Utente 411XXX
Buongiorno
Vi contatto per un problema che riguarda mio figlio di 4 anni e mezzo. Lui è un bimbo molto intelligente, apprende le cose con estrema facilità, è abbastanza socievole. L'unico problema "odia stare al centro dell'attenzione"...vi racconto due episodi che sono accaduti in settimana: martedì siamo stati invitati al compleanno di un compagnetto. È stato per ben tre ore attaccato a me, non voleva integrarsi col gruppo o meglio voleva tanto giocare ma solo il fatto che alla festa c'erano due animatori questa cosa lo spaventava da morire...solo alla fine della festa quando i due se ne sono andati via lui si è scatenato e quasi non voleva andare più via! Altro episodio la maestra sta facendo fare le prove per le recite di fine anno...lui è sempre andato volentieri a scuola ma da quando sa che a breve si terranno le suddette recite non vuole più andarci, la mattina la maestra lo prende con la forza perché non si vuole staccare da me, urla e Piange...insomma mi ha esplicitamente detto che lui le recite non le vuole fare! Vi chiedo come devo comportarmi in questi casi? Devo comunque portarlo alla recita?
A dicembre in quella di natale ho avuto gli stessi problemi: arriviamo in classe che lui già piangeva, la maestra lo prende con forza, fa mettere tutti i bimbi sul palcoscenico e da dietro il sipario lo sentivo che singhiozzava...a inizio recita la maestra mi chiama per andarlo a prendere...ha guardato la recita che hanno fatto gli altri assieme a me e una volta tornati a casa mi ha chiesto scusa in lacrime perché pensava che io ero dispiaciuta per lui. Devo portarlo o no? Soffre forse di complesso di inferiorità?
Attendo una vostra risposta
Cordialmente

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

capisco la Sua preoccupazione, ma anche i bimbi, come gli adulti, devono imparare a riconoscere e modulare le proprie emozioni.
Anche i bimbi provano la paura e probabilmente Suo figlio ha qualche paura legata a quelle situazioni che Lei ha descritto.

Prima di imporgli di "buttarsi" nella recita o in situazioni simili, è importantissimo incoraggiarlo, parlare con lui di ciò che prova e se il bimbo non è capace di descrivere ciò che sente, può dargli una mano Lei. In fondo, anche noi adulti ci sentiamo nello stesso modo in contesti diversi del mondo adulto.

Quindi, adattando la narrazione ad un bimbo di quattro anni, è fondamentale la condivisione con lui di questi aspetti emotivi.

Potrebbe usare il suo cartone preferito, oppure un libro di storie, per riflettere insieme e condividere le paure che sono normali ma che possono essere superate.

Inoltre, ha provato a chiedere come mai non ha giocato alla festa in cui erano presenti gli animatori?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica