Utente 497XXX
Ho prenotato una risonanza magnetica alla colonna che dovrò fare DOMANI.
Me l'aveva prescritta il fisiatra prima dell'estate, mostrandosi reticente datosi che considera questo esame da farsi solo in caso di assoluta necessità e dannoso per la salute.

Mi serviva per presentarla nella documentazione per la revisione di invalidità ma purtroppo ho già fatto quella visita e non ho avuto modo di portarla, adesso sarebbe il caso di farla eventualmente per presentarla alla prossima.

Un reumatologo quest'estate mi ha spiegato che i dolori diffusi che ho, anche alla schiena, sono secondo lui un effetto collaterale dei farmaci che sto assumendo per una terapia antitumorale, a seguito di un intervento di quadrantectomia, e mi ha inoltre diagnosticato, d'accordo con l'ortopedico, la FIBROMIALGIA (questa certificazione è stata comunque irrilevante ai fini della visita) sostenendo che non serve che io rifaccia la risonanza magnetica e che è sufficiente quella di cui dispongo che ho fatto qualche anno fa, che già evidenziava già diverse protusioni discali e un ernia.

A mio avviso questi dolori alla colonna sono anche causati da una frattura alla caviglia (accaduta 4 anni fa in concomitanza con l'intervento per il carcinoma) e dalla postura sbagliata che ho assunto dopo tale trauma, per cui faccio la fisioterapia da diversi anni.

Infine, di recente, anche il medico di base mi ha prescritto tre RX alla colonna, sempre per la documentazione utile eventualmente ai fini dell'IMPS.

Mi accorgo adesso che gli esami prescritti dal fisiatra e dal medico di base purtroppo NON coincidono e ormai è troppo tardi per consultarli entrambi e chiedere a loro cosa devo fare.

Adesso francamente domando cosa è realmente utile per la visita IMPS, e cosa è invece utile per la mia salute.

Riassumo i miei dubbi nei seguenti punti:

1) Se le dovrò fare entrambe, Risonanza magnetica e RX alla colonna, quanto sono dannose per la mia salute?
2) E che differenza c'è tra le due?
3) Che cosa evidenzieranno di nuovo rispetto alle stesse già fatte in precedenza?
4) Come dimostreranno il dolore che percepisco, e che non posso altrimenti dimostrare?
5) Ed eventualmente: posso evitare una o l'altra, e se si a quale devo dare la precedenza?

Questo lo chiedo anche perché a volte sembra mi prescrivono degli esami che poi quasi neppure guardano, o risultano inutili visto poi me ne prescrivono altri più approfonditi.

Ringrazio anticipatamente con tutto il cuore chi mi risponderà, spero al più presto.

Cordiali Saluti
Maria

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

è mia opinione personale che gli esami strumentali abbiano unicamente un'indicazione clinica, e che cioè debbano essere prescritti dai medici per stabilire una diagnosi oppure per verificare i risultati di un trattamento.
Ritengo invece che l'effettuazione di esami strumentali per fini puramente medico-legali sia da riservare ai casi in cui esiste un contenzioso, in ambito assicurativo o giudiziario, soprattutto nei casi in cui sia ipotizzabile una frode, e che in ogni caso debbano essere esclusi gli esami invasivi o che comportano un qualsiasi rischio per la salute.

Tornando ai quesiti che Lei pone, le risposte possibili in modo articolare sono le seguenti:
1. Per effettuare un esame radiologico od una risonanza magnetica, od entrambe, è necessario preliminarmente acquisire il consenso informato dell'interessato, che deve avere ben chiaro il motivo per cui sta facendo tale esame, e contestualmente i rischi che corre nell'effettuazione. Spetta quindi a chi prescrive l'esame spiegarLe perchè lo sta prescrivendo, quale è l'indicazione, e quali potrebbero essere le informazioni che verranno ricavate, e gli aspetti clinico-diagnostici e terapeutici che potrebbero derivarne.
In conclusione, chi decide se fare un esame, piuttosto che un altro, od entrambi, è Lei stessa, dopo che è stata resa edotta di tutti gli aspetti, ivi compresa l'eventuale nocività alla Sua salute; tale nocività non può essere valutata in questa sede, perchè presuppone un'anamnesi completa con riferimento a quanto previsto dal D.Lgs 187 del 26-05-2000).

2.Un esame radiologico sfrutta la differente densità dei tessuti alle radiazioni X, per fornire un'immagine del distretto corporeo interessato, dalla quale lo specialista Radiologo formulerà un referto.
La risonanza magnetica sfrutta invece, per i medesimi scopi, la differente reazione degli atomi sottoposti ad un campo magnetico ad alta intensità.

3.Non è possibile, a priori, sapere quali e quante informazioni saranno evidenziate, rispetto ad analoghi esami effettuati in precedenza: è il medico prescrittore che, nello stabilire l'indicazione all'esame, ipotizza che questo sarà necessario per valutare clinicamente una condizione allo stato attuale, variata rispetto ad uno stato anteriore.

4.La diagnostica per immagini non è in grado di misurare il dolore percepito; può solamente fornire immagini di una situazione che potrebbe ipoteticamente cagionare dolore.
Mi spiego meglio: un esame TC da me effettuato alle arcate dentarie mostra l'VIII elemento inferiore di destra in una posizione tale (apice orizzontale che preme sulla radice dell'elemento adiacente) che giustificherebbe un'odontalgia fortissima; ma fortunatamente (per ora) non avverto alcun dolore, né fastidio.

5. Come già detto, è Lei che stabilisce se poter evitare o meno un esame, ovvero effettuare un esame prima di un altro, sulla base delle informazioni che il medico prescrittore Le avrà trasmesso per acquisire il Suo consenso informato.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]