Utente 110XXX
Gentili specialisti,
sono una ragazza di 26 anni. Da circa 1 anno e mezzo so di avere un'ernia in L5-S1. L'ho scoperto quando rimasi, per la prima volta, bloccata a letto una settimana. Il dolore, però, all'epoca, era solo a livello lombare mentre, col tempo, si è diffuso alla gamba destra fino ad interessare metà piede.
Il dolore, in questo periodo si è presentato a tratti, con momenti in cui era sopportabile (ma sono ormai mesi che, anche nei periodi buoni, mi è impossibile distendere completamente la gamba) e periodi in cui il dolore era così forte da impedirmi di fare qualsiasi cosa. Ora, però, sono 12 gg che sono relegata a letto. Il dolore, stavolta, è più forte ed è diverso dal solito. E' arrivato, come ho detto, a metà piede e, inoltre, mi impedisce di stare seduta anche solo il tempo di mangiare. In questo periodo, ho fatto punture di Orudis e Feldene 2 volte al giorno e ho preso il Coefferalgan al bisogno, e, dopo 13 gg, diciamo che il dolore si è fatto sopportabile e potrebbe, probabilmente, prepararsi un altro periodo calmo.
Il problema è però che io non posso andare avanti così. Sono giovane e non riesco ad avere una vita in questo modo. Il 27 di questo mese ho le visite pre-operatorie e, si suppone, che a breve distanza da allora dovrei operarmi. Il mio medico non è stato molto esaustivo con me riguardo le alternative o l'effettiva imprescindibilità dall'operazione. L'unica cosa che mi ha detto è che, di solito, questo dolore scompare da solo dopo 4-5 mesi e, se non scompare, mi deve operare.
L'operazione, se veramente risolutiva, è sicuramente molto allettante come soluzione. Ma, dato che esistono (pare) anche soluzioni alternative, io vorrei sapere se sono effettivamente utili oppure se la loro efficacia è relativa, temporanea o soggettiva e se, nel mio caso, dovrei provare o meno.
Un fattore che mi spinge anche verso l'operazione è che, queste alternative, oltre a portare via tempo, sono anche dispendiose economicamente e, purtroppo, la mia famiglia non dispone di grandi risorse economiche per aiutarmi e io personalmente, in questo modo non riesco a mantenermi.

Vi allego il referto dell'ultima risonanza, effettuata in data 06/03/2009

Si apprezza scoliosi sinistro-convessa al passaggio dorso-lombare. Presenza di protusioni discali a livello L3-L4 in sede mediana, L4-L5 in sede mediana e, in misura più evidente, L5-S1 ove corrisponde ernia discale espulsa e migrata cranio-caudalmente in sede postero laterale dx con compressione delle radici di S1 ed L5. Modesta artrosi interapofisaria posteriore. Riduzione dell'altezza dello spazio intersomatico fra L5-S1.

Datasi questa situazione, l'operazione può essere definitiva? Quali complicazioni potrebbero insorgere?
Le altre protusioni potrebbero, in futuro, diventare ernie e darmi problemi simili?

Vi prego, datemi una risposta sincera. Come vi ho detto, sono giovane e voglio tornare a vivere una vita vera. Possibilmente, il prima possibile.

Grazie

[#1]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Gentile Signorina, è presumibile che i suoi disturbi, come lei li descrive, siano da addebitare alla compressione L5-S1.
Pur non avendola mai visitata nè visto le radiografie, ho la netta sensazione che la decisione chirurgica sia quella giusta.
In futuro può anche darsi che gli altri due spazi evolvano negativamente per lei, ma ritengo che una sana “conduzione “ igienica della colonna(non flessoestensioni né rotazioni del tronco, né sollevamenti di pesi né obesità) possano esserle utili in modo da non soffrire in avvenire della stessa patologia.
Utile potrebbe essere anche, dopo la convalescenza chirurgica, un po’ di nuoto scegliendo quegli stili che non compiano quei movimenti che ho prima sconsigliato. Faccio fervidi auguri, cordialità

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#2] dopo  
Utente 110XXX

Gentilissimo dottor Della Corte,

La ringrazio infinitamente per la gentilezza e la rapidità con cui mi ha fornito risposta.
Vorrei, se possibile, approfittare ulteriormente della sua disponibilità per porle un quesito riguardante il decorso post-operatorio. Ponendo che io mi lasci operare. Il mio medico ha prospettato un'operazione a cielo aperto (è così che si chiama, giusto) con anestesia totale. In questi casi, presupponendo che tutto vada per il meglio, che tempi di recupero c'è da aspettarsi? Quanto tempo di riposo è di solito necessario? Inoltre, Lei parlava di nuoto... è l'unico tipo di sport indicato, anche dopo l'operazione, oppure si può tornare a fare qualsiasi tipo di sport? Insomma, si può dire che l'operazione ti fa tornare alla normalità oppure non totalmente?
Inoltre, se ha voglia, mi potrebbe dire quali sono le complicazioni più frequenti in questo tipo di operazione? Durante e dopo?

Grazie mille

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
integro la mia risposta con quella del collega e amico Della Corte che condivido.
Vorrei solo precisarLe che, al di là del diritto costituzionale di ognuno di noi di curarsi o non curarsi e di scegliere il medico e la Struttura cui affidarsi, l'indicazione a un intervento chirurgico non può dipendere dalla discrezionalità dell'interessato, ma solo dal chirurgo che ne propone l'attuazione.
Detto questo, come Le ha già specificato il collega, l'intervento sembrerebbe perentorio.
Per quanto riguarda l'anestesia generale, essa può essere evitata optando per quella spinale, ovvero provocando l'insensibilità dalla regione del tronco in giù.
Per quanto riguarda poi il decosrso successivo e le precauzioni, bisogna tener presente un dato fondamentale: l'intervento è un atto terapeutico e come tale deve condurre al ripristino delle condizioni di salute.
In sostanza chi viene operato di ernia del disco deve, dopo un congruo periodo di convalescenza, ritornare alla vita di prima senza limitazioni, fatte salve quelle che chiunque di noi, operati e non, dovremmo avere.

Cordiali saluti


Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
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[#4]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Gentile Signorina, per quanto riguarda l’attività sportiva successiva, come ho cercato di dirle dovrà evitare tutti quegli esercizi che fanno fulcro sulla colonna. (niente salti o biciclettate su terreno impervio o ippica …).
Per quanto riguarda le eventuali complicanze bisogna ricordare che in determinate circostanze sono più i rischi a non farsi operare che quelli in relazione ad un intervento. Ritengo che il neurochirurgo che la opererà, che ha visto le radiografie e l’ha visitata sia il più idoneo nel caso specifico ad illustrarle i rischi-benefici dell’operazione.
Continui pure a tenermi informato, le risponderò volentieri. Un cordiale bocca al lupo.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#5]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
concordo con quanto ha ribadito il collega Della Corte, ma vorrei ulteriormente precisare che le precauzioni vanno intese limitate nel tempo e non per tutta la vita.

Cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#6] dopo  
Utente 110XXX

Gentili professori,
ringrazio entrambi per l'opinione e la risposta.
Vorrei, se possibile, porvi un quesito.
Nel frattempo la mia situazione si è evoluta. Le medicine hanno fatto effetto, il dolore si è calmato. Il problema è che, allo stato attuale delle cose, se non sapessi di avere un ernia, vivrei senza problemi. Cioè, il dolore alla gamba destra in questo momento è completamente assente. E la cosa mi lascia intedetta non poco. Non perchè mi piaccia avere dolore ma perchè ho un'operazione in programma per la metà di maggio e, però, non capisco... cioè, è possibile che sia successo qualcosa che mi ha risolto il problema? O è solo un altro momento di calma particolarmente "calma"?

E' possibile che sia cambiato qualcosa a livello fisico? Che si sia spostata o altro? E' opportuno, prima di mettermi sotto i ferri, fare un'altra risonanza oppure è una cosa che rientra nella norma del disturbo e cmq continuo ad attendere l'operazione?
Grazie

[#7]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Gentile Signorina,visto il lungo periodo di sofferenza pregresso e considerata l'indicazione data dal suo neurochirurgo che ha visionato le lastre, ritengo che questo debba essere solo un periodo di intervallo dei suoi disturbi.
Anche se in teoria fosse totalmente rientrata l'ernia, resterebbe sempre aperta la breccia attraverso la quale si ripresenterebbe la causa dei suoi disturbi.
Continui atenermi informato e infiniti auguri.
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