Utente 349XXX
Buona sera, premetto che richiedo un vostro consulto poiché al momento economicamente non posso usufruire di uno psichiatra privato e sono in cura presso ASUR locale dipartimento igiene mentale. La dottoressa, pur essendo una professionista, e persona di cui mi fido, non può curare l aspetto della psicoterapia, ma solo dell aspetto farmacologico, avendo talvolta urgenze piu gravi della mia e tempistiche limitate dalla quantità di pazienti. Ho 33 anni e dall età di 23 ho iniziato una terapia con antidepressivi, per classica depressione, attacchi di panico e disturbi ossessivi. Dall allora psichiatra privato mi fu prescritto sereupin in dose variabile da 20 fino a 40 mg nei periodi di bisogno. I pensieri ossessivi erano talvolta ipocondriaci talvolta paura di commettere delle brutte azioni, talvolta esistenziali, ossia avevo l ossessione che nulla esistesse realmente. Pur non compromettendo le normali funzioni sociali, queste ossessioni al limite del delirio mi provocavano forte disagio e ansia, specialmente perché non riuscivo a godermi le cose belle della vita. C erano dei periodi in cui la sintomatologia era pressocche assente e altri periodi in cui i disturbi si rifacevano presenti. Qualche anno fa iniziai a sperimentare ciclicamente una sorta di depersonalizzazione e derealizzazione, ossia mi faceva "strano" la realtà, mi faceva strano il mio corpo, mi faceva strano relazionarmi con gli altri. Mi facevo delle domande tipo: perché esisto? Perché proprio questo corpo? Perché proprio un essere umano? Gli altri esistono veramente? Etc etc. Cioè perdevo un po la mia identità, sentivo quasi di non esistere. A quel punti il mio psichiatra mi prescrisse solian. Ne prendevo 200mg all occorrenza 300 associato sempre a sereupin. Con discreti risultati. Col passaggio a dottoressa statale, lei mi fece cambiare sia solian che sereupin con farmaci che a sua detta avevano meno effetti collaterali. Presi zoloft 100mg e abilify 10mg sempre con discreti risultati. L abilify l ho interrotto e ripreso in base alla ricomparsa dei sintomi di derealizzazione. Adesso per vari motivi non mi puo prescrivere piu abilify ma ho iniziato a prendere da oggi trilafon 2 mg associato a zoloft 100mg. Secondo voi è valida come terapia? Secondo voi che malattia ho, dai sintomi che vi ho spiegato? Non vi chiedo una diagnosi al buio certo, ma un parere, insomma un altra "campana" anche perché come detto al momento non posso permettermi visite da specialisti. Scusate il papiro e grazie per l attenzione

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Mi scusi, c'è qualcosa che non capisco. La diagnosi più o meno l'ha riportata Lei stesso all'inizio, poi la cura che seguiva, adesso cambiata solo per motivi non meglio specificati di prescrizione dell'abilify. Non mi risulta ci siamo problemi di prescrizione dell'abilify comunque.


Cosa vuol dire se è valida come terapia e quale è la diagnosi ?

La diagnosi l'ha già avuta e la terapia la sta già seguendo da un po' di tempo, e i risultati sono stati discreti, con tutte le terapie seguite.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 349XXX

