Acidosi metabolica dovuta al diamox
Salve assumo 750 mg di diamox al giorno da circa un anno per un ipertensione intracranica idiopatica.
Da due settimane sto avendo palpitazioni e debolezza muscolare tant'è che la dottoressa di famiglia mi ha fatto fare un emogasanalisi arterioso 12 giorni fa che ha riscontrato un acidosi metabolica compensata con iperventilazione.
Con questi risultati: pH 7,41, pco2 22, po2 123, so2 100, hco3 13,90 e vado in PS dove mi fanno una flebo di bicarbonato.
La nefrologa del ps mi dice di assumere magnesio (avendo carenza) e bicarbonato da 500 mg 3 volte al giorno e di ripetere l'emogasanalisi dopo una decina di giorni.
Oggi ripeto l'emogasanalisi questa volta venoso e gli esami non sono comunque buoni come mi comporto?
Oggi i valori sono: pH 7,34, pco2 33, po2 26, so2 44,70, hco3 17,80.
Da due settimane sto avendo palpitazioni e debolezza muscolare tant'è che la dottoressa di famiglia mi ha fatto fare un emogasanalisi arterioso 12 giorni fa che ha riscontrato un acidosi metabolica compensata con iperventilazione.
Con questi risultati: pH 7,41, pco2 22, po2 123, so2 100, hco3 13,90 e vado in PS dove mi fanno una flebo di bicarbonato.
La nefrologa del ps mi dice di assumere magnesio (avendo carenza) e bicarbonato da 500 mg 3 volte al giorno e di ripetere l'emogasanalisi dopo una decina di giorni.
Oggi ripeto l'emogasanalisi questa volta venoso e gli esami non sono comunque buoni come mi comporto?
Oggi i valori sono: pH 7,34, pco2 33, po2 26, so2 44,70, hco3 17,80.
Gentile Paziente,
il quadro che descrive è molto compatibile con un effetto collaterale del Diamox (acetazolamide), farmaco che può effettivamente provocare acidosi metabolica, riduzione del bicarbonato e alterazioni elettrolitiche, soprattutto a dosaggi medio-alti e dopo utilizzo prolungato. I sintomi che riferisce, consistenti in palpitazioni, debolezza muscolare, senso di affaticamento e iperventilazione
sono coerenti con questo tipo di alterazione metabolica.
La prima emogasanalisi mostrava infatti bicarbonati molto bassi (HCO3 13,9), compenso respiratorio con iperventilazione (PCO2 22), pH ancora quasi normale grazie al compenso. Anche il controllo successivo mostra che la situazione non è ancora completamente normalizzata: HCO3 ancora ridotti (17,8), pH leggermente più basso, PCO2 ancora ridotta.
Va però considerato che la seconda emogasanalisi è venosa e non arteriosa, quindi alcuni valori (soprattutto PO2 e saturazione) non sono confrontabili direttamente con quelli precedenti.
Il punto importante resta comunque il persistente consumo/riduzione di bicarbonati probabilmente legato al Diamox.
Personalmente, da neurochirurgo che ha trattato tanti casi analoghi al Cardarelli, vista la sintomatologia e gli esami, NON modificherei autonomamente la terapia, ma ricontatterei in tempi brevi sia il neurologo, che segue la sua ipertensione intracranica, e parallelamente il collega che ha valutato l’acidosi.
Potrebbe essere necessario rivalutare il dosaggio del Diamox, controllare elettroliti completi (potassio, magnesio, sodio), monitorare la funzione renale, proseguire/correggere la supplementazione alcalinizzante, capire se il beneficio del farmaco stia ancora superando gli effetti collaterali. In alcuni pazienti, infatti, dopo lunghi periodi di terapia il bilancio metabolico diventa più difficile da compensare.
Le palpitazioni meritano attenzione soprattutto se associate a tachicardia importante, crampi,
debolezza marcata e/o sensazione di svenimento perché alterazioni di bicarbonato e minerali possono influenzare anche l’eccitabilità cardiaca e muscolare.
Non mi sembra però, dai valori riportati, una situazione catastrofica o da allarme immediato se clinicamente stabile, ma certamente una condizione che va rivalutata dallo Specialista che la tiene in cura senza attendere troppo e senza banalizzare i sintomi.
Cordialmente
il quadro che descrive è molto compatibile con un effetto collaterale del Diamox (acetazolamide), farmaco che può effettivamente provocare acidosi metabolica, riduzione del bicarbonato e alterazioni elettrolitiche, soprattutto a dosaggi medio-alti e dopo utilizzo prolungato. I sintomi che riferisce, consistenti in palpitazioni, debolezza muscolare, senso di affaticamento e iperventilazione
sono coerenti con questo tipo di alterazione metabolica.
La prima emogasanalisi mostrava infatti bicarbonati molto bassi (HCO3 13,9), compenso respiratorio con iperventilazione (PCO2 22), pH ancora quasi normale grazie al compenso. Anche il controllo successivo mostra che la situazione non è ancora completamente normalizzata: HCO3 ancora ridotti (17,8), pH leggermente più basso, PCO2 ancora ridotta.
Va però considerato che la seconda emogasanalisi è venosa e non arteriosa, quindi alcuni valori (soprattutto PO2 e saturazione) non sono confrontabili direttamente con quelli precedenti.
Il punto importante resta comunque il persistente consumo/riduzione di bicarbonati probabilmente legato al Diamox.
Personalmente, da neurochirurgo che ha trattato tanti casi analoghi al Cardarelli, vista la sintomatologia e gli esami, NON modificherei autonomamente la terapia, ma ricontatterei in tempi brevi sia il neurologo, che segue la sua ipertensione intracranica, e parallelamente il collega che ha valutato l’acidosi.
Potrebbe essere necessario rivalutare il dosaggio del Diamox, controllare elettroliti completi (potassio, magnesio, sodio), monitorare la funzione renale, proseguire/correggere la supplementazione alcalinizzante, capire se il beneficio del farmaco stia ancora superando gli effetti collaterali. In alcuni pazienti, infatti, dopo lunghi periodi di terapia il bilancio metabolico diventa più difficile da compensare.
Le palpitazioni meritano attenzione soprattutto se associate a tachicardia importante, crampi,
debolezza marcata e/o sensazione di svenimento perché alterazioni di bicarbonato e minerali possono influenzare anche l’eccitabilità cardiaca e muscolare.
Non mi sembra però, dai valori riportati, una situazione catastrofica o da allarme immediato se clinicamente stabile, ma certamente una condizione che va rivalutata dallo Specialista che la tiene in cura senza attendere troppo e senza banalizzare i sintomi.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 18/05/2026.
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