Utente 137XXX
Egregio Dottore,
pur non essendo uno sportivo mi piace andare nei boschi, anche per intere giornate, a cercare funghi asparagi selvatici ecc.
In occasione di una di queste escursioni sono scivolato su un tronco nascosto dall’erba ed ho sentito subito un fitto dolore al ginocchio sx che dopo qualche ora era molto gonfio.
La diagnosi del Pronto soccorso è stata:
"Artrosinovite. L’esame radiografico non evidenziava anomalie ossee."
La RM ha evidenziato: “Lesione lacerativa parziale di notevole entità, subtotale, del legamento crociato anteriore che appare ispessito e diffusamente ematoso con perdita del caratteristico segnale ipointenso. Regolare il legamento crociato posteriore. Disomogeneità del menisco esterno per sofferenza degenerativa con associata una piccola alterazione di segnale lineare che interessa il corpo ed il corno posteriore iperintenso nelle immagini T2 dipendenti, compatibile con sottile rima di frattura. Segni di iniziale sofferenza degenerativa sono rilevabili a livello del corno posteriore del menisco interno. Abbondante versamento articolare, più significativo nel recesso sottoquadricipitale. La rotula è in asse. Non evidenza di lesioni cartilaginee. Ispessimento della capsula articolare nel versante laterale con integrità di entrambi i legamenti collaterali. Iniziali alterazioni degenerative diffuse di natura artrosica.”

L’ortopedico mi ha prescritto degli antinfiammatori auspicando l’assorbimento del versamento e per poi iniziare il trattamento fisioterapico.
Non sembra ritenga di dover intervenire chirurgicamente.
Il fatto è che il ginocchio mi fa male, a mo' di fitte, specialmente nelle discese e nel salire e discendere le scale e nei casi di allungamento della gamba.
L'uso dell'arto sx mi causa un senso di instabilità e quindi l'appoggio principale è diventato unicamente l'arto Dx.
Sembra che dopo i 40 anni (ne ho 48) il LCA non debba essere operato ma, secondo Lei, potrò continuare a fare le mie escursioni??
Ho una copertura assicurativa privata, che prevede rimborsi per postumi invalidanti.
Mi è stato inoltre riferito che questo tipo di lesioni è causa certa di postumi invalidanti anche per il 10-12%.
Potrei avere un Suo parere sulla correttezza dell'informazione?

Grazie e saluti.

[#1] dopo  
Dr. Cosimo Turi

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Le lesioni del ligamento crociato anteriore sono responsabili di movimenti "anomali" (instabilità con sublussazione anteriore della tibia rispetto al femore, in specie nei movimenti di di intrarotazione del piede o con arto in appoggio sotto l'azione del quadricipite femorale) e di alterazioni degnerative.
In particolazre, a livello del comparto "interno" si possono realizzare lesioni meniscali che possono sfociare in disinserzioni o in lesioni osteocartilaginee a livello condiloideo.
A livello del comparto "esterno" lesioni osteocondrali a carico del condilo femorale e del piatto tibiale esterno.
Le lesioni del comparto femoro-patellare, associate ad insufficienza del punto d'angolo postero-interno, possono, in specie su soggetti con morfotipo predisponente, causare instabilità della rotula con alterazioni degenerative della cartilagine.
Per quel che attiene il risarcimento del danno, la polizza stipulata tra Lei e la Compagnia Assicurativa, è un contratto tra le parti, che è fatto di clausole, esimenti, etc.
In medicina legale non v'è dubbio che qualora un danno, protetto da polizza, abbia cagionato dei postumi a carattere invalidante, essi debbano essere risarciti.
Sul quantum però occorre precisare che trattandosi di polizza afferente l'infortunistica privata, gli stessi siano comprovati, non già in forza di un generico danno biologico, nella più ampia accezzione del termine, quanto invece in forza del residuo deficit articolare che è conseguito alla lesione medesima.
In forza di ciò, non può ritenersi, sic et simplicter, che il danno al L.C.A. determini un risarcimento del 10-12% (altrimenti non servirebbero i medici legali ma basterebbero solo le tabelle), ma andrà invece valutata, a conclusione della inabilità temporanea, quel che è residuato in termini di postumi permanenti, valutare se la polizza contiene una franchigia, ovvero un'esimente particolare in ordine alle circostanze durante le quali s'è prodotta la lesione, e quindi procedere alla valutazione.
Spero di essere stato esaudiente.
Dr. Cosimo Turi

[#2] dopo  
Utente 137XXX

Gentile Dr. Turi,
La ringrazio molto per la Sua cortese e rapida risposta.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Pasquale Ceravolo