Salve, intanto la ringrazio per la risposta.
Sicuramente non mi sono spiegato bene, e ho tralasciato alcuni particolari.
Dunque la dottoressa era restia a prescrivere abilify, perché durante i colloqui con lei pensava non ne avessi bisogno, non mi voleva prescrivere un neurolettico che lei non piu necessario. Inoltre ci sarebbero dei problemi a prescriverlo perché dice che da poco sono passate nuove normative e controlli sulle prescrizioni di farmaci sotto mutua. Infatti l abilify sarebbe indicato per schizofrenia psicosi e affini, e lei dovrebbe forzare la diagnosi in schizofrenia per potermelo prescrivere gratuitamente. Dice che non è proprio il massimo una diagnosi di schizofrenia alla mia età. Forse si riferiva al fatto che qualcuno potesse leggere le cartelle scoprendolo. Siccome ha un costo di circa 100 euro senza agevolazioni, ha proposto di cambiare farmaco in trilafon. La mia domanda era se secondo voi il farmaco fosse altrettanto efficace, e cercavo una sorta di rassicurazione riguardo la bontà del farmaco per la mia situazione, perché prendere un farmaco nuovo mi provoca sempre una sorta di timore. Ho preso oggi i primi 2mg di trilafon, e dopo aver dormito 2 ore di chiodo adesso mi sento un po spaesato, molto rallentato nei pensieri e nei movimenti. Cosa che con abilify non succedeva. Puo essere uno degli effetti collaterali? Dovrei continuare con la terapia, secondo voi? Gli effetti collaterali si assesteranno? O mi consigliate in qualche modo di tornare ad abilify, visto che avevo avuto buoni risultati? Inoltre, può dare fastidio bere 66cl di birra a 5,7 gradi la sera dopo il lavoro? Grazie di nuovo

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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L'abilify mi risulta indicato anche in altre psicosi, cioè quella bipolare, e la normativa che dice mi risulta decaduta da anni, a meno che non l'abbiano ripristinata, anche questo possibile.

Quindi se ho capito si è optato per un antipsicotico diverso, meno costoso.

Io chiarirei quali sono le restrizioni sull'abilify, perché non è chiaro: esiste come generico comunque ed è mutuabile, i miei pazienti che lo assumono non hanno in genere bisogno di documenti particolari.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 349XXX

Grazie per il suo parere. Giovedi posso contattare la dottoressa, nel frattempo continuo l assunzione del farmaco, e vediamo che succede fino a giovedi. Purtroppo faccio un lavoro, il responsabile di sala in un ristorante, che non mi permette di restare sedato o imbambolato. Ci vuole capacità organizzativa e freschezza di mente. Terrò duro fino a giovedi. Intanto grazie ancora e buona giornata.

[#5] dopo  
Utente 349XXX

Buona sera, ho visto la dottoressa, mi ha prescritto malvolentieri abilify, dicendo che ultimamente faranno dei controlli sulla bontà della terapia prescritta riguardo i sintomi del paziente. In sostanza siccome ufficialmente l abilify è indicato per schizofrenia e disturbo bipolare, non lo potrebbe far passare sotto mutua per me che ho disturbi ossessivi derealizzazione e depersonalizzazione. E non se la sente, giustamente, di falsificare la diagnosi. Sarebbe un reato. A questo punto mi ha prescritto abilify ma non sotto mutua, sicché ho optato per il generico che costa sui 38 euro. L unica cosa che mi ha lasciato perplesso, è che qualche anno fa mi consigliò lei stessa di cambiare solian con abilify, presentandolo come farmaco con meno effetti collaterali e molto efficace. Ora invece, avendo gli stessi sintomi, dicendole che soffro parecchio, minimizza e dice che non vorrebbe prescrivermi un neurolettico. Boh avrà i suoi buoni motivi, ma io vi assicuro che i sintomi sono gli stessi se non peggiori, al punto anche di mettere in pericolo l attività lavorativa. Non lo so. Comunque volevo chiedere se l abilify generico ha la stessa efficacia di quello originale e se le dosi da prendere sono equivalenti, perché la dottoressa aveva fretta e non ho potuto chiederglielo. Grazie

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non è questione della bontà della prescrizione rispetto ai sintomi, se mai è questione di corrispondenza con le diagnosi per le quali è autorizzato il rimborso. In altre parole, il medico teme che a seguito di un controllo le sia chiesto di pagare le prescrizioni rimborsate dallo stato ma non corrispondenti a diagnosi previste per quel tipo di farmaco.
Il che è una questione di legge, non di medicina.
Dr.Matteo Pacini
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