Utente 504XXX
Buongiorno,
un mio carissimo amico di 45 anni (robusto, non in sovrappeso e in salute), venerdì scorso, di notte, ha avuto un infarto. La moglie ha fatto subito il massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca e circa 15 minuti dopo sono arrivati i soccorsi che lo hanno rianimato per ancora 20 minuti abbondanti.
Ora è in rianimazione, è stato tenuto in coma artificiale fino a giovedì mattina. Giovedì sera, si muoveva (agitato), ha aperto le palpebre senza però dare nessun segno di coscienza ne di vista (un occhio presenta una velatura biancastra). Ha spalancato la bocca (essendo intubato) e cercato di deglutire/tossire. Parlandogli, il battito cardiaco accellerava (circa 10 battiti) e in più di un'occasione, sembrava che gli scendesse una lacrima (non so se potrebbe essere solo un riflesso di lacrimazione degli occhi..).
Gli hanno fatto una tac (mercoledì) e un'altro esame, ieri mattina, di cui non conosco il nome (stiamo richiedendo la cartella clinica), e però i medici hanno detto che è celebralmente morto e di dover scegliere entro questo lunedì se toglierli l'alimentazione e l'ossigeno o praticargli una tracheotomia per farlo respirare e toglierli il tubo dalla bocca, portarlo per un breve periodo (circa una/due settimane) in cardiologia per poi finire in una clinica lungodegenti. L'ossigenazione è migliorata all'inizio della settimana.
Dati i minimi movimenti sopra descritti e per quello che mi sono potuto documentare, Le chiedo sein questo caso non c'è una morte celebrale ma più una stato vegetativo?
Penso e Le chiedo che non sia troppo precoce la proposta di togliere ossigeno e alimentazione a solo una settimana e due giorni dal fatto e anche per i segnali che Le ho sopra descritto?Ovviamente appena ho la cartella clinica gliela spedirò ma intanto mi può dare un Suo parere?
Grazie mille

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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In effetti, stando alla descrizione di alcuni segni vitali, proporre di staccare la spina appare delinquenziale a fronte dell'alternativa di prosieguo delle cure riabilitative come gli stessi medici prospettano.
La morte cerebrale si documenta con l'EEG isolelettrico (piatto) per almeno 20 minuti.
Spero di ave capito male.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Mi inserisco nella risposta del Collega Migliaccio, ma in sostanza non ho ben compreso neppure io. Ritengo personalmente impossibile che con un tipo di reattività quale quella descritta dall'Utente si possa definire il soggetto cerebralmente morto.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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