Stenosi rachide midollo cervicale

Buongiorno, ho 58 anni e dal 1999 soffro di dolori, gonfiori e intorpidimento agli arti superiori, specialmente a sinistra. Nessun altro sintomo e nessun'altra malattia importante, anche precedente.

Ripetuti esami elettromiografici hanno escluso patologie al tunnel carpale.
Successivamente ho effettuato RM al tratto cervicale che ha evidenziato una stenosi del rachide. Di seguito riporto testualmente la diagnosi dell'ultima RM effettuata in data 7/1/2011: "l'esame odierno è stato confrontato con un controllo precedente eseguito in altra sede nel febbraio 2009. Nei limiti l'allineamento vertebrale nel piano sagittale.
Diffuse ed evidenti alterazioni artrosiche sui contorni somatiche delle vertebre in esame nel tratto compreso da C3-C4 a C6-C7.
Vi sono osteofiti anteriori che si saldano a ponte ed osteofiti retro somatici che riducono significativamente l'ampiezza del canale vertebrale.
Tutti i dischi intervertebrali cervicali sono degenerati e ridotti di spessore. A livello C3-C4 è presente un'ernia discale centrale e paramediana sinistra che aggetta nello speco vertebrale ed impronta nettamente sia il sacco durale che il midollo spinale: nel contesto di quest'ultimo è presente un focolaio gliotico.
Tutti i reperti descritti sono invariati rispetto all'esame precedente del 2009. Nell'indagine odierna si rileva la presenza di una piccola ernia discale centrale sottoligamentosa a livello C4-C5: l'ernia impronta sia il sacco durale che il midollo spinale nel contesto del quale non vi sono reperti focali".

La stenosi è talmente accentuata che il neurochirurgo, meravigliandosi del fatto che la sensibilità agli arti inferiori non sia ancora compromessa, mi ha consigliato l'intervento senza attendere ulteriormente perchè, data l'aspettativa di vita e la lenta ma costante degenerazione della patologia sono già un soggetto ad alto rischio.

Chiedo se questa soluzione è l'unica possibile o se, invece, non ce ne siano altre meno invasive.
Chiedo anche se questa pratica chirurgica a Vs. avviso è sufficientemente sicura perchè ci sono pareri discordanti in merito (altri medici ortopedici NON neurochirurghi me l'hanno sconsigliata adducendo un non trascurabile rischio di paralisi totale).

So bene che la garanzia nessuno me la darà, ma perlomeno una percentuale di rischio vorrei conoscerla.

Grazie per la Vs. cortesia.

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Dr. Marco Mannino Neurochirurgo 604 22 5
Gentile utente,
in prima istanza le dico che è necessario visitarla e visionare le imaggini degliesami eseguiti. Ma se un collega neurochirurgo le ha consigliato un intervento non avrei motivo di dubitare.
Relativamente ai rischi, è una domanda leggittima e frequente. Purtroppo tutti i pazienti vorrebbero sapere il rischio legato ad un intervento, ma quasi nessuno si interessa al rischio di non farlo. Vanno messi sul piatto della bilancia entrambi, considerando ogni singolo caso, la patologia in questione, le patologie associate, le aspettative.
Esprimere un rischio senza tali informazioni sarebbe..."superficiale"?
Saluti

Dr. Marco Mannino
Neurochirurgo
http://www.studiomannino.com

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