Blocco generale dei movimenti e dolori vari

Salve, scrivo a nome di mio padre il quale ha un problema da diverso tempo che non riesce a risolvere.
Etá attuale, 53 anni; attivitá lavorativa: operaio (turnista).
Un pó di pazienza se la storia é un pó lunga...

Marzo 2004.
Mi alzo una mattina con caviglie e ginocchia gonfie, mancanza di forza nelle gambe e nelle bracce, sintomi che si sono prolungati per i successivi 4-5 giorni prima di rivolgermi al medico di famiglia.
La sua diagnosi é stata quella di stato depressivo. Mi fu dato un farmaco (non ricordo quale) per depressione.
É da premettere che l’anno precedente a questo episodio mi ha visto coinvolto in una delicata situazione familiare che mi ha procurato un periodo di angoscia e diciamo di “depressione”.
Ho seguito questa cura ma senza nessun tipo di miglioramento.
Nei mesi successivi c’é stato un giorno in cui ho dovuto chiamare il medico di famiglia perché ero completamente bloccato nel letto, nel senso che i movimenti che potevo fare eraro molto limitati e minimi e tali da procurarmi grandi dolori.
Il dottore (quel giorno diverso da quello di famiglia perché assente) concluse che i dolori che avvertivo erano in un certo senso “falsati”, ovvero che la causa non stava estattamente nel luogo di provenienza.
In sintesi: da ricercare in altre direzioni, quindi escludere cervicali e roba varia.
Verso fine anno sono stato da un neuro-psichiatra il quale ha emesso la sua diagnosi: c’è stata una forma depressiva ma, per sicurezza, mi ha chiesto una serie di esami (radiografie varie, etc.) per avere un check-up completo della situazione. Esami che, purtroppo, non ho eseguito!!!
Ho continuato la cura prescrittami dal medico di famiglia integrata, successivmante (verso inizio 2005), con Medrol (16 mg compresse) una pasticca al gg. La cura é andata avanti per un paio di mesi.
Il Medrol mi procurava notevoli miglioramente nei movimenti che, purtroppo, peggioravano con il terminare dell’effetto della pillola.

Marzo 2005.
Visita ortopedica!
L’ortopedico esclude come causa del mio gonfiore alle caviglie e alle ginocchia (e new entry: polsi e spalla) la depressione.
Il ginocchio destro era molto piú gonfio del sinistro e riscontró in esso SINOVITE CRONICA e mi disse che dovevo operarmi (per motivi personali ho dovuto rimandare di qualche mese l’intervento e farlo a settembre).
La cura datami fu di: Solumedrol, Brexin e Depo Medrol da infiltrare nella spalla destra; precedentemente mi fece delle infiltrazioni alla spalla perché l’avevo bloccata.
Ho seguito la cura prescrittami (abandonando la precedente) senza miglioramenti per la mia situazione generale.
In aprile faccio la RMN al ginocchio dx e, dal risultato, l’ortopedico conferma l’operazione che dovevo subire.

