Utente
Buongiorno, portroppo chiedo un consulto dopo la morte di mio padre avvenuta sabato scorso ed un dubbio mi attanaglia e spero possiate aiutarmi a fugarlo.
Mio padre il 26 Giugno é stato operato per un glioblastoma di 4 grado che 15 giorni prima (quando lo abbiamo ricoverato) gli aveva provocato un afasia. L'operazione é andata a buon fine ed il tumore (anche se ci avevano giá spiegato che tra qualche mese si sarebbe riformato) rimosso completamente. Dopo 4 giorni mio padre stava riprendendo a parlare e scrivere. Il 4 Luglio é tornato a casa ed in qualche giorno era quasi ritornato come prima. Parlava chiaramente, scriveva, utilizzava cellulari ed altri elettrodomestici. Ogni giorno alle 8 di mattina ed alle 20:00 prendeva Sodio Valproato (400mg.), Quetiapina (25mg) e omeprazolo. La mattina e di pomeriggio prendeva 32 gocce (dopo la prima settimana 16) di desametasone e la sera una puntura di eparina (2000UI). Il 19 Luglio alle 19:00 quando sono arrivato da lavoro mio padre ha cominciato ad accusare brividi di freddo, ho misurato la febbre come da consiglio del medico curante ed avea 39 di febbre. Gli ho dato come consigliatomi 2 tachipirine da 500mg e messo a letto e vado a casa mia. Questo verso le 20:00 quando doveva fare la sua solita cura e prendere le pillole e la puntura. Non gliele abbiamo date perché aspettavamo gli si abbassasse la febbre. Dopo mezz'ora mi chiama mia mamma dicendomi che mio papá si era alzato per andare in bagno ed é caduto a terra. Aveva problemi di comunicazione dicendo cose senza senso e tentava di prendere con le mani oggetti inesistenti oltre che non si girava verso la persona che parlava ma fissava altri punti. Chiamato il PS dopo 3 ore circa, dopo TAC (giudicata pulita), RX al torace ed esami del sangue, gli é stata diagnosticata un infezione alle vie urinarie e rimandato a casa. Oltrepasso quello che é successo dopo. La mia domanda é: se gli avessimo somministrato le sue medicine alle 20:00 insieme alla tachipirina, avremmo potuto evitare quello che é successo a livello cerebrale a mio padre?
Grazie.

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Dr. Nicola Benedetto

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Gentile utente,

Capisco il suo stato d'animo ma vorrei rassicurarla sul fatto che somministrandogli la terapia non sarebbe cambiato nulla. Infatti la sintomatologia che lei descrive è accaduta dopo solo mezz'ora dalla mancata somministrazione. Mi creda, non c'è nesso.


Un saluto
Dr. Nicola Benedetto
Neurochirurgia
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta, volevo capire se il tipo di malore che ha avuto (presumo un infiammazione al cervello ancora in fase di recupero dovuta dalla febbre alta e/o un aumento della pressione endocranica) legati all'infiammazione delle vie urinarie, potevano essere mitigati in parte da quei tipi di farmaci che stava prendendo oppure agiscono su altri aspetti e quindi non avremmo risolto nulla.
Grazie e cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Nicola Benedetto

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In realtà nog si può dire cosa ha causato il malore di suo padre. Anche se ipotizzassimo un aumento dell'edema cerebrale od una crisi epilettica non si potrebbdire che mezz'ora di ritardo nella somministrazione abbia causato alcunché.e
Dr. Nicola Benedetto
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