Utente
Buon giorno,
da circa 10 anni soffro di un dolore alla gamba destra che spesso mi impedisce di dormire e vorrei tanto venirne a capo. Il dolore non è sempre uguale, ma potrei descriverlo come fitte o "scariche" che mi partono dal tallone e risalgono o che partono dalla coscia e scendono. Talvolta il dolore compie tutto il tragitto tallone-coscia o coscia-tallone, altre volte solo una parte (tutta la coscia e basta o dal tallone al poplite). In particolare, la coscia appena sotto il gluteo nella parte posteriore, poi giù fino al poplite e sempre nella parte posteriore della gamba fino al tallone. Spesso, se sfioro il tallone in un determinato punto, mi parte questa "scarica", mentre sento la coscia farmi male con una sensazione simile a quando si soffre di denti sensibili, come se tutta la superficie della gamba fosse "sensibile". Se schiaccio con forza, non provo dolore, ma se sfioro, sento male. Si tratta di fitte, una dietro l'altra, anche a distanza di pochi secondi o di qualche minuto, che possono andare avanti per ore, con intensità diversa. Le cose che acuiscono il dolore sono il freddo (non posso sedermi su una superficie fredda), il vento, l'umidità. Se sto in casa, sto meglio; se faccio una passeggiata fuori, soprattutto se vicino a un prato, un campo, un bosco, allora il dolore aumenta molto (di sera è terribile): credo dipenda dall'umidità. Ho notato che fare attività fisica o condurre vita sedentaria non modifica il dolore. L'unica cosa che mi da giovamento è il calore: vivo con la borsa dell'acqua calda e una coperta avvolta attorno alla gamba. Sono stata dal medico di base, che mi ha fatto mettere in una posizione tra il seduto e il supino e mi ha fatto muovere la gamba e siccome non provavo dolore mi ha detto che si dovrebbe escludere una sciatalgia e mi ha suggerito di assumere antidolorifici: in realtà i comuni ibuprofene non mi fanno nulla. Sono stata da una fisioterapista e ho fatto numerose sedute con un macchinario del quale non mi ha spiegato il funzionamento, ma credo inviasse scariche per aiutare il nervo, ma sono state inutili (subito dopo il trattamento avevo molto dolore alla gamba -fitte più frequenti e più acute-) e nei giorni successivi tutto tornava come prima. Mi ha inviata da un internista che mi ha manipolato organi, articolazioni, ma anche lui non ha visto risultati. Insieme, mi hanno suggerito di recarmi da un endocrinologo, dato che soffro di Hashimoto e mi hanno detto di aver avuto pazienti con problemi ai nervi legati ad Hashimoto; l'endocrinologo ha escluso immediatamente che possano esservi correlazioni tra nervi e tiroide e mi ha suggerito un reumatologo, il quale mi ha visitata, ma ha escluso che potessi avere problemi reumatici. Mi ha prescritto un farmaco con Levocarnitina Acetil Cloridrato ma non ha fatto nulla. Nel frattempo, ho fatto una EMG risultata negativa e una RM alla schiena che ha escluso uno schiacciamento del nervo. Mi consigliate uno specialista? neurologo? ortopedico? osteopata? GRAZIE

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Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Paziente,
la fenomenologia che lei ha descritto, in uno con il suo ben articolato resoconto anamnestico, fa supporre che possa trattarsi di una sciatalgia non legata a compromissione delle radici spinali lombari. A mio avviso, è opportuno consultare un Neurologo per valutare se si tratti di dolore neuropatico e per essere indirizzata verso una terapia appropriata.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio moltissimo, dottore: mi rivolgerò ad un neurologo. Posso chiederle se sia possibile (ovviamente solo una visita dal vivo può confermare o meno, le chiedo solo se vi sia la possibilità) una correlazione con un problema di postura/conformazione delle gambe, sempre ammesso che si tratti di sciatalgia? Da neonata avevo il divaricatore e, sebbene i problemi si siano tutti manifestati in età senile, il mio trisnonno, la mia bisnonna e la sorella di mio nonno hanno avuto problemi alla gamba destra a causa della conformazione dell'articolazione femore-anca (no sciatalgia, che mi risulti). grazie ancora e buon lavoro!

[#3]  
Dr. Mauro Colangelo

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Quel che ha aggiunto alla sua anamnesi, non Le nascondo che potrebbe far nascere il sospetto di una sindrome sciatalgica in collegamento con le alterazioni del bacino e che viene denominata "sindrome del piriforme". In questa condizione il nervo sciatico non è disturbato alla sua origine dalle radici spinali lombari ma lungo il suo tragitto, quando fuoriesce dal bacino per imberciare l'arto inferiore, transitando appunto al di sotto del muscolo piriforme. Si tratta di una sindrome piuttosto rara, ma che bisogna sempre tenere presente nei casi come il suo in cui non si riesce ad avere un riscontro clinico-diagnostico relativamente alle cause più frequenti di interessamento del nervo sciatico. E' ben ovvio, come lei intuitivamente comprende, che la definizione diagnostica implica una valutazione clinica attraverso un preciso iter semeiologico.
Mi informi, perché sono interessato al caso.
Cordialità
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#4] dopo  
Utente
Gentile Dott. Colangelo,
Le scrivo a distanza di tempo, tempo durante il quale sono tornata dal medico di base (che mi ha mandata dal fisiatra e non dal neurologo, poiché lo riteneva più indicato), dalla fisioterapista (una diverso da quella presso cui mi ero recata qualche anno fa) e dal fisiatra. Mi è stato detto che muovo correttamente la gamba, che la ruoto senza problemi e dunque che non possono esserci compressioni nel bacino o nel punto di unione tra questo e l'arto (lei conferma che dovrebbe esserci difficoltà di movimento?). La fisioterapista pensa ad un problema miofasciale, ma mi ha anche detto che il fisioterapista da cui ero andata in passato era un vero esperto di sistema miofasciale e quindi sembra improbabile che possa essersi sbagliato. Ad un esame palpatorio, trova la gamba notevolemente più contratta dell'altra. Il fisiatra ha parlato del mio caso come di un "enigma" e mi ha consigliato l'agopuntura. Mi ha prescritto un integratore delle vit B e L-acetil carnitina. Nel frattempo sto curando altri problemi di salute e ho scoperto di avere valori molto bassi di vit. D, vit. B12, acido folico, ... spero che gli integratori possano avere un effetto positivo anche sulla gamba. Purtroppo a distanza di 8 anni resto senza diagnosi né cura. Ho trascorso l'estate passando da un medico all'altro, ma appena potrò proverò a fissare un appuntamento anche con un neurologo.
Ancora grazie per il suo interessamento. Dispiaciuta di non poterle riferire molto. Le auguro una buona serata

[#5]  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Paziente,
Dalla sua notifica non ho bene identificato la figura professionale cui si è rivolta, se cioè sia un Fisiatra o un fisioterapista. Resto comunque dell'opinione che farebbe bene, per dissipare la nebulosità concernente la sua esatta definizione diagnostica, a rivolgersi ad un Neurochirurgo od alternativamente ad un Neurologo.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#6] dopo  
Utente
Sono stata sia da un fisioterapista che da un fisiatra. Entrambi si sono arresi, affermando di non sapere di cosa si tratti. il fisiatra nel referto ha scritto: "la paziente è stata
in questi anni valutata e trattata a livello plurispecialistico senza tuttavia che siano stati trovati auspicati riscontri, nè da un punto di vista dell'inquadramento diagnostico nè per una risoluzione della sintomatologia. All'esame obiettivo odierno non sono evidenziabili a mio giudizio segni clinici specifici". Proverò con un neurochirurgo. la ringrazio.
Se e quando avrò una risoluzione, le scriverò, anche solo per sua curiosità. Ancora grazie per il supporto!

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Dr. Mauro Colangelo

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Mi informi pure.
Cordiali saluti
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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