Rottura retina

Ho 55 anni e sono miope da molti anni (da un controllo di qualche anno fa risulta: - per distanza -3,75 o.s. e -3,25 o.d. , per lettura -2,25 e -1,75). Leggo molto, in genere sdraiato a letto, e un pomeriggio inizio ad avvertire un fastidio all'occhio destro con comparsa di ombre e una sensazione di appannamento.La visita oculistica ha evidenziato "rottura retinica e lembo ad ore 12 con iniziale sollevamento perilesionali" (in passato avevo già avuto piccole rotture retiniche trattate poi con il laser e completamente risolte). Il medico,in seguito alla diagnosi, mi sottopone urgentemente ad un trattamento ARGONLASER e mi prescrive una settimana di riposo (mi consiglia di non muovere troppo la testa e stare sdraiato senza cuscino). Nel frattempo i fastidi all'occhio continuano (ombre e filamenti neri) ed al controllo successivo il medico mi dice che il problema non è delle ombre, che sembra resteranno, ma della cicatrizzazione della zona trattata dal laser che scongiurerebbe un possibile distacco della retina.Mi consiglia,quindi, di continuare a stare a riposo, cercando di muovere il meno possibile la testa. Sono un pò preoccupato e gradirei sapere:
- quali sono i comportamenti a rischio che devo evitare (posso leggere, muovermi per casa, stare alla scrivania per lavorare, stare al computer ect, o devo osservare riposo assoluto?);
- è normale continuare ad avere fastidio agli occhi dopo un trattamento laser (se sì per quanto tempo?);
- esiste il rischio che non avvenga la cicatrizzazione?;
- il fatto di avere sempre letto molto ha potuto influire su quello che mi è successo?.
Mi scusi pe le numerose domande, ma sono un pò confuso e preoccupato per le possibili conseguenze negative che potrebbero insorgere.
Vi ringrazio in anticipo per la vostra cortese attenzione.
Saluti
[#1]
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
innanzitutto un mio appunto

