. Ma dopo appena qualche minuto, mi passa subito la voglia. Ma non perchè ho paura di qualche cosa. Semplicemente perchè non me la sento proprio di vedere e sentire nessuno.
A parte il fatto che sono sempre stato una persona abbastanza introversa e riflessiva. Da quando è morta mia madre, tanti anni fa, e dopo aver subito diversi tradimenti e delusioni varie, da parenti stretti e amici, ho deciso di chiudermi in me stesso. Proprio perchè, onestamente, ho perso un pò la fiducia nelle persone.
Ma non penso che questo sia un comportamento psicotico o da fobia sociale "allarmante" che credo potrò migliorare con l'ausilio di altri farmaci o sbaglio, dottori?
Voi che dite? Posso chiedere al mio medico di inserirmi direttamente in un programma di psicoterapia o TCC per risolvere i miei disturbi, o devo per forza cambiare continuamente terapie?

[#3] dopo  
Utente 487XXX

Un'ultima domanda: se non si tratta effettivamente di psicosi, in base al quadro clinico che vi ho descritto, come definireste allora il mio disturbo? Così da sapermi regolare con il mio medico.
Illusioni e allucinazioni non ne ho mai avute, tantomeno ho mai avuto visioni distorte, particolari, della realtà. Sono sempre cosciente delle mie azioni, e di ciò che accade intorno a me.
Grazie