Utente 128XXX
gentili medici di medicitalia sono una ragazza di 29 anni.Vorrei avere il vostro parere su un episodio che reputo di pesante negligenza medica.Due giorni fa sono stata sottoposta ad una scintigrafia tiroidea i-131.Premetto che quest'esame mi è stato prescritto durante la mia prima visita in endocrinologia.I dottori del reparto di medicina nucleare davanti alle mie perplessita mi hanno assicurato che si trattava di un esame leggerissimo,con un quantitativo di radiazioni pari ad un volo roma-milano...,mi hanno solo raccomandato di evitare i contatti con i bambini e con le donne in gravidanza,per il resto avrei potuto fare la vita di sempre.I miei tormenti sono iniziati quando parlando con altre persone che erano state sottoposte allo stesso esame sono venuta a sapere che a loro(stavano eseguendo scintigrafie con quantitativi di radiazioni piu basse della mia)era stato prescritto di stare lontano dalle persone(non solo dai bambini o donne in gravidanza) per 24 o 48 ore,di evitare il contatto fisico(io non sapendolo ho abbracciato gli amici e accarezzato i gatti come sempre),di bere molti liquidi per espellere piu velocemente le radiazioni ...a me non è stato detto niente di tutto questo..
inoltre ne l'endocrinologo ne i med di medicina nucleare si sono preoccupati di valutare il mio stato fisico prima di sottopormi ad un esame cosi pesante..in questo periodo sono visibilmente debilitata,ho perso molto peso negli ultimi mesi,nell'ultimo mese ho fatto cinque prelievi del sangue,soffro di insonnia e mangio pochissimo..
il mio dubbio è c'è stata negligenza da parte dei medici?a che rischi posso andare incontro considerando che la sera successiva all'esame sono andata in ipotermia per il mio stato di debilitazione fisica?che rischi ci sono per le persone che sono entrate in contatto con me in questi giorni?
vi ringrazio per l'attenzione

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Dr. Claudio Pedicelli

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Gentile utente, effettivamente la dose di radiazioni che si assorbe con una scintigrafia tiroidea è molto bassa, rientrando nell'ambito del rischio di danno casuale, non legato quindi alla dose.
Anche il rischio di esposizione dei contatti è irrisorio e la norma sui bambini e sulle donne in gravidanza è un obbligo di legge legato alla maggiore sensibilità al danno da radiazioni degli organismi giovani.
Per quanto riguarda le norme dietetiche per accelerare la riduzione dell'emissione radiattiva sono comunque superflue, in quanto la sostanza in eccesso che non si lega alla tiroide viene pressoché completamente eliminata nella'arco di di 2 0 3 ore, mentre la sostanza fissata sulla tiroide perde gran parte dell'attività radiattiva dopo 6 ore, con la perdita completa di radioattività dopo le 24 ore.
Infine, non esistono condizioni cliniche preesistenti che contrindichino l'esame.
Per concludere, lei, i suoi amici e il suo gatto non correte più rischi di danno da radiazioni di quante ne comporti un volo Roma-Milano, e i rischi da radiazioni di questio volo, sono decisamente inferiori al rischio di incidente aereo, che , a sua volta, è molto remoto.
Cordiali saluti
Dott. Claudio pedicelli
Specialista in Radiologia
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[#2] dopo  
Utente 128XXX

grazie per la risposta dottore,nonostante non sia un esperta in medicina penso che sia il T99 comunemente usato nelle scintigrafia tiroidee ad avere lo stesso grado di radioattivita di un volo aereo.Mi risulta veramente difficile credere che lo iodio 131 che ha un tempo di dimezzamento di 8 giorni e due ore abbia lo stesso quantitativo radioattivo di un volo milano-roma.Mi scuso per questa risposta abbastanza presuntuosa da parte mia,probabilmente i miei dubbi dipendono dalla mia ignoranza in campo medico pero sono veramente confusa e vorrei cercare di capirci qualcosa,in quanto i medici ha cui ho chiesto delucidazioni prima e dopo di questo esame non hanno fatto altro che contradirsi tra loro

[#3]  
Dr. Claudio Pedicelli

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Gentile utente, la sostanza dei fatti è che in letteratura non esistono citazioni circa possibili danni radio indotti, né con lo iodio 131 né col tecnezio 99,usati a scopo diagnostico, sia agli utilizzaztori che ai contatti; eppure i due isotopi si utilizzano ormai da vari decenni.
Le aggiungo inoltre, come dato empirico dedotto dall'esperienza personale ( mi occupo di tiroide da almeno tre decenni), ma mai avvalorato da ricerche epidemiologiche, che la quantità di tecnezio radiattivo, e altri isotopi radiattivi, che tutti noi abbiamo assorbito nel 1986 dopo Chernobil, sia stata sicuramente superiore a quella di una semplice scintigrafia, eppure nella mia esperienza risulta solo un moderato aumento di incidenza del cancro alla tiroide, ancora più alto nelle donne ucraine che oggi vivono in Italia, proprio nella sua fascia di età, ovviamente legato alla diretta fissazione dell'isotopo sulla ghiandola; ma non c'è stato un significativo aumento di altri tumori radio indotti (pelle, sangue, sistema linfatico), che fossero derivati dall'aumento dell'emissione gamma di cui ciascuno di noi, altre ai cibi, è stato portatore per qualche giorno in quella occasione.
Con la speranza che ciò le possa dare un pò di tranquillità, le porgo i miei saluti più cordiali.
Dott. Claudio pedicelli
Specialista in Radiologia
Ecografia