Sindrome cauda equina

Buongiorno, a causa spondilolistesi L4-L5 sono stato operato circa un anno fa di artrodesi postero laterale intersomatica (plif) e stabilizzazione mediante viti peduncolari. Nella notte successiva ho accusato rigidità alla caviglia destra ed insensibilità alle piante di entrambi i piedi soprattutto a quello destro.
Nei giorni successivi difficoltà nella minzione (effettuata con torchio addominale) e nella evaquazione. Dopo una settimana in ortopedia (camminavo con girello e con il piede destro un poco girato all'esterno) sono stato venti giorni nel reparto di fisioterapia. Dopo 20 giorni dall'intervento mi hanno fatto una RM che, per quanto mi dissero, andava bene. Quando sono stato dimesso mi diedero le lettere di dimissioni dei due reparti e per la prima volta leggo la diagnosi: sindrome della cauda equina. Nonostante i miglioramenti, grazie alla fisioterapia ivi eseguita, la deambulazione era ancora incerta e zoppicavo a causa della caviglia destra sempre semirigida. Inoltre continuavo ad accusare insensibilità ai piedi, difficoltà nella minzione e nell'evaquazione. A casa iniziavo esercizi in piscina e fisioterapici ma dopo quattro mesi dell'intervento, in seguito a peggioramenti sono stato ricoverato 21 giorni in altra struttura per accertamenti. Da allora eseguo 5 cateteri intermittenti al giorno e per l'evaquazione mi aiuto con le 10 erbe assunte una volta al giorno. Ultimamente è migliorata sia la minzione che l'evaquazione. Comunque da dicembre adora ho avuto almeno tre infezioni urinarie da escherichia coli e da poco una da klebsiella. Da alcuni mesi ho dolori alla schiena in zona lombo-sacrale (molto più forti di quelli che avevo prima dell'intervento) inoltre sono apparsi dolori e bruciori fra le natiche e le gambe. I dolori e i bruciori ai piedi ed ai polpacci sono aumentati così come sono aumentate le insensibilità alle piante di entrambi i piedi ed ho un equilibrio molto più precario che alla prima dimissione.
Nell'ultimo mese ho sensazioni di gonfiori nella zona anale (con alvo più ristretto) ed urogenitale che poi nella notte si attenuano.
Quando cammino ho dolori e rigidità agli arti inferiori ed alla schiena. In posizione seduta sto abbastanza bene salvo i bruciori agli arti. In posizione supina miglioro e dormo bene tutta la notte. Per tali disturbi mi sono state prescritte 3 compresse di pregabalin al giorno.
Da marzo ho fatto esami strumentali (RM, EMG, TAC, potenziali evocati ecc.) e visite specialistiche. Sembrerebbe che la sindrome della cauda equina sia dovuta ad un ematoma post operatorio. Ora il canale del plesso lombare è privo di compressioni.
Cortesemente chiedo se esistono dei centri specialistici per questa sindrome, se è normale che a distanza di quasi un anno ho più bruciori, dolori e disturbi di quanto sono stato dimesso e soprattutto qualche consiglio per affrontare la situazione, considerato che mi sento peggiorare di giorno in giorno. Ringrazio per l'attenzione.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. signore,
se nel post operatorio si è formato un ematoma e nessuno si è preoccupato di accertarlo vista la sintomatologia che già accusava, allora sorge forte il sospetto di negligenza e imperizia da parte dei Sanitari che L'ebbero in cura.
Ormai la Sua situazione clinica sembrerebbe irreversibile con postumi molto gravi.
Bisognerebbe valutare tutta la documentazione clinica per confermare tali sospetti in quanto se di errore si è trattato, Lei ha diritto a un congruo risarcimento.

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dr. Migliaccio,
La ringrazio molto per la solerte risposta.
La questione risarcitoria, ancorchè non iniziata ufficialmente, sta già seguendo il suo iter.
Sono altresì al corrente che i postumi che ho subito difficilmente avranno soluzione.
Tuttavia la mia richiesta di consigli/pareri è motivata dal fatto che, a distanza di quasi un anno, alcuni miei disturbi sono peggiorati, ed altri se ne sono aggiunti, mentre i medici che ho consultato ritenevano che fino a due anni dall'operazione fosse possibile un miglioramento.
Avevo quindi fiducia che la situazione si fosse almeno stabilizzata.
La ringrazio nuovamente e porgo i miei migliori saluti.