Settembre 2005
Vengo operato al ginocchio dx; diagnosi: frattura complessa menisco mediale e sinovite cronica; intervento: meniscectomia selettiva mediale e sinoviectomia in artroscopia.
Dopo l’operazione ho fatto la cura prescrittami e la fisioterapia consigliatami.
Verso fine anno ho ripreso l’attivitá lavorativa e TUTTA la mia situazione generale era migliorata e sembravo essere sulla via della guarigione.
Dopo una ventina di giorni ho avuto una “ricaduta”, visto che la mia situazione generale aveva ripreso la via originale: impossibilitá di movimenti, specialmente al collo, spalle e gambe.
A fine gennaio 2006, visto il peggioramento nei movimenti degli arti superiori, il medico di famiglia mi prescrive una attivitá di fisioterapia, in particolare: Electroterapia antalgica tens, Correnti diadinamiche, Rieducazione motoria attiva e pasiva per…
Nessun fármaco associato alla terapia.
Ho seguito questa terapia per circa un mese, senza miglioramenti considerevoli.
Nel successivo incontro il medico di famiglia, mi prescrive due RMN (marzo 2006), fatte quasi immediatamente:
RMN Rachide Lombosacrale: Diffuse irregolaritá spondilosiche delle limitanti somatiche esaminate, associate as iniziale ipertrofia artrosica delle faccette articolari. Diffusi fenomeni degenerativi dei dischi intersomatici L4-L5 ed L5-S1. A livello dello spazio intersomatico L5-S1 si apprezza un ernia discale posteriore mediano che comprime il sacco durale. A livello della spongiosa dei somi L1, L2, ed L4 si apprezzano delle aree focali di alto segnale sia in T1 che in T2 che pertanto appaiono compatibili con lacune vascolari. Cono midollare in sede, di normale volume e segnale.
RMN Rachide Cervicale: Iniziali segni di artrosi somatica ed interapofisaria delle vertebre esaminate. Irregolaritá spondilosiche delle limitanti somatiche esaminate. Piccola protrusione discale posteriore mediana a livello dello spazio intersomatico di C4 e C5 che impronta lievemente lo spazio subaracnoideo anteriore. Assenza di immagine riferibili a protrusioni discali agli altri livelli esplorati. Normale ampiezza del canale vertebrale. Il midollo nel tratto esplorato presenta normale volume e segnale.
Il medico di famiglia, visto i referti delle RMN, mi consiglia di interrompere la fisioterapia e una visita dal neuro-chirurgo.


Marzo 2006
Visita dal neuro-chirurgo.
Diagnosi: il risultato della RMN alla cervicale é una cosa congenita; l’ernia rilevata é cicatrizzata e non influenza l’attuale stato di salute; sistema muscolare e nervoso indebolito per DOLORI RIFLESSI!
Terapia: Nicetile 500 mg (1 dopo colazione e cena), Reumilase SD compresse (1 dopo pranzo), Lyrica75 compresse (prima di cena); tutto per 20 gg.

Inizia qui un via-vai dal neuro-chirurgo per le cure di durata di 20 gg ciascuna; di seguito i vari incontri, lo stato di salute e la terapia:
- dopo 20 gg NESSUN TIPO DI MIGLIORAMENTO;
Terapia: Reumilase SD compresse (1 dopo pranzo), Tiobec 4? (1 dopo colazione e cena), Lyrica75 compresse (prima di cena); tutto per 20 gg.
- dopo 20 gg NESSUN TIPO DI MIGLIORAMENTO;
Terapia: Celebrex compresse(1 dopo colazione), Reumilase SD compresse (1 dopo pranzo), Nicetile 500 mg (1 dopo colazione e cena); tutto per 20 gg.
- dopo 20 gg NESSUN TIPO DI MIGLIORAMENTO;
Terapia: Reumilase SD compresse (1 dopo pranzo), Lyrica75 compresse (1 dopo colazione e dopo cena); tutto per 20 gg.
- dopo 20 gg (siamo al 08 giugno 2006) NESSUN TIPO DI MIGLIORAMENTO;
Terapia: Reumilase SD compresse (1 dopo pranzo), Lyrica75 compresse (1 dopo colazione e dopo cena), Gladio 100 mg compresse (1 prima di pranzo); tutto per 20 gg.
- dopo 20 gg Probabilmente grazie al Gladio (novitá tra le altre medicine prese) ho avuto dei NOTEVOLI MIGLIORAMENTI almeno per le successive 8-9 ore dall’ingerimento del medicinale.
Terapia: Lyrica75 compresse (1 dopo pranzo e dopo cena), Gladio 100 mg compresse (1 dopo colazione); tutto per 20 gg.
- dopo 20 gg Il miglioramento che sentivo era localizzato alle 9-10 ore successive all’ingerimento del Gladio.
Terapia: Lyrica75 compresse (mattina e sera); tutto per 20 gg.
- dopo 20 gg (siamo al 5 settembre 2006) Il miglioramento avvertito precedentemente (con il Gladio?) era scomparso!
Terapia: Nicetise 550 mg (2 compresse al gg), Lyrica75 compresse (1 dopo pranzo e cena); tutto per 20 gg; richiesta di RMN al cranio e rachide cervicale.

Questo é stato l’ultimo incontro avuto con il neuro-chirurgo!
Spazientito dalla situazione e sconsolato dagli esiti delle cure, ho interrotto qui gli incontri con il neuro-chirurgo e non ho eseguito l’esame di RMN da lui richiesto.

