Utente 353XXX
Buongiorno,
Sono la mamma di tre bellissimi bimbi, di 8 anni, 3 anni, 10 mesi rispettivamente.
Abbiamo già fatto due cicli di incontri col gli psicologi per qualche problema di gelosia del primogenito alla nascita del fratellino. Ora che c’è anche il terzo i problemi non sono risolti, ma sembrano accrescersi.
Il fatto è che il primo è un bimbo un po’ speciale: ha raggiunto con largo anticipo tutte le tappe, dal gattonare al camminare e così via, ed è un bimbo veramente brillante a scuola. Ha iniziato a suonare uno strumento, ed anche in questo si dimostra bravo e capace di apprendere con una velocità fuori dal comune. Il problema è che è anche un bambino molto complicato, non sappiamo davvero come comportarci con lui. Per quanto gli siamo stati vicini, lo abbiamo seguito con molta cura pur avendogli lasciato ampi spazi di autonomia, lui è sempre parso un bambino non felice.
A volte diventa a dir poco insopportabile, col fratello di tre anni è molto spesso cattivo, nel senso che sistematicamente lo provoca e se ne fa gioco quasi come volesse umiliarlo, farlo sentire inadeguato e incapace. E’ uno strazio sentire il bimbo piangere in continuazione, e non riuscire a far niente perché questo meccanismo si spezzi. Sono molto rammaricata: potremmo, con molto poco, essere una famiglia bella e serena, ma non riesco a capire come intervenire per placare quel malessere del piccolo primo, come canalizzare positivamente quel suo disagio che si riverbera su tutti quanti. Il fatto che sia così bravo in tutto mi fa pensare che sia un modo per sentirsi amato, quindi mi chiedo dove sbagliamo, perché non incoraggiamo affatto l’ambizione. Vorrei solo che fosse più sereno, più leggero, ed è proprio quello che gli manca. E’ evidente che ha una sensibilità molto spiccata, ma fa un’enorme fatica a parlare di sé ed esprimere i suoi sentimenti: quando proviamo a dialogare, pur essendo molto maturo e capace di ragionamenti elaborati, o scappa o si arrabbia e diventa minaccioso.
Chiaramente i suoi un problemi hanno radici nel nucleo familiare, ma non riusciamo a capire dove stiamo sbagliando, o meglio di cosa non ci accorgiamo.
Come ho detto siamo stati già due volte a neuropsichiatria, hanno fatto una valutazione del bimbo non riscontrando alcun problema. Abbiamo avuto qualche incontro con un educatore, ma dopo un lieve miglioramento sul momento, col tempo la situazione ritorna ad essere critica. A volte sento che abbiamo perso il controllo e sono molto preoccupata per i due bambini, perché mi sembra che siano a rischio la felicità e l’autostima di entrambi.

[#1] dopo  
Dr. Rosamaria Bruni

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Gentile mamma

E' evidente che ci sia una dinamica familiar alterata come il 70% della casistica
E' parafisiologico una certa competizione tra fratelli a questa eta'..

Ho alcune domande

- il primo figlio e' stato desiderato da entrambi i Genitori?
- Il secondo??

Il rendimento scolastico del bambino e' buono o al di sopra della media?

Ha molti amici , pochi e preferisce stare solo?
Interessi peculiari?
Linguaggio e vcabolario molto ricercati per la eta?
Evita di guardare negli occhi il suo interlocutore?
E' un bambino creativo?
sensibile al dolore altruI?
sensibile ai suoni alti?



Mi chiedo se suo figlio possa essere un profilo

con alta capacita' intellettiva e conseguente disagio sociale?
o un profilo distinto


Mi faccia sapere!

Dr.ssa RosaMaria Bruni
Neuropsichiatra Infantile

[#2] dopo  
Utente 353XXX

Dunque:
il primo non è stato affatto cercato, al contrario, appena mi resi conto della gravidanza ero sconvolta. Ma nel momento in cui ho accettato la gravidanza, intorno al secondo mese, tutto è cambiato, e per farla breve la ricordo come il periodo in assoluto più felice della mia vita. Gli altri sono stati entrambi cercati, il padre non ha mai avuto alcuna esitazione nemmeno per il primo, sono state tutte gravidanze prive di problemi e parti naturali.

Il rendimento scolastico è molto buono: ha tutti 10, il massimo anche in condotta.

Fa molta fatica a socializzare, è anche piuttosto scorbutico (è evidente che è un modo per difendersi), nonostante questo ha fatto un po’ di amici (non molti). Ama giocare con loro ma gli piace anche stare solo.

Si interessa molto alle scienze, agli animali, all’astronomia. E’ molto curioso, e capisce con facilità vari concetti (dalla fisica alla meccanica alla geometria descrittiva, per esempio). Ha una grande energia, a volte sembra inquietudine, è agilissimo e ha un’ottima coordinazione ma non è proprio portato per gli sport di squadra.
Ha un lessico ampio per la sua età, ma ha soprattutto un’intelligenza logico-deduttiva, per questo cerchiamo di interessarlo ad altro, come la musica, o il disegno, o la fotografia.
Non evita lo sguardo ma non parla dei suoi sentimenti: se proviamo a parlarne, pur con tutto il garbo possibile, si allontana fisicamente, non solo con gli occhi.
E’ creativo nei disegni, nei giochi, ma in questo mi pare sia abbastanza nella norma.
Onestamente non mi sembra molto empatico, ma è sensibile alla sofferenza degli animali.
Non ho mai notato particolare sensibilità ai suoni acuti.

E' un bambino intelligente (quanto, però, non saprei davvero!), ma perché afferma che quando la capacità intellettiva è alta il disagio sociale è conseguente? Non lo si può evitare?
E cosa intende per profilo distinto?
E soprattutto, cosa si può modificare nella dinamica familiare affinché sia meno alterata, con giovamento di tutti i componenti?
La ringrazio.


[#3] dopo  
Dr. Rosamaria Bruni

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Gentile mamma,


Riassumendo

la gravidanza non e' stata programmata ne desiderata, ma e'stato assolutamente accettata .

Dalle caratteristiche che lei mi descrive , il bambino potrebbe essere un profilo di
alta capacita' cognitiva ( high ability), con evidente difficolta' di gestione emotiva .
i suoi interessi sono piu profondi e la sua capacita' di ritenere informazioni e' piu alta della media , ha una intelligenza logico-deduttiva molto sviluppata, rispetto ai suoi coetanei, e eprtanto rischia di ....annoiarsi con i bambini della sua eta' .
il suo vocabolario e' ricercato , comprendera' che tutto cio non gli permette di socializzare con tutto il mondo.
iIsuoi interessi sono esclusivi , e vara' un senso della giustizia e dell etica molto evidente , una grande empatia per chi soffre

Io non amo le scale di valutazione quoziente intellettivo , sono etichette a volte vissute molto male dai genitori .

Pero' sono un strumento molto usato da noi psichiatri infantili e psicologi,la piu famosa la Wisc-R( wescheler intelligence scale for children-R)

Ci danno una informazione rispetto alle funzioni esecutive del bambino.dal punto di vista cognitivo, non dal punto di vista emotivo ne culturale rendendola uno strumento pertanto limitato .


Conclusione

il bambino potrebbe essere dotato cognitivamente e emozionalmente non sa come gestirlo , cio che crea in lui una dissonanza e uno stato di sofferenza.




Dr.ssa RosaMaria Bruni
Neuropsichiatra Infantile