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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Io ho detto che Sua situazione clinica sembrerebbe irreversibile con postumi molto gravi, sulla scorta di quanto ha riferito e non su dati oggettivi, ovviamente.
Visto che Lei riferisce un peggioramento dei sintomi, forse sussisterebbe qualche margine per un miglioramento, ma questo lo si potrà valutare solamente dopo aver eseguito un esame clinico ed effettuato alcuni esami di controllo.

Cordialmente
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Utente
Utente
Buonasera.
Oggi ho avuto un colloquio con un amico medico. Ha ipotizzato che gli attuali sintomi possono essere dovuti alla formazione di neurinoma provocato dalla cicatrizzazione del presunto ematoma. Ha consigliato anch'egli approfondimenti anche tramite nuova RM.
Penso che seguirò il consiglio.
Grazie per l'attenzione.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Credo di poter dedurre che il Suo amico medico non abbia grande competenza sulla patologia di cui Lei è portatore.
Segua pure i suoi consigli, se lo ritiene

Buona serata
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Utente
Utente
Buongiorno, vedo che il mio caso è stato oggetto di oltre 260 visite in un mese e che nessuno mi ha segnalato centri specializzati nella sindrome della cauda equina.
Posso quindi dedurre che quanto detto dal gent.mo Dr. Migliaccio sia da considerarsi definitivo.
La RM (terza dopo l'intervento) con MDC (prima volta) che ho fatto l'8.11 non ha rilevato particolari patologie oltre a quelle conosciute, forse rimane una leggera infiammazione.
La EMG fatta lo stesso giorno (è la terza post intervento), invece ha registrato un miglioramento rispetto la precedente.
In effetti ora riesco ad alzarmi sulla punta dei piedi, cosa che non riuscivo a fare fino a un mese fa.
A breve fare il secondo esame dei potenziali evocati. Vedremo.
Una cosa è certa: i miei dolori sono in continuo aumento e cammino molto peggio di prima.
Nessuno ipotizza quando possano fermarsi. Ora proverò con l'agopuntura. Spero in bene. Grazie a chi vorrà aggiungere qualcosa. Buona Giornata.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Se si tratta della sindrome della cauda equina, l'agopuntura non servirà a nulla e chi gliel'ha consigliata non conosce questa patologia.

Auguri
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Utente
Utente
Buongiorno, come previsto dal dr. Migliaccio nessun miglioramento sui sintomi anzi. Vescica e intestino sono gestiti con cateteri ma I dolori e le insensibilità sono peggiorate. Una recente RM+Mdc è quasi uguale alle precedenti salvo "riduzione volumetrica del tessuto intracanalare perisacculare posteriore in L4-L5 con parziale estensione a entrambi I forami di coniugazione. Il tessuto non mostra impregnazione contrastografica e presenta un segnale omogeneamente ipointenso nelle sequenze T2, espressione di tessuto fibroso maturo".
Sono in attesa di neurostimolatore spinale ma giorno per giorno peggioro.
Stare in piedi e camminare è arduo. Seduto benino, quasi bene sdraiato. Dolori ai polpacci, piede dx, glutei, zona lombosacrale sempre in tiro. Prima della Nms è possibile un reintervento per ridurre le cicatrici anche se il rischio che ritornino è alto? Non sarei molto dell'idea (ho già dato abbastanza) ma non è per niente piacevole continuare così!!! Grazie per gli evetuali pareri. Buone Feste a tutti.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
L'ultima RM mostra ancora una compressione sulle radici della cauda equina.
Il neurostimolatore potrà avere effetto sul dolore, ma poco sui sintomi che la invalidano.
Al di là di valutare eventuali contenziosi per risarcimenti, la cosa più importante sarebbe di valutare la possibilità di rimuovere chirurgicamente la compressione.
A distanza non posso confermarlo, ma è un'ipotesi molto concreta.

