Utente 625XXX
Ho 55 anni, da venticinque anni svolgo il lavoro di impiegato, passo quasi tutta la mattinata dietro una scrivania, tutti i pomeriggi liberi le dedico alla gestione di un orto familiare. Da diversi anni, per brevi periodi ho sofferto di dolori alla schiena, normalmente dopo qualche giorno di riposo e con qualche puntura di Voltaren e Muscorin ho risolto la patologia. Dalla fine di aprile c.a. da circa 65 giorni soffro di sciatalgia con dolori nella gamba sinistra, parte posteriore della coscia , del polpaggio e del glueteo, con fenomeni di formicolio, cammino con enorme difficoltà, zoppiccando, seduto e a letto i dolori si attuenuano leggermente. Quando cammino assumo posizione non correttamente eretta, noto una atrofizzzaione dei muscoli della gamba sinistra. Dopo avere effettuato tutte le cure farmaceutiche, consultando un paio di ortopedici ed una specialista di cure antalgiche inizio con l'effettuo una terapia con Volateren e Muscorin ( due fiale in miscela al giorno) per quindici giorni ,successivamnete inizio una terapia con deltacortene 25 mg per una settimana e alternando anche per una settimana una fiala al giorno di Lixdol e di Byodunoral 300mg-due compresse al giorno successivamente ancora, ho effettuato una terapia antalgica con tre punture lombari con trattamentgo blocco del congeudo dell'psoas e con tre capsule al giorno di ghebapartin 300mg, puntroppo ad oggi ancora il dolore e le difficolta d di stare all'impiede e camminare continuano. come ultima possibilità, da una settimana sto praticando chiropratica, dopo sei sedute, il dolore è regredito leggermente, e con manifestazione diversa rispetto a quello precedente, in generale meno fastidioso che mi consente in alcuni momenti della giornata di cammirare quasi correttamente. Dall'esame radiologico risulta: Scoliosi lomare sn. convessa. Spondiloartrosi. Modica riduzione del tenore calcareo. Modica riduzione dello spazio intersomatico L5/S1. Dalla TAC Rachide lombosacrale riosulta:In L3-L4 ampia protusione discale posteriore che si porta in appoggio sul sacco durale e che determina la stenosi della porzione caudale dei forami di coniugazione. In L4-L5 ampia protusione discale circonferenziale che posteriormente assume connotazione di franca erniazione con impronta sul sacco durale ed in stretta contiguità con le radici spirali L5 emergenti bilateralmente. In L5-S1 riduzione in altezza dello spazio intersomatico con associata erniazione discale posteriore mediana-paramediana destra, parzialmente degenerata in senso calcifico,che impronta sul sacco durale e che entra in conflitto meccanico con le radici spirali S1 emergenti. Apprezzabili segni di spondilosi ed artrosi interapofisaria. Indipendentemente dall'esito della chiropratica, deidero sapere quale altra terapia farmacologica possa praticare o se debbo pensare all'intervento chirurgico o se il tipo di patologia erniale, che si evidenzia con la TAC ed la sintomatologia illustrata è possibile intervenire con i nuovi sistemi chirurgici poco invasivi quale il Leser o la Coblazione ed eventualemnte in quali centri specializzati mi posso rivolgere.
Ringrazio per i suggerimenti ei consigli.

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Dr. Mauro Granata

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In caso di un conflitto disco radicolare, peraltro multiplo, ritengo la chiropratica assolutamente controindicata. Si affidi senza perdere altro tempo ad un buon neurochirurgo. MG
Mauro Granata

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Dr. Claudio Bernucci

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Mi sembra che i suoi disturbi e il risultato della TC siano abbastanza indicativi di una problematica di tipo erniario. Le consiglio una valutazione da un neurochirurgico, lasciando perdere le tecniche di cui parla, considerando invece la microchirurgia classica.
Le indicazioni su riportate non possono sostituire il giudizio medico fornito in prima persona dal sottoscritto o da altri colleghi