Stenosi vertebrale ed ernia espulsa

Buongiorno, sono Maddalena ho 23 anni lavoro come cuoca, a seguito di episodi di cedimenti di gambe dopo ore in piedi, e a riposo in malattia successive scosse elettriche che partono dalla schiena sopra i glutei e si irradiano alle gambe fino a cadere, mi son stati prescritti diversi accertamenti,
Tra cui RM con mdc alla testa e cervicale dove non risulta nulla se non protrusioni a livello C6/C7
Risonanza magnetica dorsale e lombare in cui la la risposta della RM è:
D6-D7: riduzione di spessore ed alterazione di segnale discale da disidratazione; ernia discale estrusa paramediana -
preforaminale destra che risale posteriormente al soma di D6 e determina riduzione dello spazio liquorale perimidollare
anteriore.
D12-L1: ernia discale posteriore sottolegamentosa, mediana - paramediana bilaterale che impronta il sacco durale ed il
cono midollare riducendo il canale vertebrale (circa 7,5mm).
Mentre la risposta dellelettromiografia agli arti inferiori è:
Segni di sofferenza neurogena cronica di media gravità sul tibiale ant sin, Peroneo il sin e Gastrocnemio sin.
Radicolopatia L5-S1 sin.
Ho avuto un consulto con un neurochirurgo che non mi ha saputo dare spiegazioni, se non un integratore per i nervi e mi ha liquidata dicendomi che una stenosi vertebrale così è congenita, inoltre che non ho una schiena messa male a 23 anni, in molti la hanno così, mentre sentendo il parere del mio medico e di altri specialisti, mi hanno detto che con una stenosi così severa serve lintervento, sia per essa che per lernia espulsa a livello D6/D7.
Chiedo gentilmente un vostro parere, grazie mille e buona giornata.
Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 79.7k 2.4k
Gentile Utente,

la sintomatologia che descrive è ampiamente documentata dalla RM della colonna vertebrale e dall'EMG degli arti inferiori. Parliamo di sintomi importanti come cedimento delle gambe, cadute, dolore/scosse irradiate.
Ovviamente non posso dirLe se è una condizione da operare o meno, questo lo decideranno i neurochirurghi anche in base ad un'accurata e approfondita visita che, unita ai riscontri degli esami strumentali, darà gli elementi necessari per prendere una decisione in merito.
Il consiglio che Le posso dare è sentire un secondo parere neurochirurgico possibilmente in ambiente ospedaliero con provata esperienza in chirurgia vertebrale.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

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