Utente 942XXX
Mio figlio ha 2 anni e 4 mesi, va regolarmente all'asilo da quando aveva 12 mesi e conduce una vita abbastanza normale per la società moderna: la mattina all'asilo, alle 13 la mamma lo ca a prendere, lo fa dormire, quando si sveglia o trova la baby sitter o alle 17 rientro io e fino alle 20.30 sta con me. Poi di nuovo tutti insieme finchè non va a letto. È un bimbo molto vispo, con una spiccata attitudine per le costruzioni, i numeri e le lettere, sa contare fino a 20 e conosce l'alfabeto, ma ancora parla male, dice tutto, ma la maggior parte delle parole solo a metà (alcune sillabe) e le parole che dice tende ad accentarle.
Ultimamente, poi, quando vieni ripreso, si emoziona per qualcosa o si sente frustrato, si tira schiaffi in testa o si tira i capelli e la cosa ci preoccupa.
Due domande: può esserci un disturbo del linguaggio o è presto per dirlo? La frustrazione nel non riuscire ad esprimersi correttamente, può portare a queste reazioni "autolesioniste"? Da cosa altro possono dipendere? Da comportamenti esterni o qualcosa che è dentro di lui? Consigli? GRAZIE.

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

Le pongo prima qualche domanda per capire meglio:

Lei scrive: "quando vieni ripreso, si emoziona per qualcosa o si sente frustrato, si tira schiaffi in testa o si tira i capelli e la cosa ci preoccupa."

Voi genitori come reagite? Che cosa fate quando il bimbo si comporta così?

Avete interpellato il pediatra per quanto riguarda la vostra preoccupazione per il linguaggio? A due anni e mezzo a me sembra -con tutti i limiti della distanza- nella norma.

Pensa che il bimbo possa aver visto (e quindi appreso) che davanti ad errori (se viene ripreso) ci si debba picchiare in quel modo?
In ogni caso a questa età è anche facile desensibilizzare e fare estinguere il comportamento che vogliamo eliminare, insegnando come non fare o ignorando quel comportamento a seconda del problema.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 942XXX

Grazie per la risposta. Quando reagisce così noi ci preoccupiamo tantissimo e tendiamo a compatirlo. A volte, invece, lo sgridiamo e gli diciamo anche con veemenza che non si fa. Ci imponiamo di ignorarlo, ma non ci siamo ancora riusciti perchè temiamo si faccia male e perchè associamo questi gesti a qualcosa che, se fatto da un adulto, non sarebbe normale.. Oggi, ad esempio, non voleva rientrare a casa da una passeggiata con la bicicletta e si è messo a picchiare la porta e a graffiarsi il viso urlando per 10 minuti...dopo 2 min eravamo già lì a compatirlo e a dirgli che non andava fatto. All'asilo ci dicono che non lo fa, lo fa solo con noi, ma non perchè siamo modelli di questo tipo di comportamenti. Che ne pensa? Consigli?

Per quanto riguarda il linguaggio solo 5 mesi fa diceva solo mamma e babbo, ora fa dei piccoli discorsi e conosce molte parole, ma ancora per la maggior parte dei casi le dimezza o le accenta. La pediatra dice che fino a 3 anni può succedere, non tutti parlano ad un anno e mezzo. Ripeto: va sempre meglio, ma forse non come ci aspettiamo da genitori che hanno parlato ad un anno.

Alle volte penso che le aspettative genitoriali siano il più grande danno per i figli. Troppo spesso ci sentiamo frustrati e falliti se i figli non si comportano come noi vorremmo...

[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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" lo fa solo con noi, ma non perchè siamo modelli di questo tipo di comportamenti. "

Forse ha capito molto bene che può tenervi in pugno in questa maniera ("Quando reagisce così noi ci preoccupiamo tantissimo e tendiamo a compatirlo. 2) e che se lo facesse all'asilo le educatrici non starebbero certo lì a compatirlo... :-)


"Alle volte penso che le aspettative genitoriali siano il più grande danno per i figli. Troppo spesso ci sentiamo frustrati e falliti se i figli non si comportano come noi vorremmo... "

Pienamente d'accordo! :-)
Visto che ne siete consapevoli, cercate anche di farvi prendere meno da tutto ciò. Ogni persona ha i propri tempi, ma questo non significa deludere i genitori...

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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[#4] dopo  
Utente 942XXX

Grazie mille...ci proviamo...genitori si diventa, purtroppo, non si nasce...ed i migliori insegnanti sono i nostri figli. Saluti e auguri.

[#5] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Concordo!
Ecco perché è meglio diventarlo senza ansia. Non esistono genitori perfetti, ma buoni genitori capaci di sintonizzarsi sui bisogni dei propri figli, comprendendone anche quei comportamenti apparentemente inspiegabili o i capricci.

Tanti cari auguri anche a Lei :-)
Dott.ssa Angela Pileci
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