Cordialmente
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Utente
Utente
Gent.mo dr. Migliaccio la ringrazio del riscontro. Sono assolutamente d'accordo che ci sia compressione, non mi spiego altrimenti
Hanno visto la Rm due neuroradiologi di cui uno anche neurochirurgo che è il mio perito di parte.
Oltre al neurochirurgo della mia zona (abito vicino alla Francia, sulla costa) che me la ha fatta rifare dopo un anno.
Ovviamente dicono che la mia schiena è da lasciar stare.
Non capisco.
La causa è in itinere, purtroppo il mio medico legale ha avuto dei problemi ma mi ha già visitato il.medico legale di controparte. Ma come ha detto lei, la cosa importante è la salute.
Grazie molte di nuovo e buone Feste.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Auguri sinceri per tutto!
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Utente
Grazie, molto gentile come solito. Cari saluti.
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Utente
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Buonasera, dopo oltre quattro anni dall'insorgenza della cauda non è migliorato nulla anzi da un anno circa sono peggiorato di brutto nonostante l'impianto da 15 mesi di un neurostimolatore midollare che non mi toglie più del 20% del dolore. Ma questi sono molto più forti rispetto ai primi tre anni soprattutto al piede destro (ora è interessato anche il sinistro) e nella zona bassa della schiena. Praticamente da metà dei glutei fino alla zona perianale. Il neurologo e il neuroradiologo dicono che dipende anche dall'aracnoidite adesiva cronica mentre il neurochirurgo ed un chirurgo vertebrale (non ovviamente quello che mi ha operato) non le danno tanta importanza. Leggo su varie dispense che l'aracnoidite facilmente può dipendere da FBSS ma è possibile, nel mio caso, che la cauda la abbia aggravata? E cosa si può fare per mitigare un poco il dolore. Attualmente assumo antidepressivi, antiepilettici e tapentadolo. Grazie come sempre. Cordialmente.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Come ho già avuto modo di dire, lo stimolatore riduce il dolore, ma non risolve certo i danni neurologici.
Purtroppo la situazione clinica è irreversibile.
L'azione medico legale ha avuto sviluppi?
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Utente
Utente
Buongiorno Dottore,
grazie per la risposta sempre celere.
Sulla causa civile ho avuto molti ritardi, purtroppo anche il decesso del mio medico legale per fatto cruente (medico e persona squisita).
Poi l'anno scorso il Giudice aveva prorogato la prima udienza da giugno a ottobre, la seconda doveva essere alla fine di questo mese ma ovviamente è stata rinviata a metà novembre c.a. per il Covid.
Leggendo la costituzione in giudizio della controparte, sentito anche il legale, mi sembra che non abbiano molte difese.
Non hanno nemmeno citato la visita che ho fatto dal loro medico legale....di certo avrà riconosciuto la loro responsabilittà medica ......
Comunque leggendo bene la cartella clinica abbiamo avuto l'impressione che ci sia stata più negligenza che imperizia.
Sulla aracnoidite che ne pensa?
Grazie e buona giornata.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Negligenza o imperizia, cambia poco sulla responsabilità.
Non sia molto sicuro che Controparte abbia riconosciuto la responsabilità, altrimenti avrebbe già liquidato il risarcimento (magari con un accordo extra giudiziale, cioè senza andare in giudizio) e avrebbe citato la relazione del proprio medico legale che, secondo Lei, Le avrebbe dato ragione.

L'aracnoidite, in parole semplici, è un esito cicatriziale spesso dovuto (se non accertate altre cause) all'intervento.
In ogni caso non è essa la responsabile del Suo danno.

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dottore,
molte grazie per la precisazione sull'aracnoidite.
Spero di non peggiorare ulteriormente e per la causa non mi resta che aspettare, ovviamente senza troppe illusioni.
Cordiali saluti.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Ovviamente non posso esprimere un giudizio sulla prospettata responsabilità medica non avendo a disposizione dati oggettivi, ma da quanto posso intuire una responsabilità sussisterebbe.
Il Suo legale e il Suo consulente devono provare con argomenti dimostrabili oggettivamente l'eventuale responsabilità, per cui Lei deve confidare nella loro capacità di difenderla con successo.

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