Ottobre 2006
Interrotta la cura precedente, non ho assunto nessun farmaco e non ho trovato il benché minimo miglioramento.
Ho incontrato (per caso!) un fisioterapista che ha iniziato a farmi dei massaggi con lozioni.
Devo dire che ho incontrato notevoli miglioramenti alla parte superiore del corpo.
Infatti riesco a muovere (per alcuni gg successivi alla terapia) quasi normalmente collo, spalle e braccia!
Disgraziatamente, per vari motivi, non riesco a essere continuo nelle sedute, che si alternano a intervalli molto irregolari.
Mi ha consigliato di non assumere nessun tipo di farmaco tra quelli precedentemente assunti.
Secondo la sua diagnosi, il tutto é conseguenza di un fatto depressivo che si é scatenato sul sistema muscolo-nervoso.
Ho continuato fino ad oggi per questa strada, riscontrando miglioramenti non continui e comunque temporanei, alternati a periodi di quasi assolutá immobilitá nei movimenti.
Ho rincontrato alcune settimane fá il medico di famiglia e gli ho riassunto tutta la situazione.
Lui é convinto della sua diagnosi (depressione) e, fra l’altro, mi ha prescritto una radiografia al ginocchio sx la quale ha evidenziato: riduzione della rima articolare femoro-tibiale mediale; segni r. di artrosi.
In seguito mi ha prescritto la cura che tutt’ora sto seguendo: Celebrex 200 mg (1 al giorno) e Condral 800 mg (1 al giorno).
Sto facendo (quando possibile!) i massaggi da questo fisioterapista, ma non posso dire di aver visto in me miglioramenti consistenti.
Purtroppo faccio molta fatica a lavorare, visto l’impossibilitá dei miei movimenti e a volte anche i movimenti piú semplici e naturali (come allaccciarsi le scarpe o mettere i calzini) sono per me impossibili o possibili al prezzo di enormi sforzi e tremendi dolori.
Visto il lungo periodo di tempo a cui mi sono sottoposto per varie cure e visto i scarsi (se non inesistenti!) risultati e spazientito non poco dalla situazione che non accenna a migliorare, vorrei un parere da qualche altro esperto, sperando che mi possiate aiutare a risolvere questo problema che spero non sia irrisolvibile, anche perché ad oggi non ne conosco ancora il vero nome...
Grazie anticipatamente.
[#1]
Dr. Giuseppe Germanò Reumatologo 178 8
Caro signore, dai sintomi che ho avuto modo di leggere le consiglio di rivolgersi ad un medico specialista in REUMATOLOGIA. Il suo quadro infatti potrebbe essere espressione di artrite sieronegativa all'esordio, da differenziare verso altre malattie di pertinenza reumatologica (ad esempio Polimialgia reumatica, visto che ha più di 50 anni). Le consiglio caldamente di rivolgersi al centro di reumatologia a lei più vicino. Non assuma cortisone prima di farsi vedere dallo specialista perchè è l'unica cosa che può "falsare" i suoi sintomi ( e purtroppo una eventuale diagnosi precoce). Ha mai fatto esami ematici?
Saluti
GG

Giuseppe Germanò

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissimo Dr. Giuseppe Germanó,
non so se rientri nella categoria da lei mensionata l'esame istopatologico fatto a seguito dell'operazione al ginocchio:

Aspetto macroscopico:
4412/05 - Frammenti misurati insieme cm 0.8x 0.7x 0.4 inclusi in todo in 1 blocco di paraffina

Diagnosi:
4412/05 - Il quadro morfologico mostra tessuto sinoviale iperplastico, rivestito da epitelio ipertrofico.
Il corion é sede di edema en infiltrato linfo-plasmacellulare anche in organizzazione pseudofollicolare.
Reperto morfologico di tipo artritico, da correlare al quadro clinico.

Mi puó dire se si riferisce a qualche esame in particolare?

