Utente 162XXX
Salve, vorrei chiedervi delle delucidazioni riguardo il referto della RM lombosacrale, in attesa della visita neurochirurgica a novembre.
Sono una donna di 27 anni non in sovrappeso, faccio attività moderata ma potrei sicuramente essere più in forma. L'8 luglio nel tentativo di sollevare una scarpiera da terra da un lato mentre dall'altro era già sollevata da un'altra persona, e in posizione laterale rispetto a me (ero in torsione con la schiena), mi è uscita un'ernia in l5-s1. Il referto dice (la scoliosi era già conosciuta):
Accenno a scoliosi lombare sinistro-convessa, con riduzione della fisiologica lordosi per quanto apprezzabile in clinostasi. Regolare altezza e morfologia dei somi lombari.
In L5-S1 si apprezza iniziale riduzione del tono idrico discale con evidenza di poccola focalità erniaria foraminale destra, che determina conflitto disco-radicolare. Si consiglia completamento diagnostico con esame elettromiografico e valutazione specialistica ortopedica / neurochirurgica. Canale vertebrale di ampiezza regolare. Non evidenti alterazioni della morfologia e del segnale del cono midollare.

Sono andata dall'ortopedico che però non ha visto le immagini e mi ha prescritto stretching, nel frattempo ho contattato un fisioterapista che devo vedere la settimana prossima. Ho sintomi di sciatalgia che sono andati migliorando e si sono più o meno stabilizzati, ma attualmente ho dolore al nervo dietro coscia dx e scrocchio all'inguine quando alzo e abbasso la gamba. Inoltre sono a riposo ma ho tentato di fare una lezione di danza di 2 ore per vedere come andava e non sono riuscita a farla, dovevo sedermi per riposarmi e poi riprendere, alcuni movimenti del bacino fanno male. Anche guidare è un po' un problema per le buche e per le curve. Mi si è ridotta la sensibilità alla gamba dx anche se mi sembra stabilizzata e forse in miglioramento, ma per esempio non sento bene come prima il pedale dell'acceleratore. A volte quando sono in movimento e mi sforzo per fare dei lavori (in casa) ho anche dei doloretti/piccole fitte internamente al bacino/pube. Né l'ortopedico né il medico di base hanno ritenuto che la visita neurochirurgica fosse urgente, né che io sia un caso da operare, ma io ho solo una domanda, dal momento che c'è questo conflitto disco-radicolare, per quanto tempo il nervo rimane schiacciato prima di perdere la possibilità di guarigione completa? E i sintomi che ho adesso possono peggiorare? Il disco piano piano dovrebbe disidratarsi (come ho letto su internet) e l'ernia smettere di comprimere il nervo? E ancora, se un nervo viene schiacciato, non si dovrebbe agire subito per liberarlo?
Vi ringrazio in anticipo per ogni evenutale risposta.

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
rispondo passo-passo alle sue domande iniziando dall'ultima.
A) - Se il nervo, ovvero la radice nervosa, in questo caso la S1, è compresso e produce i sintomi deficitari che Lei riferisce, la soluzione non può che essere chirurgica.
B) - Il disco nel tempo può perdere, diciamo così, la sua forza compressiva e alla fine ovviamente non sarà più in conflitto con la radice nervosa.
C'è solo un problema non di poco conto: aspettando che il disco si disidrati la radice nervosa può perdere la propria funzione peggiorando, a rischio della irreversibilità, i sintomi che ora sono in fase iniziale.
C) - Solo per curiosità consulti pure Internet, ma tenga presente che il Web abbonda di molta "fuffa".
D) - Ho l'impressione che Lei, se non è medico, abbia migliori intuizioni sia dell'ortopedico consultato che del Suo medico.
E) - La visita neurochirurgica potrà non essere urgente, ma a novembre mi sembra molto dilazionata e poco prudente.
F)- Se gli stessi professionisti hanno escluso l'inicazione chirurgica si faccia dare spiegazioni anatomo-cliniche convincenti.

Con cordialità
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente 162XXX

Buonasera Dott. Migliaccio, la ringrazio per la celere risposta. Diciamo che su internet ho fatto ricerche perché non mi sono sentita particolarmente rassicurata dalla visita con l'ortopedico, se non temporaneamente. Io ho studiato interpretariato e traduzione anche se mi manca la tesi e non sono ancora laureata per vari motivi. Sono solo preoccupata, e sinceramente speravo che anche qui mi avreste risposto confermando la non necessità dell'intervento. C'è da dire che ho anche un problema pregresso che ha riguardato i nervi del braccio e della mano dx e che non si è ancora risolto come speravo, quindi so che faccio bene a preoccuparmi.
Domani come prima cosa torno dal medico di base per chiedergli di farmi una ricetta urgente per la visita neurochirurgica, al limite dovrò andare privatamente.
Fra me e me questi giorni mi sono detta che se potevo comunque camminare e guidare, anche se con qualche difficoltà, allora era vero che non avevo bisogno di intervento. Forse l'hanno esclusa per i possibili effetti negativi? Cercherò di chiedere spiegazioni. La perdita di sensibilità non è totale, a zone, dove più e dove meno. Per la prima settimana e poi a diminuire ho avuto formicolii, bruciore forte sul dorso del piede, fitte alle dita del piede, anche pelle d'oca senza motivo e poi una sensazione di freddo che mi scorreva giù quando prendevo qualche dosso in macchina. Inizialmente avevo difficoltà a piegare le dita del piede e per alzare la gamba avevo parecchio meno forza, ma dato che adesso in questo sono migliorata mi stavo tranquillizzando. Poi tendo a spostare il peso sulla sx. In minima parte qualche sintomo l'ho avuto anche alla gamba sx, ma proprio poco. Invece lo scrocchio che sento quando alzo e abbasso la gamba cosa sarebbe?
Per quanto riguarda le possibilità di intervento, mi potrebbe orientare? C'è una prassi per trattare le ernie (ecco, mi è venuta in mente la motivazione del medico di base quando mi ha detto che non serviva operazione, perché la mia ernia non è espulsa)?
Mi scuso per la poca linearità delle domande e del discorso, ma sono un po' stanca.
La ringrazio ancora.

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Dica a nome mio al Suo medico che per porre indicazione a un intervento chirurgico si deve conoscere la patologia e se non ha esperienza né di patologia della colonna né di chirurgia, è più corretto non dare indicazione del tutto fuorvianti.
Gli dica ancora che le ernie discali si operano quando la clinica è significativa e deficitaria ( e in ogni caso non bisogna attendere che un arto si paralizzi per intervenire) e che questo si può verificare anche con un'ernia piccola e non espulsa.

Consulti un neurochirurgo!

Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#4] dopo  
Utente 162XXX

Salve di nuovo Dott. Migliaccio,

torno a scrivere in questo quesito sperando di non disturbare, per aggiornarla e per chiederle un parere
Ho fatto una seconda risonanza prima di andare dal neurochirurgo e questa porta una dicitura un po' diversa rispetto alla prima (nella prima diceva foraminale):

"Il disco L5-S1 appare lievemente assottigliato e presenta focalità erniaria paramediana destra con marginale interessamento foraminale
Minima protusione mediana L4-L5"

Invece questo è il referto del neurochirurgo:

La paziente ha presentato a luglio us, a seguito di un trauma, una sintomatologia dolorosa acuta lombare associata a disestesia alla gamba destra nei territori L5 ed S1. Nei giorni successivi tale sintomatologia è migliorata ma non regredita. Al momento permane moderato dolore lombare, associato a ipoestesia L5-S1 a destra e decifit dei movimenti fini del piede.
L'obiettività neurologica, ad eccezione del deficit sensitivo, è nella norma: non ci sono evidenti deficit motori, i ROT sono normoevocabili.
Gli esami RMN (12/7 e 3/8) hanno documentato un'ernia discale L5-S1 paramediana destra, nell'ultima RMN con iniziali segni di riassorbimento, con compressione nervosa modesta.
In considerazione del quadro clinico e radiologico, non si ravvisano al momento indicazioni ad intervento chirurgico.
Si consiglia:
- riposo per 2-3 settimane (che la paziente non ha fatto in corrispondenza del dolore acuto);
- iniziare quindi FKT, in particolare ginnastica posturale;
- terapia con complesso vitaminico B e carnitina.

A livello motorio e di forza mi sembra che stia migliorando, mentre per la sensibilità come avevo scritto inizialmente non è cambiato molto, l'unica cosa che avevo omesso era che dal giorno dell'incidente ho anche un intorpidimento cutaneo a livello genitale, che il neurochirurgo mi ha detto che non dovrebbe essere collegato all'ernia per la sua posizione. In linea generale mi ha anche detto che è difficile recuperare la sensibilità, e che riguardo alla moderata compressione attuale del nervo il mio disturbo deriva dall'offesa ricevuta al momento dell'incidente, e che il nervo si sta riprendendo da quell'episodio.
Ho conosciuto anche il fisioterapista con cui farò terapia e alle stesse domande mi ha detto che la sensibilità può anche tornare, e che ci sono degli esercizi da fare ad occhi chiusi per allenare il tatto a riconoscere diversi materiali, e che forse il fatto dell'insensibilità genitale può essere dovuto ai muscoli contratti che comprimono il nervo pudendo. In effetti a livello pubico e inguinale da 3 giorni più o meno ho anche dei dolori (non continui) e sul lato destro (pube) se tocco mi dà fastidio e sento che sotto è molto contratto e "mi tira".

Il fisioterapista mi ha anche parlato della possibilità di fare delle sedute con un'apparecchiatura che usa i campi magnetici o un'altra a stimolazione elettrica.

Dato che il fisioterapista e il neurochirurgo la pensano diversamente riguardo al recupero della sensibilità, vorrei chiedere a lei cosa ne pensa, se ha delle osservazioni da fare sul referto che ho avuto, e riguardo ai benefici dell'utilizzo delle apperecchiature di cui sopra, ma soprattutto vorrei un suo parere anche sull'intorpidimento a livello genitale.

La ringrazio ancora per la disponibilità dimostrata e per la possibilità di usufruire di questo servizio di Medicitalia.

[#5]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
le mie risposte precedenti scaturiscono da considerazioni generiche che non valgono ovviamente per tutti.
Lei è stata visitata da un neurochirurgo che ha espresso il suo parere. Io a distanza non ho modo di dare un giudizio eventualmente differente.
Le diagnosi si fanno visitando il paziente e senza una diagnosi precisa non si possono prescrivere terapie.

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