Utente 663XXX
buonasera, a luglio del 2011 ho avuto colica renale con presenza di un calcolo nel rene sx che poi sono riuscita ad espellerl. da allora soffro sempre di coliche renali per presenza di renella. in data 09/07/2015 ho avuto altra colica renale forte da andare al pronto soccorso di notte. mi hanno fatto rx con responso: opacità sul lato sx dello scavo pelvico di incerta attribuzione, non escludibile urolita. mi ripresento al mattino per fare eco ma il medico ha solo controllato il rene dicendomi che era cistite. ho continuato ad avere dolori molto forti, così sono andata a fare altra eco dal mio medico curante: visibile nei pressi dell'angolo sx della base vescicale presenza di piccola formazione tondeggiante ecogena con attenuazione del fascio US posteriore, di mm 5,4 con aspetto ecografico compatibile con formazione litiasica. ho effettuato visita dal nefrolo il quale mi ha prescritto una serie di esami per uno screening per la calcolisi (i risultati li avrò a metà agosto). mi ha dato antibiotico ciprofloxacina. i dolori continuavano sempre di più. mi sono recata dal mio medico il quale mi ha fatto fare altra rx: minuta area radiopatica di 3,5 mm a livello del terzo inferiore del rene dx e analoga a livello del terzo medio superiore sx, possibile espressione di litiasi.così il mio medico mi ha dato da prendere il voltfast e contramal. Continuo ad avere forti dolori all'altezza del rene sx al fianco per poi scendere verso la vescica. ho fitte, bruciore e dolore acuto. preciso che nell'anno 2013 ho fatto anche urotac: presenza di una cisti iperdensa del diametro massimo di circa 8 mm al polo superiore sinistro.
ormai sono 4 anni che convivo con le coliche ma quest'ultima non passa. non so più cosa poter fare. pertanto Vi scrivo per avere un Vostro gentile riscontro. Grazie e saluti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
la presenza di un calcolo nell'ultimo tratto dell'uretere (il più angusto dal punto di vista anatomico) necessita di attenzioni particolari e non solo di speranza e fortuna. Le dimensioni (circa 6 mm) sarebbero di per loro ancora compatibili con una espulsione spontanea, ma questa ovviamente non può essere attesa all'infinito, soprattutto in presenza di sintomi importanti, che condizionano pesantemente la qualità di vita. Oggigiorno, per calcoli di quelle dimensioni ed in quel punto - in assenza di gravi complicazioni - si suole prescrivere una terapia "espulsiva" basata su farmaci specifici (alfa-litici e cortisone). E' lecito attendere un effetto positivo entro un paio di settimane al massimo, in una donna l'avvenuta espulsione in genere si manifesta con una scomparsa improvvisa di disturbi, è molto difficile che si riesca materialmente a recuperare il calcolo. In ogni caso, dopo un paio di settimane si ripete comunque una ecografia, se il calcolo è ancora lì le indicazioni diventano operative, con l'esecuzione di un intervento endoscopico (uretero-scopia operativa), con frammentazione/rimozione diretta del calcolo. Le onde d'urto non sono sufficientemente efficaci in quel punto. Si tratta di un intervento mini-invasivo, eseguito in anestesia periferica e perlopiù in regime di ricovero diurno. In mani esperte garantisce risultati rapidi e completi. Queste indicazioni e questi tempi possono essere condizionati nel caso specifico, dalla presenza di sintomi gravi (coliche ripetute) o complicazioni (febbre, dilatazione renale importante). In questi casi, talora non pare neanche opportuno tentare la via della terapia espulsiva e si passa direttamente alle indicazioni endoscopiche. Ci pare che la sua situazione si avvicini a questo secondo quadro, ovviamente è indispensabile che sia valutata da un nostro Collega specialista in urologia, l'unico medico in grado di giudicare ed operare con competenza specifica in questi casi. In conclusione, le consigliamo ancora in questa fase di non eccedere con l'assunzione di liquidi (come molti si ostinano erroneamente a consigliare), poiché non è mai la spinta dell'urina a far progredire il calcolo, ma unicamente la compiacenza delle pareti dell'uretere, verosimilmente infiammate ed edematose. Beva dunque per quel che sente la sete, non esageri volontariamente, a rischio di appesantirei il rene ed indurre inutilmente le coliche.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 663XXX

Buonasera Dott.,
questa mattina ho effettuat visita dall'urogolo, il quale mi ha detto di prendere:
- spasmodil 3 volte al giorno x 8 giorni
- deltacortene 1 compressa x 4 giorni e poi 1/2 x altri 4 giorni
- toradol al bisogno

poi mi ha prescritto una tac senza contrasto se non il calcolo non viene espulso, altrimenti tra 20 giorni ripetere la ecografia.
mi ha detto che se non viene espulso devo essere operata.

secondo lei, i medicinali che mi ha dato sono sufficienti per ottenere l'espulsione del calcolo?

La ringrazio per il tempo dedicato.
saluti.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non sta certamente a noi giudicare le prescrizioni di un nostro Collega. Quali siano i farmaci più comunemente utilizzati lo abbiamo già evidenziato nel nostro precedente contributo. Se ci si possano permettere tempi più o meno lunghi dioende essenzialmentebdalla frequenza e dall'entità dei suoi disturbi e dall'impatto che questi hanno sulla sua qualità di vita. Non vorremmo che le sue sofferenze fossero trascinate troppo a lungo nella speranza che il calcolo pissa davvero essere espulso spontaneamente, più passa il tempo e piú diventa difficile che questo accada.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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