Aderenze midollo spinale

Vi scrivo in merito ai problemi di salute di mia madre. È una donna di 56 anni e che ha sofferto in passato per delle ernie al disco per cui si è reso necessario l'intervento chirurgico. Durante l'operazione l'ortopedico commette degli errori che le hanno causato una paresi alla gamba sx dal ginocchio sino alle dita del piede. Negli ultimi anni è peggiorata notevolmente e questo aggravamento si accresce di giorno in giorno. Per anni le avevano diagnosticato una neuropatia diabetica, diagnosi che è stata smentita all'ultima visita specialistica, dicendole che invece ha delle aderenze in zona L5-S1. Tali aderenze le causano delle forti "scosse" alle dita del piede sx che la fanno urlare per il dolore. Queste "scosse" tipo elettriche ora le ha in continuazione portandola a stare sempre stesa nel letto con il piede poggiato su un vibromassagiatore al fine di alleviare minimamente il dolore. Prede quotinianamente a dosaggi elevati Fetanil, Contramal, Lidocaina ed altri farmaci che ora non ricordo. Tali farmaci le permettono al massimo di dormire la notte per almeno un'ora. Ha fatto la terapia del dolore ma non ha risolto. Le hanno impiantato forse un neurostimolatore ma anche con questo non sta ottenendo risultati.

Mia madre vorrebbe sapere se le aderenze in L5-S1 si possono operare o se ci sono delle cure. Attualmente i medici le hanno detto che non esiste una cura e che non possono essere toccate. Le hanno detto che deve convivere con il dolore. Come può vivere in queste condizioni? Potete immaginare che la sua qualità di vita è pari a zero e le hanno tolto anche una speranza di guarigione. Non può continuare a stare atrocemente male 24h su 24 stesa in un letto non uscendo da casa più da anni.

Vi ringrazio e spero che rispondiate.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Se chi Le ha detto che le aderenze non si possono operare, evidentemente non mai operato sulla colonna vertebrale.
E' però vero che bisogna valutare la paziente per un miglior inquadramento diagnostico e decidere eventualmente quale tecnica chirurgica attuare.
Se la sintomatologia è cos' invalidante, credo che non ci siano alternative all'intervento chirurgico.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti



















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dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la risposta. Mia madre è disposta a spostarsi. Gentilmente può darci qua che consiglio su ospedali o centri che si occupano di questa problematica? Sia a Lecce che a Roma e a Milano le hanno detto che le aderenze non possono essere operate perché si riformano aggravando la situazione già invalidante.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
E ben chiaro che ad ogni intervento chirurgico consegue una reazione cicatriziale. Nella maggior parte dei casi si risolve con trattamenti medici e fisioterapici.
Se però (ammesso che la sintomatologia dolorosa è dovuta ad una abnorme presenza di tessuto cicatriziale e non ad altro), un intervento per rimuovere chirurgicamente il tessuto cicatriziale è possibile.

Vi sono particolari accortezze per limitare un ulteriore formazione di tessuto cicatriziale, ma ovviamente la certezza che esso non si riformi più nessuno può dargliela.

A mio parere, e secondo la mia personale esperienza chirurgica, se la sintomatologia è così invalidante e ogni provvedimento medico-conservativo è fallito, val la pena prendere in considerazione l'intervento che in molti casi è stato risolutivo.
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio. Può consigiarmi qua che centro specializzato in questo? Oppure se è possibile contattarla telefonicmente al numero riportato sul suo sito visto che ha anche uno studio medico a Lecce? La ringrazio.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Si, può contattarmi.

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