artrodesi l5-s1: dolore peggiorato e recidiva dopo un anno

Buonasera un anno fa ho fatto un intervento di artrodesi vertebrale l5-S1 ma non ho avuto miglioramenti, anzi i dolori sono piu forti e rimango anche bloccata con la schiena ho effettuato una risonanza magnetica con mezzo di contrasto vi scrivo il referto:
Esiti Chirurgici a livello L5-S1, ove si osservano viti peduncolari bilaterai.
I tessuti
molli paravertebrali posteriori presentano iperintensità in T2 -stir come per
fenomeni edemigeni, sostanzialmente invariati.
Non appare piu' evidente lo
raccolta fluida nei tessuti molli sottocutanei presente nel precedente esame.

all'esame odierno si osserva un potenziamento che interessa la porzione posteriore
del disco intersomatico L5-S1 in assenza di tuttavia di alterazione di segnale delle
componenti somatiche si rimanda a videat specialistico e correlazione con i dati
clinici e laboratoristici.

IniziaIi Fenomeni spondilosici e di osteofitosi somatomarginale.

canale vertebrale di normali dimensioni.

Il disco Intersomatico l5-s1 appare ipoIntenso in T2 in relazione a fenomeni di disidratazione.

A livello D12-L1 è presente protrusione discale mediana para-mediano destra.

A livello l5-s1 è presente minima protrusione discale para-mediana e
Iuxta-foraminale sinistra...
Regolare rappresentazione dello spazio epidurale anteriore e del forami di
coniugazione a livello dei rimanenti spazi esaminati.

piccoli noduli intraspongiosi di schmorl nel contesto delle limitanti somatiche di L1 L2 e L3, invariati.

Vorrei sapere cosa ne pensate se dopo un'intervento c'è stata una recitiva e come è possibile che sto peggio di prima che facessi l intervento.
Grazie
Dr. Jacopo Musolino Algologo, Anestesista, Perfezionato in medicine non convenzionali 5 1
Gentile utente,
mi dispiace sinceramente apprendere che, a un anno dall'intervento, lei si trovi a gestire dolori ancora più intensi e frequenti blocchi della schiena. Questa situazione è comprensibilmente scoraggiante, ma il referto della risonanza ci fornisce indicazioni preziose per comprendere perché il suo corpo stia reagendo in questo modo. Sebbene le viti peduncolari risultino correttamente posizionate, confermando la riuscita strutturale dell'inserimento dei materiali, ci sono segni evidenti che il processo di guarigione e adattamento non è ancora concluso.
La persistenza dell'edema nei tessuti molli paravertebrali è un segnale chiaro di un'infiammazione o di uno stress meccanico residuo che sta gravando sulla zona operata. Inoltre, il fatto che il contrasto mostri un "potenziamento" nella porzione posteriore del disco L5-S1 indica che in quel punto c'è ancora un'attività infiammatoria significativa, che potrebbe essere legata a una reazione ai materiali di fissazione o a una fusione ossea che richiede più tempo del previsto per stabilizzarsi completamente. Non è raro che il dolore aumenti dopo un'artrodesi perché, una volta bloccato un segmento della colonna, il carico di lavoro si sposta inevitabilmente sulle vertebre vicine; la protrusione che vediamo ora a livello D12-L1 potrebbe essere proprio il segno di questo "lavoro extra" che la sua schiena sta cercando di compiere per compensare il blocco inferiore.
Per capire come procedere, il passo più importante è sottoporre queste immagini al neurochirurgo che ha eseguito l'intervento per una valutazione clinica e neurologica completa. Potrebbe essere utile integrare la risonanza con una TAC, che permetterebbe di studiare con maggiore precisione la densità ossea intorno alle viti e la reale solidità della fusione. Una volta accertata la stabilità meccanica, sarà fondamentale impostare un programma di fisioterapia mirata per rinforzare i muscoli che sostengono la colonna e migliorare la postura, riducendo così il carico sui segmenti che ora soffrono di più. Nel frattempo, una terapia antalgica specifica potrebbe aiutarla a gestire l'infiammazione cronica e a ritrovare quella mobilità che al momento le manca.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino

Dott. Jacopo Musolino
Medico Chirurgo
Specialista in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore
Specializzato in Medicina Funzionale

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Grazie dottore per la cortese e chiara risposta, provvederò a contattare il neurochirurgo che mi ha operato, la mia paura è quella di sottopormi ad un altro intervento se il dolore con una cura antalgica e la fisioterapia mirata non porti i risultati sperati. Una domanda se dalla tac non risulta una fusione riuscita delle vertebre cosa dovrei fare? Grazie mille
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Dr. Jacopo Musolino Algologo, Anestesista, Perfezionato in medicine non convenzionali 5 1
Grazie a lei.
Se la TAC dovesse confermare che la fusione ossea non è avvenuta completamente, questo spiegherebbe bene il motivo del suo dolore: le vertebre continuano ad avere dei micro-movimenti che irritano costantemente i tessuti e i nervi circostanti. Tuttavia, la diagnosi di mancata fusione non porta necessariamente e immediatamente a una nuova operazione.
Esistono approcci conservativi molto validi, come l’utilizzo di stimolatori ossei, ovvero dei dispositivi che attraverso impulsi fisici "incoraggiano" l'osso a consolidarsi, o soprattutto l'impiego di busti specifici per limitare il movimento e dare tempo al corpo di completare la guarigione.
Dal punto di vista della medicina funzionale, in questa fase è fondamentale supportare la capacità del suo organismo di produrre nuovo osso, controllando l'infiammazione generale e curando l'apporto di nutrienti specifici che sono i "mattoni" della rigenerazione.
Se invece l'instabilità fosse tale da non poter essere risolta solo con la stimolazione o la fisioterapia, il chirurgo potrebbe proporre un intervento di revisione per stabilizzare ulteriormente il segmento.

Il mio consiglio è di non saltare a conclusioni affrettate prima degli esami: spesso una terapia antalgica mirata, unita a un supporto biologico e fisico per la crescita ossea, può migliorare sensibilmente la situazione senza tornare in sala operatoria, evitandole numerosi fastidi.

Un caro saluto

Dott. Jacopo Musolino
Medico Chirurgo
Specialista in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore
Specializzato in Medicina Funzionale

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Grazie mille Dottore è stato molto chiaro. La terrò informata. Le auguro una buona giornata.
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