Utente
Buongiorno, sono una donna di 39anni.

In breve, soffro di diplopia,   da circa un anno e mezzo.
All'inizio gli episodi erano distanziati, poi via via sempre più frequenti (negli ultimi 10 mesi anche più episodi al giorno,   con distanza di al massimo 2 giorni)

 Ho effettuato una prima visita neurologica al Sant' Eugenio (settembre 2018) dove sono stata liquidata immediatamente come " stressata ", con prescrizione di RM.
 

Effettuata con esito negativo.
Mi sono allora convinta che il dottore avesse avuto ragione e sono andata avanti.
  Se non che il disturbo non mi ha più lasciata.
A Febbraio 2020 ho effettuato una seconda visita neurologica (San Camillo).
La dottoressa mi ha prescritto elettroencefalogramma (negativo... l'unica cosa che mi ha ripetuto più volte il tecnico che eseguiva l'esame era che i miei occhi " ballavano troppo" da chiusi, ma io non effettuavo questo movimento continuo volontariamente.
 


Poi ho fatto una visita neuroftalmologica (a questo punto però non so se effettivamente è stata svolta,   perché ho solo guardato un soprammobile triangolare poggiato su di una libreria,   mentre il dottore mi tappava un occhio alla volta con la mano).
Finita questa visita mi è stato detto " tutto apposto, quando le capita di vedere doppio, si fermi un attimo".
Infine ho fatto gli esami ematici per ricerca anticorpi antirecettori acetilcolina:
Risultato 0.58 valore range laboratorio < 0.40
Dal risultato non mi sembra evincere una presenza importante di anticorpi, ma il dubbio è proprio questo.


Secondo lei, merita il mio caso di essere approfondito, o devo solo imparare a convivere con questo disturbo,   come niente fosse?


Aggiungo che ho anche effettuato visita oculistica (tutto nella norma 10/10).
 


L'unica patologia di cui soffro è una spondilo artrite alle ossa del bacino (sacroileite).
Invece il disturbo generale che più mi da fastidio,   che si è anche questo accentuato nell'ultimo anno è una difficoltà nel trattenere le urine (ho estremo bisogno di svuotare la vescica anche a distanza di poco tempo)   e una sensazione di calo di capacità uditiva (non riferita al volume,   ma alla capacità di comprensione di alcune parole) e un affanno che prima non avevo (per esempio se parlo al telefono mentre cammino)
Volevo anche riferire che in questo periodo di distanziamento sociale per il quale sono a casa (non lavoro) gli episodi di diplopia sono diminuiti in maniera esponenziale (per la prima volta) e che comunque non ci sono particolari condizioni che  scatenano il disturbo (legato perlopiù al movimento però), per esempio fare la spesa,   portare buste, camminare a passo veloce, lavare i capelli,   alzarmi da una sedia.



Io la ringrazio infinitamente anche solo per aver speso del tempo a leggere il tutto   sperando in una sua gentile risposta.
 
P.
s. Il neurologo che mi ha prescritto gli esami ematici, mi ha liquidata via mail dicendo semplicemente " È tutto apposto ".

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

la sintomatologia riferita sembrerebbe, da quanto dettagliatamente scrive, di tipo ansioso o da stress.
Infatti la regressione quasi totale del disturbo in seguito al prolungato e obbligato riposo a casa orienterebbe in tal senso.
Il valore riscontrato degli anticorpi dei recettori dell'acetilcolina è aumentato ma non in maniera significativa, infatti il neurologo l'ha tranquillizzata. Peraltro non riferisce nemmeno ptosi palpebrale.
Le consiglio soltanto di ripetere l'esame una volta terminata l’emergenza coronavirus.

Cordiali saluti

P.S. Rispettiamo tutti le norme vigenti contro il coronavirus
Dr. Antonio Ferraloro

[#2]  
Dr. Antonio Ferraloro

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la sintomatologia riferita sembrerebbe, da quanto dettagliatamente scrive, di tipo ansioso o da stress.
Infatti la regressione quasi totale del disturbo in seguito al prolungato e obbligato riposo a casa orienterebbe in tal senso.
Il valore riscontrato degli anticorpi dei recettori dell'acetilcolina è aumentato ma non in maniera significativa, infatti il neurologo l'ha tranquillizzata.
Le consiglio soltanto di ripetere l'esame una volta terminata l’emergenza coronavirus.

Cordiali saluti

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Dr. Antonio Ferraloro

[#3] dopo  
Utente
Buongiorno Dottore. La ringrazio per la risposta. Sicuramente ripeterò gli esami. L'unica cosa che mi permetto di dire, è che il lavoro non è assolutamente fonte di stress per me, ma anzi. Invece lo stare a casa è molto pesante e stressante, con 2 bambini di 5 e 6 anni, di cui uno Adhd, iperattivo con disturbo oppositivo provocatorio. Chiusi da quasi un mese senza uscire . Io spero vivamente che si tratti di stress accumulato precedentemente.

[#4]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

consideri che la mia è solo un’impressione a distanza ma il fatto che da quando è in casa, a causa delle norme restrittive di questo periodo, gli episodi si siano drasticamente ridotti è un elemento significativo.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro