Utente 562XXX
Gentilissimi dottori,
sono una signora di 37 anni con una storia un po’ particolare.
Sono nata con doppio uretere al rene destro. All’età di 19 mesi sono stata operata di resezione dell’uretere destro con idronefrosi e reflusso vescico-ureterale omolaterale con relativo reimpianto. All’epoca, ai mie, i dottori dissero che l’intervento era riuscito. Da allora infatti, non ho mai e ripeto mai avuto alcun problema alle vie urinarie nonostante ripetuti controlli anche se il reflusso non era scomparso (le tecniche operatorie erano quelle che erano).
Nell’agosto del 2006, a seguito di una presunta colica renale avuta in maggio, ho cominciato ad avere dolore al rene destro con febbre (il calcolo era tra l’uretere e la vescica) che è scomparsa con l’antibiotico e la cura per espellere il calcolo. A seguito di quell’episodio, ho deciso di effettuare tutti i controlli del caso.
Dal controllo URO-CITOGRAFICO risulta “doppio distretto completo pielo-ureterale dx con doppio uretere e pregresso intervento di ricongiunzione degli ureteri subito a monte del meato uretale netta riduzione dello spessore parenchimale del distr. ren. infer. dx per pielonefrite cronica atrofica, formazioni litiasiche multiple nel distretto caliceale inf. rene dx. formazione litiasica nello scavo pelvico dx in corrispondenza dell’uretere inferiore. La vescica è sede di ampia distensibilità delle pareti che appaiono irregolari per edema mucoso ed ipertrofia della tonaca muscolare. Si evidenzia massimo reflusso vescico-ureterale dx che interessa entrambi i distretti pielo-ureterali. Abbondante residuo post-minzionale e formazione di multipli pseudo diverticoli”.
La SCINTIGRAFIA RENALE SEQ. ha evidenziato “rene dx di dimensioni liev. ridotte risp. al contro laterale, la captazione del radio composto risulta scarsa e disomogenea a livello della regione mesorenale e inferiore dx, discreta stasi calico-pielica di dx”.
Dalla CISTOSCOPIA risulta “..2 ostii ureterali a dx. si incannula l’ostio uret. inf., ma la sonda guida fuoriesce dal meato sup, si esegue la manovra al contrario, e la sonda guida fuoriesce dal meato inf. non si riesce a far progredire la sonda guida per deformità del decorso ureterale”.
Alla fine di questo percorso di esami per nulla simpatici, l’unica conseguenza riportata è stata quella di un’infezione di esch-coeli che mi ha portata ad assumere ancora antibiotici (praticamente da ago 07 a giu 07 con brevi intervalli tra un ciclo e l’altro). Da giugno 2007 ho avuto un’altra infezione a nov (staphyloc. Lugdunensis e enteroc. faecalis) che ho curato con antib.
La consulenza nefrologica mi ha consigliata una cura a lungo termine con dosi ridotte di antib. ma dopo il ciclo forte di cura, non riesco a sopportare il seguito. Forse i troppi antib mi hanno portata ad un rifiuto fisico e anche mentale visto che all’epoca in cui prendevo di continuo antib ho cominciato ad avere anche qualche episodio di attacco di panico scomparsi con l’interruzione della terapia (dopo 10-15gg dalla sosp di ciproxin che, secondo me, ha come effetti collaterali ansia e depressione).
Mi sono rifiutata di fare l’esame urodinamico per timore di infettarmi.
Ho consultato altri medici alcuni dei quali mi hanno consigliato di sondare la frequenza delle infezioni per poi ripetere l’intervento di 36 anni fà (credo si chiami URETEROCISTONEOSTOMIA PER REFLUSSO VESC-URETERALE ) mentre altri mi hanno consigliato nell’eventualità di togliere il rene (per questi l’esito di un intervento del tipo citato è incerto perché ho già subito un intervento e non sanno cosa possono trovare quando aprono).
Nessuno ci crede ma io non ho mai avuto infezioni neppure latenti infatti quando ero incinta ogni urinocoltura mensile era sempre negativa.
Vi ho scritto questa lunga lettera per chiedervi cosa ne pensate. Affronto l’intervento di ure.. o tolgo il rene? Posso permettermi di aspettare o rischio di compromettere la situazione? Quante infezioni all’anno sono da considerarsi troppe? Posso sostituire gli antib con mirtillo, semi di pompelmo… e se si, hanno effetti collaterali? Posso, in questa situazione, affrontare un’eventuale altra gravidanza?
Non so se mi risponderete ma vi ringrazio fin da ora. Grazie anche per esservi messi a disposizione degli altri in questo splendido modo.

[#1] dopo  
Prof. Francesco Pesce

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Gentile Signora,
prima di tutto penso sia degno di approfondimento il reperto di "abbondante residuo post-minzionale". Se questo viene confermato ad una ecografia vescicale con studio post-minzionale a vescica non troppo piena, assume un'importanza sostanziale nella sua complessa patologia. Infatti il residuo, oltre a costituire una fonte di infezione urinarie, è il prodotto di una disfunzione vescico-uretrale significativa (ostruzione uretrale funzionale?) che va documentata e trattata prima di un'eventuale correzione del reflusso, altrimenti questa rischia fortemente di fallire. Pertanto è importante che esegua un esame video-urodinamico il più accurato possibile, in assenza di infezione e sotto profilassi antibiotica. L'asportazione del rene è da considerare ultima (ultimissima) spiaggia, tenendo conto della sintomatologia, delle complicanze infettive (frequenza e gravità) e della funzione renale (che non specifica nel referto della scintigrafia). Ritengo essenziale che venga seguita in un centro specializzato in Urologia Funzionale.
Cordiali saluti.
Prof. Francesco Pesce
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[#2] dopo  
Utente 562XXX

Gent.mo Prof, la ringrazio di vero cuore, mi creda.
Provvederò a farmi coraggio per eseguire questo esame video-urodinamico.Non temo tanto l'esame in se, quanto piuttosto le eventuali conseguenze. Per quanto riguarda la funzionalità del rene, penso di poterle dire che nella scintigrafia si parla di "..morfologia conservata, dimensioni lievemente ridotte risp. al control, captaz. radiocomposto buona nel terzo prossimale , scarsa e disomog nella regione mesor. e inf....Ridotta pendenza fase parenchimale...Fase escrettoria rallentata x stasi di urina a livello calico- pielico nel distr. sup e nell'inf dove la visualiz. del bacinetto e del tratto iniz. dell'uretere risulta più tardiva. Permane al termine dello studio una discreta stasi calico-pielica.La % relativa di captazione parench. è pari a circa il 21% per il rene dx e al 55% per il rene sinistro" Il mio rene è mal ridotto, ma funziona...vero? la ringrazio per la sua disponibilità.Saluti

[#3] dopo  
Prof. Francesco Pesce

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Gentile signora, la sua affermazione è corretta: il rene in questione è sofferente, ma mantiene un 50% circa della sua funzione che bisogna preservare. Vada avanti per cercare di capire quali sono le condizioni della vescica e dell'uretra.
Cordiali saluti.
Prof. Francesco Pesce
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[#4] dopo  
Utente 562XXX

Gentile professore,
scusi se la ringrazio solo ora a distanza di qualche giorno dalla sua cortese seconda risposta. Onestamente, pensavo di essere stata un pò troppo "intraprendente" porgendole una nuova domanda, e quindi non speravo in una risposta, tantomeno così immediata. la ringrazio di nuovo e buon lavoro.