Cammina piegata in due! cervicale?

Salve,
mia madre, 62 anni, ha eseguito una RM cervicale con la seguente diagnosi:

RMN cervicale con MDC
Appianamento della fisiologica lordosi cervicale.
A C3-C4 piccola ernia posteriore mediana, leggermente prevalente nelle sezioni parasagittali, lambisce il midollo.
A C4-C5 marcata protrusione posteriore mediana.
A C5-C6 ernia posteriore mediana paramediana sisnistra, si estende verso il forame di coniugazione, comprime il midollo e la radice spinale.
A C6-C7 ernia posteriore mediana prevale nelle sezioni parasagittali ed in particolare a sinistra, impronta il midollo e comprime le radici spinali; serrata stenosi dei neuro forami ed in particolare del sinistro.
Cervico unco artrosi ed artrosi interapofisaria.
Normale aspetto del midollo.

Lei accusa forte stanchezza nel camminare, pesantezza al torace, pochissima forza nelle gambe tale che addirittura da seduta a terra non riesce da sola a rialzarsi in piedi. Cammina, ma con la schiena molto piegata in avanti, addirittura quasi a 90 gradi la sera, se molto stanca.
Ha in passato eseguito pure una RM alla spina dorsale, ma tutti i neurochirurghi consultati hanno escluso che il problema possa venire da lì.

I risultati della RM alla cervicale possono essere la causa di questo suo problema nella deambulazione? Con una tale situazione alla cervicale è possibile operarsi? Che rischi correrebbe in caso di operazione?E quali sono i centri di eccellenza in Italia dove poter prenotare una visita?
Grazie mille per la attenzione, spero in una vostra risposta.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
i disturbi della deambulazione potrebbero essere messi in relazione alla discopatia cervicale, mentre l'atteggiamento cramptocormico (camminare con il tronco in avanti) dovrebbe avere una etiologia (causa) lombare.
E' appunto necessaria una valutazione specialistica, al fine sia di valutare se i disturbi della deambulazione pongono l'indicazione a un intervento a livello cervicale, sia se sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.

Nel caso fosse necessario intervenire chirurgicamente, è il rapporto rischio/beneficio che va valutato che, di norma, salvo problematiche particolari, quest'ultimo è di gran lunga superiore al primo.

Disppnibile per ulteriori eventuali chiarimenti, invio cordiali saluti
[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la risposta,
volevo ulteriormente chiederle:

cosa deduce dai risultati della risonanza? Il quadro è critico? Ci sono gli estremi per un intervento?
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
non è la Risonanza che eventualmente deve essere operata, ma la paziente.
Questo per dirLe che non si può porre indicazione chirurgica solo sulla base di un quadro radiologico, perchè è il complesso dei dati clinici di una persona che può e deve far decidere verso una terapia medica o, a maggior ragione, verso quella chirurgica.

Nel caso di Sua madre ci sarebbe anche da valutare sia clinicamente che radiologicamente o con altri esami, la situazione a livello lombare.
Tutto questo lo si può fare solo in presenza dell'oggetto di studio, cioè il paziente.

Sempre disponibile,La saluto con cordialità
[#4]
dopo
Utente
Utente
Le invio i risultati della RM lombosacrale – indagine eseguita in tecnica SE e FAST-SE (sono state assunte immagini ponderate in T1 e T2, secondo i piani assiali e sagittali)

Risultati della RM:

Speco vertebrale ridotti di calibro sia su base congenita che acquisita per sovrapposti fenomeni generativo-somatici e pecuncolo- apofisori con ipertrofia dei massicci articolari che determinano anche una riduzione in ampiezza dei rispettivi neuroforami.
I dischi intersomatici nel tratto lombare appaiono assottigliati, ipointesi nelle sequenze T2w come per fenomeni degenarito-disidratativi e assumono posteriormente aspetto di protrusioni discali circonferenziali in appoggio sul sacco durale e impegno intraforaminale bilaterali.

A L1-L2: la protrusine discale appare eccentrica per prevalenza mediana ove assume aspetto di piccola ernia che impronta la superficie ventrale del sacco durale, in atto a tale livello impegno intraforaminale bilaterale, maggiore per grado a destra


A L4-L5: stenosi del neuroforame di destra per ipertrofia degenerativa del rispettivo massiccio articolare


A L5-S1: stenosi del neuroforame di sinistra per ipertrofia degenerativa del massiccio articolare. Regolare per morfologia , volume e intensità di segnale il cano midollare e la cauda

A L2-L3, L3-L4 e L5-S1: osteosclerosi edema delle limitanti somatiche contrapposte


A L4-L5: marcata ipointensità nelle sequenze T1w dei muri contrapposti verosimilmente per fenomeni edemigeni degenerativi: tale reperto appare meritevole di controllo RM distante di 1-2 mesi anche in tecnica STIR

Subcentrimetrico angioma vertebrale del soma di L5

Ernia di SCHMORL a carico della limitante somatica superiore del soma di L2

Potrebbe trattarsi Sclerosi Multipla?

Oggi ha avuto un altro episodio di caduta senza possibilità di potersi rialzare da sola. Non trattiene nenche la minzione.

[#5]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
a distanza non è possibile fare alcuna diagnosi, ma da quanto Lei riporta in questo post, tutto può essere tranne che SM.

Si tratterebbe invece di una grave stenosi del canale lombare che probabilmente necessita di correzione chirurgica, ma come Le dicevo, diagnosi e terapie a distanza non sono possibili, almeno quelle di certezza.

Cordialmente

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