Utente 386XXX
Buongiorno sono un insegnante e spesso mi trovo davanti ad bambini con molteplici problemi ma questa bambina non riesco proprio ad aiutarla chiedo un consiglio su cosa fare:
questo è il suo caso

L'alunna frequenta la classe seconda della scuola secondaria di primo grado. Il suo percorso scolastico è stato piuttosto tormentato. Nei primi due anni di scolarizzazione non ha avuto grandi problemi con la letto-scrittura, che si sono però manifestati in classe terza, quando hanno cominciato a presentarsi compiti che richiedevano sempre più letture prolungate per lo studio. La sua abilità di lettura ha cominciato così a deteriorarsi.
Anna ha iniziato a compiere errori di decodifica, leggendo una parola per l'altra, ad essere particolarmente lenta e ad affaticarsi in fretta interrompendo così il compito.
Nell'ascolto delle lezioni in classe, fin dalla classe terza primaria, la bambina non dimostrava avere una buona comprensione del linguaggio orale causata anche da una povertà di linguaggio espressivo, con il risultato che spesso l'insegnante doveva fornirle esempi aggiuntivi, molto pratici e semplificati, per aiutarla a comprendere.
Lo studio delle materie come la storia, la geografia e le scienze, a causa delle sue scarse abilità di lettura, dovevano essere proposte con una preventiva semplificazione dei testi e il supporto di immagini.
Anche le attività di verifica in genere richiedevano, e richiedono, una semplificazione e riduzione degli obiettivi.
Probabilmente anche a causa di tutte queste difficoltà, Anna è molto sensibile alle critiche, facilmente si demoralizza e fa molti confronti tra le sue performance e quelle dei compagni. Quando gratificata si schermisce e sembra non credere veramente a quanto di positivo le viene evidenziato.
La scarsa abilità di selezionare dal testo le informazioni importanti, e la scarsa capacità di memorizzarle e ripeterle hanno portato Anna fino alla bocciatura. Ha ripetuto infatti il primo anno della scuola secondaria di primo grado.
Gli insegnati della scuola primaria l’avevano sostenuta e seguita, anche perché Anna si è sempre dimostrata molto “collaborativa e appropriata”.
Con l’ingresso alla scuola secondaria le richieste degli insegnanti sono aumentate, ma è venuto a mancare il supporto che era abituata a ricevere.
I genitori hanno cominciato a preoccuparsi per un riacutizzarsi degli attacchi epilettici che negli ultimi anni era riuscita a controllare con l’aiuto dei farmaci.
Attualmente non ha molte amicizie, vorrebbe avere un'amica del cuore ma raramente viene coinvolta nelle attività di socializzazione dai compagni o dai coetanei; per contro Anna ha un atteggiamento molto conciliante e servizievole soprattutto con le ragazze.

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

la ragazzina è seguita attualmente dal NPI e psicologo per le sue difficoltà presso una UONPIA? In passato è stata seguita dagli specialisti per queste difficoltà?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica