Pseudotumor cerebri

Salve,
vorrei avere un vostro parere sulla mia situazione.
Vi spiego in breve. Ad agosto durante una visita oculistica mi viene riscontrato un papilledema bilaterale. L'oculista mi manda immediatamente a fare una tac al pronto soccorso. La tac risulta negativa.
Faccio prelievi del sangue, elettromiografia (evocati visivi), un'altra visita oculistica. Dai prelievi del sangue risultano alti i valori di prolattina (molto alto), TSH (un po' alto) e basso il valore di GH. Faccio una fluorangiografia che riscontra il papilledema, una risonanza magnetica encefalo che risulta negativa, durante una visita ginecologica mi viene riscontrata produzione di latte dal seno. Rifaccio i dosaggi ormonali (prolattina, TSH e ormoni tiroidei, cortisolo e testosterone) e stavolta sono tutti perfettamente in norma, a parte il cortisolo lievemente alto (21,7 contro un massino di 19,4).

Il neurologo mi consiglia, prima di pensare a uno pseudotumor cerebri e prima di andare a fare il prelievo lombare, di tornare prima dall'oculista, per valutare il fondo dell'occhio e vedere se il papilledema non si fosse ridotto, e se non fosse stato un caso dovuto a un insieme di fattori. Aggiungo che attualmente non ho nessun sintomo, l'unica cosa che avevo quest'estate (da fine giugno a fine agosto, circa) era un momentaneo annebbiamento della vista, che riscontravo di tanto in tanto, ma che ora non ho più.

Volevo un vostro parere! Se servisse, ho la scansione degli esami fatti finora e potrei mandarvela!

Grazie a tutti di cuore dell'attenzione e delle risposte.
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 200 2
Ritengo che la situazione in cui Lei versa sia da considerare molto delicata, specialmente per il problema oculare, ma anche risolvibile se ci si impegna subito ed al massimo.
Per prima cosa Lei deve essere seguita stabilmente in un centro Neurochirurgico e DEVE diminuire di peso in maniera massiva e con una buona velocità (anche per questo abbisogna di essere seguita in ambito specialistico) rinunziando, fra l'altro, ad una dieta normosodica.
Presumo che Lei abbia anche eseguita una angio-rmn cerebrale per escludere (od obiettivare) disturbi della circolazione, specie venosa, in quanto eventuali trombi dei seni venosi vanno adeguatamente trattati.
Indispensabile è la terapia medica (ad es. inibitori dell'anidrasi carbonica, che riducono anche la formazione del liquor, cortisone per la regressione dell'edema cerebrale...) mentre, per la misurazione della pressione liquorale, a mio avviso, questa va valutata quanto meno all'inizio del trattamento per rendersi conto della reale situazione.
Potrei dirLe molte altre cose, ma non credo che finirei per esserLe utile.
Quello che mi preme sottolineare, e ciò dipende da Lei, è che, per adesso, Lei deve tendere a mangiare anche senza sale e deve ridurre drasticamente le razioni alimentari. Si tenga strettamente in contatto con un Centro Neurochirurgico della Sua città e non perda tempo. Quello che si rischia è un grave calo del visus permanente e, qualche volta, anche una scomparsa della capacità visiva.
Si occupi della Sua patologia (altrimenti detta ipertensione endocranica benigna) che, se ben e presto trattata, può esitare in una guarigione.
Se ha piacere, dia ulteriori informazioni.
Cordialità.

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: "La Madonnina Milano-02/58395555
"Villa Mafalda" ROMA-06/86094294

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dopo
Utente
Utente
Gentile dott. Della Corte, no per ora ho fatto solo una risonanza all'encefalo normale, perché il neurologo da cui sono stata mi ha detto di tenere per prima cosa sotto controllo il papilledema, e vedere se per caso non si fosse ridotto, sarà poi l'oculista a decidere sia per l'angiorisonanza sia per il prelievo lombare.

Il papilledema potrebbe quindi essere causato anche da disturbi della circolazione? Quindi, sarebbe opportuno che io facessi anche una angiorisonanza presto per capire se ce ne sono. Per ora mi hanno parlato, appunto, inizialmente di un adenoma ipofisario (presunto dalla prolattina molto alta) e di eventuale pseudotumor cerebri. Oltre ad avermi detto, ovviamente, che una cosa molto urgente da fare è il dimagrimento.

Sono un po' confusa per la perdita di vista, perché un oculista mi ha detto che c'è rischio di perderla in brevissimo tempo, 2-3 anni, mentre il neurologo mi ha detto che per giungere alla perdita della vista serve molto più tempo (10 anni almeno), ma comunque di non sottovalutare il problema e di risolverlo il prima possibile.

La ringrazio molto della risposta e senz'altro Le darò notizie.
Grazie.
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 200 2
Due anni o dieci anni (nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere l'evoluzione della malattia) non mi pare questo il punto. L'importante è che non residui alcun deficit visivo che, comunque, può essere evitato.
Non perda tempo e cerchi di attivarsi come Le ho consigliato (un danno neurologico stabilizzato, anche se parziale, non lo recupera più).
A disposizione per quanto Lei creda.
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio di cuore.
Mi dispiace averLe dato l'impressione di stare qui a perdere tempo disinteressandomi del problema o, peggio ancora, sottovalutandolo: cercavo più che altro maggiori informazioni, suggerimenti o che altro su cose che al momento non mi sono granché chiare.
Terrò più che presenti i Suoi consigli e La ringrazio ancora di avermeli dati. La terrò aggiornata di certo sugli sviluppi. Grazie ancora e buon proseguimento.
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 200 2
Grazie a Lei per avere apprezato ed abbia cura di se stessa.
Ancora auguri ed in attesa di buone nuove.

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