Utente 333XXX
Buonasera,
mi chiamo Daniele e ho 27 anni. Durante la gestazione mi fu diagnosticata la presenza di rene multicistico (rene destro) asportato 17 giorni dalla nascita. Durante la crescita, fino all'attuale età, non ho avuto nessun problema riguardante la funzionalità del rene sano ipertrofico. Le numerose ecografie renali a cui sono stato sottoposto come normali analisi di routine non hanno segnalato mai nessuna alterazione collaterale. Dalle analisi ematiche che ho ripetutamente effettuato son risultati valori di creatinina, urea e VFG nel limiti della norma, seppur borderline (creatinina a 1.1/1.2 e VFG intorno ai valori di 60-70). Due giorni fa mi sono sottoposto ad eco-color doppler per valutare la funzionalità cardiaca, conseguentemente a fitte e leggeri dolori sternali che ho ultimamente osservato. Da questo studio è emerso un leggero prolasso mitalico (già osservato nel 2007) e un lieve ispessimento della parete del ventricolo sinistro. Tengo a considerare che a marzo del 2012 feci un holter cardiaco che refertò, oltre che una precoce ripolarizzazione ventricolare (a cui mi hanno risposto esser abbastanza fisiologica in giovane età), un battito medio cardiaco nelle 24 ore di 97 battiti al minuto (136 battiti massimi nelle prime ore pomeridiane e 61 durante le prime ore mattutine).
Inoltre, per quanto riguarda la pressione areriosa, il mio medico di base mi ha sempre detto che ho valori nella norma anche se qualche dubbio in proposito ce l'ho. Mi sono misurato ieri tali parametri risultati in una massima di 130 e una minima di 100. Mi rendo inoltre conto di esser spesso, se non sempre, tachicardico anche a riposo (capita di veder "battere" la maglia che indosso da quanto risulta esser frequente e forte il battito cardiaco). I valori tiroidei sono nella norma.
Ciò che mi domando è: visto che c'è una stretta corelazione tra funzionalità renale e mantenimento della pressione arteriosa, non è che la mancanza di un rene possa determinare un aumento di questa con conseguente ipertrofia del ventricolo sinistro?
Grazie mille per una possibile risposta,
Cordiali Saluti

[#1] dopo  
Dr. Massimo Gai

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Caro Utente,
le cose che lei riporta mi fanno pensare che lei abbia la pressione elevata (la minima naturalmente, e non la massima che alla sua età è più difficile che si alzi).
Il fatto che ci sia una ipertrofia cardiaca vuol dire che questa pressione alta, lo è già da parecchio tempo.
quindi bisogna misurare i valori periodicamente (a casa, o in farmacia o dal proprio medico). Eventualmente eseguire un holter pressorio.
Se la pressione fosse davvero elevata (come penso) meglio iniziare una terapia antiipertensiva.
In ogni caso utile avviare da subito dieta iposodica stretta.
Si appoggi con tutti gli esami all'Ambulatorio di nefrologia della sua zona.

Saluti

Massimo Gai
Dott. Massimo Gai
Medico-Chirurgo
Specialista in Nefrologia
SCU Nefrologia

[#2] dopo  
Utente 333XXX

Buon pomeriggio Dr. Gai,
innanzitutto la ringrazio infinitamente per la sua gentilissima e cortese risposta. Come da lei scritto, ho giù provveduto a misurare i valori pressori da quando le ho scritto il 16 gennaio a oggi. Valutando i valori ho notato in realtà un andamento pressorio nei limiti della norma, in genere compresi tra i 75/80 e i 120/130. L'unico problema è che ogni volta ho avuto un numero di battiti mai inferiore agli 85-90, indipendentemente dallo stato d'animo del momento, sempre molto tranquillo e non ansioso durante il tempo di misurazione dei parametri pressori. Volevo a questo punto domandarle: l'ipertrofia cardiaca potrebbe esser potenzialmente correlata ad una aumentata frequenza della conduttività elettrica del cuore, quindi una maggior contrattilità e aumentato sforzo della muscolatura ventricolare, rendendola indipendente dalla pressione ematica? Non sono un medico e non mi permetterei mai di farlo. Sono un biologo e avendo un po' studiato questi meccanismi mi viene naturale far tale domanda.
Ancora grazie per la sua disponibilità,
Saluti
Daniele