Utente 544XXX
Buongiorno,
mio padre 85 anni è stato operato ad ottobre 2018 per un ematoma subdurale fronto parientale sx di mm 27 con shift della linea mediana di 8 mm. A metà dicembre ha ripreso terapia con Cardirene sospeso poi a fine dicembre per il ripresentarsi del problema.
A fine gennaio è stato nuovamente operato l'ematoma questa volta era di 23 mm con shift della linea mediana di 7 mm.
Cardirene non è stato piu somministrato ma al controllo attuale risulta ancora lo stesso ematoma di mm 13 con shift della linea mediana di 4 mm.
A questo punto mi chiedo esiste allo stato attuale la possibilità di un nuovo intervento?
Esiste una terapia al fine di evitarlo.
Mi chiedo che prospettiva di vita ha mio padre, è possibile che ogni 3/6 debba essere nuovamente operato?
Grazie in anticipo per i vostri pareri.

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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SE l'ematoma si riforma con tale frequenza bisogna operarlo.
Ovviamente bisogna sospendere farmaci anticoagulanti, ma se necessario sostituirli con altri che riducano il rischio di emorragie.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente 544XXX

La ringrazio per la tempestività nella risposta e mi permetto di disturbarla nuovamente: l'anticoagulante dall'intervento della recidiva non è stato mai più ripreso.
Il papà attualmente si trova in buono stato di salute senza alcun tipo di sintomatologia. Ritiene quindi doveroso considerare l'ipotesi di un nuovo intervento anche in considerazione di un ematoma più piccolo delle volte precedenti? Terapie o controlli TC ravvicinati secondo lei non sarebbero fattibili?
Ringrazio in anticipo.

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Lo shift di 4 mm non è molto e, se Suo padre sta bene, si può attendere controllando con TC 1 volta al mese fino ad eventuale riassorbimento spontaneo della raccolta ematica.

Se dovessero comparire sintomi allora si dovrà intervenire chirurgicamente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#4] dopo  
Utente 544XXX

La ringrazio nuovamente.
Cordialità.