RM lombosacrale: spiegazione referto tecnico
Buongiorno scrivo per conto di mio padre 65 anni che a seguito di prolungato dolore alla schiena con interessamento anche della gamba e qualche vertigine mentre cammina ha effettuato una RM i cui esiti vengono qui riportati chiedo cortesemente qualche spiegazione aggiuntiva in quanto il referto è molto tecnico grazie anticipatamente:
RM DEL RACHIDE LOMBOSACRALE
Esame eseguito con tecnica FSE T1 sul piano sagittale, FSE T2 sui piani sagittale ed assiale.
Segni di spondilosi somatica.
Riduzione di segnale in T2, per fenomeni di disidratazione, dei dischi intersomatici nel tratto in esame.
In corrispondenza di L2 a sede endocanalare si osserva una formazione indissociabile dalle radici della
cauda con diametri massimi di circa 20 x 16 mm compatibile con schwannoma
A livello dello spazio intersomatico L3-L4 si rileva una protrusione discale posteriore mediana e
paramediana, con impronta sul sacco durale
Protrusione discale posteriore mediana del disco intersomatico L5-S1 con impronta sul grasso epidurale
anteriore.
Canale vertebrale di regolare ampiezza nel tratto in esame.
Cono midollare di regolare volume e segnale.
RM DEL RACHIDE LOMBOSACRALE
Esame eseguito con tecnica FSE T1 sul piano sagittale, FSE T2 sui piani sagittale ed assiale.
Segni di spondilosi somatica.
Riduzione di segnale in T2, per fenomeni di disidratazione, dei dischi intersomatici nel tratto in esame.
In corrispondenza di L2 a sede endocanalare si osserva una formazione indissociabile dalle radici della
cauda con diametri massimi di circa 20 x 16 mm compatibile con schwannoma
A livello dello spazio intersomatico L3-L4 si rileva una protrusione discale posteriore mediana e
paramediana, con impronta sul sacco durale
Protrusione discale posteriore mediana del disco intersomatico L5-S1 con impronta sul grasso epidurale
anteriore.
Canale vertebrale di regolare ampiezza nel tratto in esame.
Cono midollare di regolare volume e segnale.
Le immagini da sole non svelano l'origine dei disturbi lamentati da Suo padre.
Prima di tutto, andrebbero meglio illustrati i sintomi caratterizzanti la situazione in atto per rendersi conto se vi è una preferenzialità indicativa fra una patogenesi disco-articolare o del neurinoma. Anche la temporalità (da quanto tempo durano i disturbi e come si sono evoluti) ha la sua importanza. Soprattutto va ripetuta la RMN (sia senza che CON mezzo di contrasto).
Dia notizie.
Cordialità.
Prima di tutto, andrebbero meglio illustrati i sintomi caratterizzanti la situazione in atto per rendersi conto se vi è una preferenzialità indicativa fra una patogenesi disco-articolare o del neurinoma. Anche la temporalità (da quanto tempo durano i disturbi e come si sono evoluti) ha la sua importanza. Soprattutto va ripetuta la RMN (sia senza che CON mezzo di contrasto).
Dia notizie.
Cordialità.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: La Madonnina Milano-02/50030013
Le Betulle Appiano Gentile (Co) 031/973311
Utente
I sintomi quale perdita di equilibrio sono iniziati i primi giorni di novembre mentre successivamente (primi di dicembre) ha iniziato ad avere dolori nei muscoli nella gamba destra sempre più intensi tanto da fare fatica a mettersi in piedi al mattino dal letto, dopo essersi alzato ed aver fatto qualche passo il dolore si allevia ma comunque se fa pressione o peso sul lato destro ha delle scosse. Inoltre la stessa situazione si ripete quando dalla posizione seduta si rialza. Vorrei anche segnalare che ogni qualvolta starnutisce o tossisce corrisponde sempre nei muscoli della gamba destra. Ci stiamo preoccupando per la questione schwannoma.
La questione dello schwannoma sarà chiarita molto presumibilmente dall'esito della prossima RMN L/S .
Ad intuito, ed a distanza, sarei più per una sofferenza a L3-L4 di tipo disco-radicolare.
