Il dolore non è diminuito molto nonostante la terapia antinfiammatoria

Salve, ho 44 anni ed a seguito di una lombosciatalgia con forte dolore alla gamba destra, il medico curante mi ha fatto eseguire una RMN che ha dato il seguente risultato:
Sono state eseguite scansioni sagittali T I e T2 pesate, ottenute mediante la tecnica dello spin Echo, sul segmento compreso tra D12 ed il sacro. Sono state eseguite scansioni assiali T1 pesate sugli ultimi tre spazi liberi denominati L3-L4, L4-L5, L5-S1 . Sono state eseguite scansioni assiali T2 pesate sullo spazio L5-S I - Corretto allineamento dei Corpi vertebrali, i corpi vertebrali stessi presentano un segnale ed una morfologia regolare. Il disco L5-S1 presenta un segnale basso per fenomeni di disidratazione ed uno spessore ridotto. Il canale spinale appare di normale ampiezza. A livello L5—S I si osserva un’ernia para mediana destra che comprime la radice S1 di questo lato che appare ingrossata ed edematosa. I forami di coniugazione conservano normale ampiezza. Il segmento visibile del midollo il cono e la cauda sono regolari come segnale e come morfologia
Nella visita dal neurochirurgo mi è stata proposto l’intervento, poiché il dolore non è diminuito molto nonostante la terapia antinfiammatoria e antidolorifica.
Tale intervento in ogni caso può essere annullato in caso venga a cessare la condizione invalidante attuale ed io possa ritornare a fare tutto come prima ( questo dovuto all’ernia che può perdere un po’ di volume ed alleviare la pressione sul nervo).
Le mie domande sono: se il dolore si calma mi conviene far eseguire ugualmente l’intervento oppure posso ritardarlo senza problemi eo peggioramenti? Quali terapie in alternativa si possono utilizzare ( ho letto dell’ozonoterapia )? Sono diabetico IDDM e quindi non posso utilizzare il cortisone per evitare problemi di controllo della glicemia, nell’intervento o nella successiva terapia possono esserci problemi?
Grazie per le risposte e Buon Lavoro
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Prof. Alessandro Caruso Ortopedico, Medico fisiatra, Medico dello sport, Medico osteopata 4,1k 134 1
Egr. singore di Cuneo
Vale sopratutto l'esame clinico-funzionale del suo rachide, la valutazione dei segni clinici, le manovre funzionali per analizzare la sintomatologia obiettiva e soggettiva.
Se vi sono segni deficitari neurologici periferici, ossia assenza o diminuzione dei riflessi interessati , nel caso l'achilleo, deficit del nervo sciatico con ipotrofia muscolare, zoppia da caduta allora vi è un quadro anche clinico di compressione della radice nervosa S1. Si opera e si cura sempre la clinica, ovvero la persona, mai un esame diagnostico e/o strumentale se non vi è situazione patologica clinico-funzionale.
Si affidi ad un collega ortopedico e dopo ad un collega Fisiatra della sua città. Sapranno di certo come curarlo o se affidarlo al collega neurochirurgo.


Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -

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Dr. Silvio Boer Ortopedico 482 38
Attualmente si tende ad operare sempre meno le ernie discali. In modo particolare la compressione della radice S1 che interessa essenzialmente un ramo sensitivo dello sciatico e non motorio come la radice L5. L'esame Clinico quindi come dice correttamente il Prof Caruso,rimane il modo + corretto per decidere cosa fare. I colleghi Neurochirurghi dell'Ospedale Santa Croce di Cuneo sono validissimi e si affidi tranquillamente a loro che non la operanno sicuramente se avrà un miglioramento del dolore. Altre possibilità sono eventualmente delle peridurali antalgiche che si possono effettuare anche in presenza di diabete, l'uso di un bustino Ortopedico tipo CriisCross ed eventuale trattamento osteopatico con personale Medico qualificato.

Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice

[#3]
dopo
Utente
Utente
chiedo scusa nel ritardo a rispondere.
non ho scritto per dimenticanza che mi manca il riflesso achilleo ed il dolore diventa forte a 40°.
il problema che mi pongo è: ci possono essere altre alternative all'intervento altrettanto valide ( vedi ozonoterapia )oppure questi rimane la soluzione migliore perchè si elimina il problema.

Grazie per le informazioni
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Prof. Alessandro Caruso Ortopedico, Medico fisiatra, Medico dello sport, Medico osteopata 4,1k 134 1
Egr. sig. Ivo
l'assenza del riflesso achilleo ed il dolore forte che lei riferisce a 40° di elevazione dell'arto inferiore in estensione, ossia la manovra di Lasegue,depongono per una " Lombosciatalgia dx. da sindrome compressiva sulla radice S1 del n. sciatico da parte dell'ernia del disco lombare L5 - S1 di destra ". Essendo il nervo sciatico un nervo misto sensitivo ed altamente motorio, vi sono turbe motorie e sensitive dell'arto inferiore, con turbe dei riflessi.
Infatti compaiono disturbi dei movimenti dell’ arto inferiore interessato che nei casi più gravi possono sfociare in paralisi motorie dei segmenti muscolari interessati
Così se la compressione interessa la radice L5 si ha una progressiva difficoltà a camminare sui talloni per il deficit dei muscoli tibiale anteriore, estensore comune delle dita, estensore proprio dell’alluce, ecc., mentre nel caso della compressione della radice S1 la difficoltà sta nel camminare sulle punte dei piedi per deficit dei muscoli tricipite surale, dei flessori delle dita, ecc.
Si esegue infatti spesso l’esame elettromiografico per valutare l’efficacia di una conducibilità nervosa e se vi sono segni di denervazione dei muscoli innervati dal n. sciatico .
L'esame clinico-funzionale, lo stato del tono e trofismo muscolare, la validità del suo arto inferiore destro e la sua sintomatologia clinica sono indispensabili per stabilire l'approccio terapeutico che dovranno avere il chirurgo ortopedico e/o il neurochirurgo a cui si affiderà lei,
e se è il caso di intervenire adesso o è razionale un margine di attesa terapeutica con fisiochinesiterapia e/o
qualche seduta di ozonoterapia.
Altre metodiche, non certo risolutive, possono essere solo dei ritardanti e dilazionanti un problema che va valutato profondamente adesso.
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedico-Traumatologo//Fisiatra
Università di Messina
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dopo
Utente
Utente
al momento attuale il dolore è quasi passato completamente, salvo una leggera sciatalgia che sento specialmente al mattino. Il neurochirurgo mi ha sconsigliato l'intervento fintanto che permangono queste condizioni, di non utilizzare i farmaci antidolorifici ritornando ad una vita normale, rimanendo intesi che se il dolore aumenta di avvisarli per l'eventuale intervento.

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