Grazie anticipatamente...
[#3]
Dr. Giuseppe Germanò Reumatologo 178 8
Istologicamente sembra un'artrite cronica (ribadisco il sospetto di artrite sieronegativa). Ciò va stabilito attraverso esame clinico, di laboratorio, ecografia ecc. Solo In tal modo è possibile giungere alla corretta diagnosi. Le cure ci sono, quindi non perda altro tempo e vada da un reumatologo. Non so se ad Avellino ci sono centri. Conosco bene L'unità di Reumatologia presso il Primo Policlinico della Seconda Università di Napoli (potevano dare un altro nome per non confondersi, lo so.)
Saluti
GG
[#4]
Attivo dal 2006 al 2007
Neurochirurgo
Gentile Utente,
concordo con il Collega, il quadro sembra essere quello di un'artrite e le consiglio anch'io una visita da un Reumatologo in modo da completare gli accertemetni e giungere così a una diagnosi. L'artrite diventa di pertinenza neurochirurgica nel momento in cui compaiono deficit neurologici legati, ad esempio, a una stenosi del canale rachideo. In particolare una compressione midollare a livello cervicale può dare deficit di forza algi arti superiori e inferiori, la RMN cervicale eseguita nel 2005 non evidenzia alcuna compressione.
Oltre alla difficoltà di movimento e al gonfiore articolare, sono presenti irradiazioni del dolore? sono presenti deficit di tipo sensitivo, come sensazione di cute addormentata o formicolii, zone più sensibili di altre?
Cordiali saluti
R. Mura
[#5]
dopo
Utente
Utente
Gentile dott.
é difficile dare una "forma" ai dolori che avverto!
Posso dire che avverto piú dolore al braccio dx che al sx, che le caviglie mi fanno male con i normali movimenti dei piedi (dolore che sembra attenuarsi con il Celebrex e Condral); le ginocchia sembrano essere attualmente il punto piú doloroso, un dolore che sento "all'interno"; quando sto seduto per un pó di tempo, nel rialzarmi sento dolori vari (alle ginocchia) e per alzarmi devo "prendere una sorta di rincorsa!"; ho il collo e le spalle che nei miei movimento sono un tutt'uno; mi é impossibile girare la testa, tant'é vero che nel voltarmi lo faccio con tutto il busto.
A livello di sensibilitá non accuso differenze tra i vari punti e non accuso formicolii.
L'unico punto che mi provoca dolore anche al toccarlo é il gomito dx (il fisioterapista sospettava una tendinite).
Nel letto dormo sempre di lato e girarmi all'altro lato (cosa frequente prima di prendere sonno) mi costa fatica e dolore!
Probabilmente alcuni dei dolori descritti sono "falsati" da movimenti errati che abitualmente sto facendo, conseguenza dell'impossibilitá di alcuni movimenti naturali che non riesco piú a fare, come per esempio fare piú peso sul sx quando scendo le scale (cosa che faccio scendendo uno scalino per volta con tutti e due i piedi).

Detto questo, seguendo le indicazioni del gentilissimo dott. Germanó, ho prenotato una visita a un reumatologo, visita che mi verrá fatta lunedí 18 dicembre.

Il fatto che un reumatologo e un neurologo concordino sul sospetto di artrite, mi fa sperare in meglio, perché il solo avere il nome della malattia che mi sta distruggendo é una grande conquista.
Speriamo che gli esami dicano qualcosa...

Grazie di cuore per la paziente consulenza concessami.
[#6]
dopo
Utente
Utente
Getilissimo dott. Germanó,
le scrivo dopo un bel pó di tempo per ringraziarla del consulto che mi fece riguardo mio padre.
Dietro le sue affermazioni, prenotammo una visita specialistica da un reumatologo al quale feci leggere direttamente la storia che scrissi qui e i commenti da Lei fatti.
In pretica si mise "le mani nei capelli" in quanto, visto tutte le analisi, disse che l'artrite era chiara e giá dichiarata dagli esami del sangue e dall'esame del menisco operato!
Una volta un medico mi disse "non sempre in medicina 2 piú 2 fá 4!" ed io credo che sia la cruda realtá, peró...
Se non fosse stato per l'idea di scrivere la storia in questo portale Lei non mi avrebbe fornito il suo consulto e di conseguenza stavamo ancora seguendo la strada della depressione!
Si, é vero che 2 piú 2 non fá sempre 4, ma noto sempre piú il "rifugiarsi" nella depressione e patologie simili a livello psicologico da parte dei medici quando non riescono a intravedere la strada giusta...
Tralasciando i soldi buttati inutilmente in visite specialistiche neurologiche (e non sono pochi!), é triste vedere una persona assumere per mesi e mesi medicinali "forti" che non servivano a un bel niente ed essere accusato di non essere in grado di reagire ad una patologia psicologica e non fisica... mentre passa il tempo e i movimenti si riducono sempre piú...
Il reumatologo si dispiacque molto per la situazione, per il tempo perso inutilmente e disse due cose:
la prima che mio padre non sarebbe tornato piú come prima, la seconda che il ginocchio, l'altro non operato, accusato ache lui di "male psicologico", resterá rovinato per sempre; forse parliamo, da qui a qualche anno, di protesi...
Purtroppo nell'approfondire gli esami propostoci dal reumatologo, il quale con la giusta cura di cortisoni ha migliorato non di poco la situazione, abbiamo scoperto che non si tratta nemmeno di artrite...
Si tratta di Lupus!
La sua diagnosi é stata di Connettivite Indifferenziata e stiamo seguendo la cura prescritta dal reumatolgo.
Abbiamo fatto richiesta per l'esenzione ticket e il medico incaricato di questo che lo ha sottoposto a visita di verifica, sospetta che sia vero e proprio Lupus.
Lo sapremo dopo i risultati degli ultimi esami prescritti.

Bene, le ho riassunto un pó la situazione e al di lá del rammarico per il tempo perso a curare quello che mio padre non aveva, l'avere il nome della malattia, per quanto brutta possa essere, é giá un buon risultato...
Con quello che ho detto non voglio di certo colpevolizzare nessuno, anche se, le ripeto, siamo difronte ad un vero e proprio abbaglio, visto che gli esami fatti giá dichiaravano di cosa si trattava.
Quello che vorrei é far sapere a chi gestisce questo portale che... é un portale che funziona!
Almeno nel mio caso si é rivelato utile.
E credo che siano molte le persone ad aver vissuto o che stanno vivendo esperienze simili alla mia, o meglio quella di mio padre, costretti a rimbalzare da un medico all'atro senza trovare miglioramenti e, diciamolo pure, consumando soldi e soldi "inutilmente"...
Concludo ringraziandola di cuore per aver avuto la pazienza e la cortesia di leggere la mia storia e di indicarmi la giusta strada per risolvere il problema...
Chissá, forse affrontandolo per tempo il problema, ora non sarebbe Lupus...
Ma é inutile rammaricarsi.
Spero che chi come me soffre queste situazioni possa essere piú fortunato di me, magari con l'aiuto di questo portale che spero non venga mai abbandonato ma, anzi, migliorato e adottato da tutti come "optional" ai problemi di salute che spesso e volentieri ci mettono in ginocchio anche per il semplice fatto di non conoscere la propria malattia...
Io stesso sto vivendo una storia simile, vistoa che ancora oggi non riesco a trovare la soluzione ad un mio problema, ma questa é un altra storia...

Ancora una volta la ringrazio di cuore...

Eugenio
[#7]
Dr. Giuseppe Germanò Reumatologo 178 8
Sono lieto che abbia ottenuto se non altro una diagnosi più probabile delle precedenti. Certo, non è possibile fare diagnosi virtuali on line ma eventualmente solo dare consigli.
Immagino che la diagnosi di Lupus sia stata posta su segni di laboratorio e clinici specifici. Ho solo un dubbio: IL LES raramente determina lesioni articolari cosi severe, come da lei descritte. A meno che non si tratti, ad esempio, di artrite reumatoide sovrapposta al Lupus. D'altro canto una artrite reumatoide tende a manifestarsi maggiormente alle articolazioni periferiche (mani,polsi piedi) per poi interessare le articolazioni più prossimali (ginocchia, anche, spalle ecc). Suo padre non ha interessamento di mani, polsi, piedi ecc? Ad ogni modo, visto che di artrite cronica si tratta, anche nel contesto di un LUPUS, merita a mio avviso di essere valutata una terapia che altre al cortisone preveda farmaci più selettivi per l'artrite (ad esempio methotrexate). Questo perchè lo steoride (farmaco certamente meraviglioso) pur spegnendo l'infiammazione in senso generale non è in grado di bloccare da solo, adeguatamente, il processo artritico inteso come danno articolare evolutivo. In poche parole ci sono armi più selettive ed efficaci che possono essere usate anche insieme al cortisone il quale nel tempo, se la clinica generale lo consentirà, potrà essere ridotto o addirittura sospeso. Ciò anche al fine di ridurre al minimo gli effetti collaterali generici ad esso correlati.

Non intendo confonderle le idee nè tanto meno entrare nel merito dell'opera, certamente corretta, del reumatologo che ha visitato suo padre ma sarei curioso di conoscere l'esito degli esami eseguiti. Quindi li trascriva nel suo prossimo messaggio.

Circa il discorso relativo al percorso diagnostico iniziale di suo padre, posso dirle che questo riguarda un problema annoso in termini di sensibilità reumatologica da parte di molti colleghi e dell'opinione pubblica generale. Per vari motivi la figura,importantissima, del reumatologo ancora oggi è spesso ignorata. Da quì scaturisce il falso mito di "incurabilità" delle malattie reumatiche. Del resto lo stesso concetto di incurabilità aleggiava qualche anno fa quando si parlava di cancro. Oggi, sappiamo che alcuni tumori risultano curabilissimi se precocemente diagnosticati. Perchè? perchè il medico ed il paziente sono stati adeguatamente educati ed informati attraverso opportune campagne di informazioni, congressi, corsi ecc. Ed ovviamente perchè la ricerca va avanti..La ricerca in reumtologia è avanzatissima e fervida, esistono farmaci innovativi che hanno dato svolte significative nel nostro campo, ma pochi forse lo sanno, se non gli stessi reumatologi(che si aggiornano), i malati (già malati)ed i medici che lavorano vicino a centri di reumatologia, accanto al reumatologo o semplicemente i vicini di casa di un reumatologo.
Alcune malattie reumatiche possono essere diagnosticate entro poche settimane dall'esordio e curate prima che i danni si facciano vedere..come dire, perchè aspettare di curare un tumore andato in metastasi, quando è possibile curarlo appena nato?
Non ho risposte concrete in merito. Probabilmenete si investe di più in campagne di informazione pseudosanitaria che sanitaria. forse perchè alla signora che sta preparando il pranzo"fa più notizia" apprendere dalla Tv che esistono strumenti tecnologici fantascientifici e costosissimi dei quali probabilmente non ne usufruirà mai (magari la sua nipote), oppure che ci sarà un dimagrante miracoloso (cosi potrà cucinare più fettuccine senza paura). Magari al mattino si sveglia con dolori e rigidità alle mani, ed il suo medico le ha detto che è l'età.. La signora pensa quindi che sia l'età..e pensa a quanto sia andata avanti la scienza, guardando ,dolorosa, la TV che la informa che presto andremo tutti in gita su Marte. Le amiche aggiornatissime di Novella 2000,dal parrucchiere, l'informano sulla bontà di certi sciamani Miracolosi giunti da lontano con erbe eccezionali e che usano la semplice imposizione delle mani ... I dolori però non passano. Prende qualche antidolorifico, magari prescritto dalla vicina di casa (fa cosi bene.alla vicina.). Dopo un'emorragia digestiva e qualche mese in più di dolori il suo medico la manda da chi? Ma certo dall'ortopedico, poi dal fisiatra,poi dal dentista, "perchè non si sa mai che certi dolori alle mani non vengano dai denti". Intanto l'astonave per marte è già a buon punto..le mani della signora sono distrutte, le ginocchia e le anche pure. La signora non saprà mai che ad appena 1000 metri da casa c'è qualcuno in grado di sapere se quei dolori son dovuti all'età o ad un' Artrite reumatoide, che 10 anni prima era all'esordio. Eppure l'ambulatorio di reumatologia era molto più vicino della luna sulla quale qualcuno ha poggiato i piedi ormai 40 anni fa...e ancora molto più vicino di Marte, per la cui destinazione molti di noi sognano un biglietto di andata e ritorno..
Le piace questa storia?

saluti

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio