I cui sintomi principali sono i seguenti

Salve, da circa 2 anni soffro di blefarite i cui sintomi principali sono i seguenti: sensibilità alla luce (questo è stato il primo sintomo avvertito, in certi giorni mi da fastidio anche la luce del lampadario di casa e, abitando in un posto in genere assolato, si può facilmente immaginare i problemi che riscontro nel quotidiano); formazione di crosticine bianche, tipo forfora, alla base delle ciglia, abbastanza fastidiose da rimuovere; formazione agli angoli degli occhi di una secrezione biancastra; sensazione di corpo estraneo nell'occhio che riscontro soprattutto durante il riposo notturno (mi capita di svegliarmi e avvertire questa sensazione); prurito; margini palpebrali arrossati e gonfi; perdita delle ciglia.
Ho fatto diverse visite specialistiche e intrapreso diverse cure tutte concluse con un nulla di fatto; anzi, ho notato un peggioramento dopo l'ultima cura a base di cortisone e antistaminico.
Questa infezione ha fatto decadere sensibilmente la mia qualità di vita: che consigli potete darmi? Esiste qualche centro specialistico dove poter andare? Grazie.
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Oculista attivo dal 2007 al 2010
Oculista
Carissimo,
sicuramente trattasi di blefarite furfuracea desquamativa o di blefarite ulcerativa con formazione di squame crostose!
La blefarite ulcerativa è un'infezione batterica acuta (in genere stafilococcica) del margine palpebrale (dal quale protrudono le ciglia) che coinvolge i follicoli ciliari e le ghiandole di Meibomio. La blefarite seborroica e la disfunzione delle ghiandole di Meibomio (meibomite) rappresentano due forme di blefarite cronica.
La blefarite seborroica spesso si associa con dermatite seborroica del viso e del cuoio capelluto. Si verifica una colonizzazione batterica secondaria sulle squame che si trovano sul margine palpebrale. La disfunzione delle ghiandole di Meibomio è provocata da una secrezione anomala di tali ghiandole ed è spesso associata con l'acne rosacea.
Innumerevoli sono i fattori che possono favorire l’instaurarsi di uno stato infiammatorio del bordo palpebrale e spesso si tratta di cause correlate con la vita di tutti i giorni:

• FATTORI AMBIENTALI (esposizione ad ambienti irritanti, fumosi o polverosi, troppo secchi, esposizione ai raggi UV)

• USO ECCESSIVO DELLE LENTI A CONTATTO

• ECCESSIVO AFFATICAMENTO VISIVO (prolungato utilizzo del computer)

• MALATTIE DELLA PELLE (acne rosacea, dermatite seborroica), malattie infiammatorie croniche intestinali, diabete

• INFEZIONI BATTERICHE LOCALI, ALLERGIE

• TRUCCO (allergia ai componenti dei cosmetici)

È rigorosamente vietato sfregare o stropicciare le palpebre con le mani.

Ecco alcune buone regole da osservare accuratamente:

1. Tenere puliti margine palpebrale e ciglia con un trattamento locale idoneo (l’acqua non basta)

2. Lavare le palpebre al mattino e alla sera utilizzando detergenti oculari appositamente studiati

3. Evitare l’uso di prodotti irritanti contenenti detergenti aggressivi, conservanti e profumi

4. Non ricorrere a colliri e pomate se non espressamente prescritti dall’oculista

Il trattamento della blefarite richiede innanzitutto una corretta igiene palpebrale. Nelle forme seborroiche questo provvedimento è sufficiente a tenere sotto controllo la condizione. Gli impacchi con acqua tiepida, utilizzando una garza imbevuta, appoggiata sulle palpebre chiuse per 5-10 minuti, ammorbidiscono le croste, rendendo più facile la loro rimozione. Il massaggio in senso circolare della palpebra facilita lo svuotamento delle ghiandole di Meibomio. La detersione delle palpebre deve essere effettuata inizialmente 2 volte al giorno, poi, con il miglioramento dei sintomi, si può ridurre ad una volta al giorno. Si usa una garza di cotone o tessuto non tessuto (TNT) oppure un cotton-fioc imbevuto di detergente, passandoli delicatamente sul bordo palpebrale, in modo da rimuovere untuosità, squame e croste. La soluzione di bicarbonato (un cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio in 500 ml di acqua bollita) rappresenta la scelta più economica in fatto di detergenti. In alternativa, si può utilizzare una soluzione ottenuta diluendo uno shampoo delicato (del tipo per bambini che non "irrita" gli occhi) in acqua tiepida (in rapporto 1:1), un detergente specifico per l'igiene palpebrale (es. Blefaroshampoo, Lid-Care) o le salviettine monouso imbevute di detergente (es. Blefarette, Lid-Care salviettine).
Nella blefarite ulcerativa e in caso di complicanze batteriche delle forme non ulcerative, la terapia consiste nella applicazione sul margine palpebrale di un antibiotico topico (es. un chinolonico), sotto forma di pomata o unguento oftalmico (restano più a lungo a contatto con il margine palpebrale rispetto alle soluzioni), per 7-10 giorni, dopo la pulizia delle palpebre. Nella disfunzione delle ghiandole di Meibomio, può rendersi necessaria una terapia antibiotica sistemica (es. una tetraciclina). Se presenti, la seborrea del volto e la forfora devono essere trattate contestualmente.
Nei pazienti con blefarite associata a sindrome dell'occhio secco, le lacrime artificiali, applicate più volte al giorno sulla superficie dell'occhio, possono essere utili per alleviare i sintomi.

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