Andrebbe anche visitato per valutare se l'oggettività clinica è più per una sofferenza radicolare o altro.
Se il disturbo è di tale origine, si dovrebbe eseguire una infiltrazione cortisonica (più eventualmente un anestetico locale) in corrispondenza del punto "grilletto" della schiena. La regressione, anche parziale e/o temporanea dei disturbi, sarebbe una conferma della predetta intuizione.
La RMN prossima dovrebbe solo essere, assenti elementi di origine dei deficit dal neurinoma, un punto di partenza per successivi controlli seriati della lesione intradurale.
In sintesi: faccia la RMN e si faccia valutare da un Neurochirurgo Esperto di patologia spinale e che esegua infiltrazioni (la prima potrà essere portata a termine già in corso di prossima visita).
Dia notizie.
Cordialità.
Ad intuito, ed a distanza, sarei più per una sofferenza a L3-L4 di tipo disco-radicolare.
Andrebbe anche visitato per valutare se l'oggettività clinica è più per una sofferenza radicolare o altro.
Se il disturbo è di tale origine, si dovrebbe eseguire una infiltrazione cortisonica (più eventualmente un anestetico locale) in corrispondenza del punto "grilletto" della schiena. La regressione, anche parziale e/o temporanea dei disturbi, sarebbe una conferma della predetta intuizione.
La RMN prossima dovrebbe solo essere, assenti elementi di origine dei deficit dal neurinoma, un punto di partenza per successivi controlli seriati della lesione intradurale.
In sintesi: faccia la RMN e si faccia valutare da un Neurochirurgo Esperto di patologia spinale e che esegua infiltrazioni (la prima potrà essere portata a termine già in corso di prossima visita).
Dia notizie.
Cordialità.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: La Madonnina Milano-02/50030013
Le Betulle Appiano Gentile (Co) 031/973311
Utente
Buonasera dottore questo è il responso della seconda rm con e senza contrasto:
L'esame R.M. del distretto vertebro-midollare (tratto lombo-sacrale) è stato eseguito con tecnica TSE T1 sul piano sagittale e assiale, TSE T2 sui piani sagittale, assiale e coronale, STIR sul piano sagittale ed è stato completato dopo somministrazione e.v. di MaC paramagnetico con tecnica TSE T1 con soppressione del grasso sui piani sagittale, assiale e coronale.
In corrispondenza di L3 si apprezza una neoformazione intradurale di segnale intermedio in T1, disomogeneamente ipointenso in T2, con intensa impregnazione dopo contrasto (diametri trasversi massimi di circa 19x14mm), maggiormente
estesa verso destra.
Ulteriori multiple formazioni nodulari caratterizzate da impregnazione intensa dopo contrasto risultano adese alle radici della cauda nel tratto compreso tra D12 ed S1; ulteriore formazione intradurale di maggiori dimensioni (17x12mm) è presente in corrispondenza di S2.
Ai limiti del campo di esame, in corrispondenza del canale di coniugazione di destra di D11-D12 è presenta un'altra formazione a margini regolari, con intensa impregnazione dopo contrasto, del diametro trasverso massimo di circa 16mm.
L'insieme dei reperti rende compatibile l'ipotesi di neuforibromi multipli; opportuna estensione dell'esame R.M. al tratto cervico-dorsale e all'encefalo.
Fenomeni disidratativi del disco intersomatico L3-L4, ove si rileva una lieve protrusione discale posteriore mediana e paramediana con impronta sul sacco durale.
Mi faccia capire qualcosa per favore
L'esame R.M. del distretto vertebro-midollare (tratto lombo-sacrale) è stato eseguito con tecnica TSE T1 sul piano sagittale e assiale, TSE T2 sui piani sagittale, assiale e coronale, STIR sul piano sagittale ed è stato completato dopo somministrazione e.v. di MaC paramagnetico con tecnica TSE T1 con soppressione del grasso sui piani sagittale, assiale e coronale.
In corrispondenza di L3 si apprezza una neoformazione intradurale di segnale intermedio in T1, disomogeneamente ipointenso in T2, con intensa impregnazione dopo contrasto (diametri trasversi massimi di circa 19x14mm), maggiormente
estesa verso destra.
Ulteriori multiple formazioni nodulari caratterizzate da impregnazione intensa dopo contrasto risultano adese alle radici della cauda nel tratto compreso tra D12 ed S1; ulteriore formazione intradurale di maggiori dimensioni (17x12mm) è presente in corrispondenza di S2.
Ai limiti del campo di esame, in corrispondenza del canale di coniugazione di destra di D11-D12 è presenta un'altra formazione a margini regolari, con intensa impregnazione dopo contrasto, del diametro trasverso massimo di circa 16mm.
L'insieme dei reperti rende compatibile l'ipotesi di neuforibromi multipli; opportuna estensione dell'esame R.M. al tratto cervico-dorsale e all'encefalo.
Fenomeni disidratativi del disco intersomatico L3-L4, ove si rileva una lieve protrusione discale posteriore mediana e paramediana con impronta sul sacco durale.
Mi faccia capire qualcosa per favore
Come consigliato dal Neuroradiologo, completerei con RMN (senza e con contrasto) anche agli altri livelli spinali (dorsali e cervicali) oltre che a livello encefalico (sempre senza e con contrasto). Questi presumibili neurofibromi potrebbero essere localizzati anche altrove ed è opportuno che si abbia un quadro chiaro della situazione.
Se si conferma questa situazione, la patologia (che non è di per sé "cattiva": fra l'altro al giorno d'oggi, sempre se confermata, esistono buone possibilità di affrontarla), lo Specialista di riferimento principale è il Neurologo particolarmente versato in questo campo (Neurofibromi). Anche l'Oculista, l'Otorino (mi pare che Lei lamenti anche una sindrome vertiginosa), il Genetista (alterazione del gene 17 ) ed il Dermatologo devono essere interessati (a volte macchie tipo caffè latte sulla pelle...).
Si potrebbe trattare di una patologia che non va presa sottogamba, ma che si può affrontare (e dominare) con i più recenti ritrovati (su tutto ciò, il Genetista ed il Neurologo espressamente esperto nel settore sono il punto di riferimento).
IN SINTESI: completi con le nuove RMN aggiuntive, come appena consigliato, e si faccia vedere in un Centro Clinico-Ospedaliero anche della Sua zona dal Dermatologo (già esibendole ultime RMN effettuate), dall'Oculista e dall'ORL. Una volta che avremo almeno questi primi dati, ci si potrà indirizzare verso un Centro che più di altri si è dedicato a questo tipo di patologia.
Come vede, il Neurochirurgo di per sé non ha competenza in materia a meno che non vi sia una compressione in ambito di strutture anatomiche sensibili: ed il tutto se viene confermata la diagnosi di fibromatosi.
Se ha piacere, dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
Se si conferma questa situazione, la patologia (che non è di per sé "cattiva": fra l'altro al giorno d'oggi, sempre se confermata, esistono buone possibilità di affrontarla), lo Specialista di riferimento principale è il Neurologo particolarmente versato in questo campo (Neurofibromi). Anche l'Oculista, l'Otorino (mi pare che Lei lamenti anche una sindrome vertiginosa), il Genetista (alterazione del gene 17 ) ed il Dermatologo devono essere interessati (a volte macchie tipo caffè latte sulla pelle...).
Si potrebbe trattare di una patologia che non va presa sottogamba, ma che si può affrontare (e dominare) con i più recenti ritrovati (su tutto ciò, il Genetista ed il Neurologo espressamente esperto nel settore sono il punto di riferimento).
IN SINTESI: completi con le nuove RMN aggiuntive, come appena consigliato, e si faccia vedere in un Centro Clinico-Ospedaliero anche della Sua zona dal Dermatologo (già esibendole ultime RMN effettuate), dall'Oculista e dall'ORL. Una volta che avremo almeno questi primi dati, ci si potrà indirizzare verso un Centro che più di altri si è dedicato a questo tipo di patologia.
Come vede, il Neurochirurgo di per sé non ha competenza in materia a meno che non vi sia una compressione in ambito di strutture anatomiche sensibili: ed il tutto se viene confermata la diagnosi di fibromatosi.
Se ha piacere, dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
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Questo consulto ha ricevuto 5 risposte e 292 visite dal 14/01/2026.
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