Laser per rotture retiniche e degenerazioni periferiche retiniche regmatogene
Le rotture o lacerazioni retiniche rientrano nellealterazioni degenerative specifiche della periferia retinica.
La causa principale è una progressiva insufficienza di vascolarizzazione retinica della periferia retinica, concause sono le trazioni vitreo-retiniche periferiche e la miopia medio – elevata .Le degenerazioni retiniche periferiche si presentano a tutte le età, più frequentemente nei soggetti miopi e nei soggetti adulti che praticano attività sportiva o attività lavorative pesanti e a volte negli anziani.
Lei degenerazioni sono più presenti generalmente nel settore retinico supero temporale.Fra queste, quelle a palizzata, a bava di lumaca ed il pigmento focale sono le più pericolose, e la patologica aderenza vitreo-retinica presente in questi casi può causare una rottura retinica a seguito di fenomeni di trazione .
Le degenerazioni retiniche periferiche sono generalmente asintomatiche.
Se associate a trazioni vitreoretiniche periferiche, la trazione vitreale su di esse provoca la stimolazione del tessuto retinico periferico con formazione di fotopsie (lampi), alla periferia del campo visivo.
L’acuità visiva centrale non è mai interessata.
In pazienti sintomatici in presenza di fotopsie, è indispensabile l’esame biomicroscopico della periferia retinica con lente di Goldmann a tre specchi.
La degenerazione a palizzata si presenta come un’area fusiforme di assottigliamento retinico con un reticolo di strie biancastre filiformi;
al suo interno si possono trovare microfoni retinici.
La degenerazione a bava di lumaca si presenta come una area con aspetto biancastro simile alla brina.
Il pigmento focale si presenta come una chiazza di iperpigmentazione retinica.
La retinoschisi degenerativa si presenta come una area di lesioni cistiche con sdoppiamento del tessuto retinico che può progredire in senso circonferenziale.
L’esame biomicroscopico della periferia del fondo oculare ci consente di porre una corretta diagnosi. Deve comunque essere posta diagnosi differenziale fra le varie forme di degenerazioni retiniche periferiche per riconoscere ed eventualmente trattare quelle regmatogene, ossia quelle che possono dar luogo ad una rottura retinica e successivo distacco di retina. La prognosi è funzionalmente buona, a patto che vengano seguite ed eventualmente trattate con il LASER o con la CRIOTERAPIA le lesioni più pericolose.
Non vi è terapia efficace per limitare la progressione nel tempo delle degenerazioni retiniche periferiche. Vi è però una terapia profilattica efficace per prevenire un distacco di retina confinando ed isolando le degenerazioni retiniche a maggior rischio regmatogeno.
Ciò si ottiene appunto con la terapia LASER r o con crioapplicazioni, che creano una cicatrice adesiva attorno alle degenerazioni pericolose, impedendo il distacco della retina.
La terapia chirurgica vitreo retinica è da prendere in considerazione nei casi di presenza di aree di degenerazione retiniche periferiche multiple e molto estese. l principio del trattamento laser sta nel fatto di costituire una barriera attorno alla rottura, isolandola dal resto della retina.
Il laser più usato in queste applicazioni è l'argon laser, che produce una luce blu-verde; altri laser (rosso, infrarosso) vengono utilizzati in applicazioni particolari. Per mezzo del laser, vengono prodotti una serie di "spot" ravvicinati che altro non sono se non piccole ustioni della retina, dell'epitelio pigmentato e della coroide sottostanti.
Gli spot vengono praticati in modo da disegnare una barriera di due, tre ed a volte quattro file attorno alla rottura retinica.
Nei giorni successivi al trattamento, queste microscopiche ustioni danno luogo ad una cicatrizzazione la quale rappresenta una "colla" permanente e costituisce, una barriera definitiva ed insormontabile.
Se, quindi, un eventuale distacco di retina dovesse originare dalla rottura, esso verrebbe arrestato dallo sbarramento laser.
Aggiungiamo due brevi considerazioni. Primo, con il laser non si ripara la rottura (come molte persone pensano), ma la si circonda isolandola e rendendola innocua; secondo, il trattamento laser non è immediatamente efficace, ma lo è dopo qualche giorno o meglio dopo qualche settimana, a cicatrizzazione avvenuta. In pratica il trattamento laser delle rotture retiniche è una procedura ambulatoriale estremamente semplice. Come nella visita oculistica, il paziente viene posizionato davanti ad uno strumento, vengono instillate delle gocce per una anestesia di superficie (più che sufficiente allo scopo) e viene applicata una particolare lente a contatto sull'occhio. Quando inizia il trattamento, il paziente percepisce dei brevi lampi di colore azzurro-verde ciascuno dei quali corrisponde ad uno spot sulla retina.
Il trattamento non è di norma doloroso; qualche paziente si lamenta di occasionali "pizzicate" quando lo spot coincide con una terminazione nervosa interna. Al termine della seduta, il paziente può tornare tranquillamente a casa, ma viene invitato a condurre una vita tranquilla per i giorni successivi (come abbiamo visto, il trattamento non è efficace immediatamente) e vengono fissate delle visite di controllo per assicurarsi che il processo di cicatrizzazione proceda senza intoppi.

mio caro concittadino
SUE DOMANDE
1)- quali sono i comportamenti a rischio che devo evitare (posso leggere, muovermi per casa, stare alla scrivania per lavorare, stare al computer ect, o devo osservare riposo assoluto?);

riposta
può fare tutto ma non sollevare PESI

2)- è normale continuare ad avere fastidio agli occhi dopo un trattamento laser

risposta
SI e per 2 o 3 settimane

3)- esiste il rischio che non avvenga la cicatrizzazione?;

risposta
assolutamente NO

4)- il fatto di avere sempre letto molto ha potuto influire su quello che mi è successo?

risposta
ASSOLUTAMENTE NO
.
BUON NATALE e stia sereno...è tutto OK

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 / 02 58395516

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dopo
Utente
Utente
La ringrazio moltissimo per la sollecita risposta, la sua mail mi tranquillizza molto e mi rasserena. Il mio doppio lavoro (insegnante scuola superiore - ingegnere) mi ha sempre tenuto incollato a una scrivania a leggere, scrivere o lavorare al computer, e temevo una compromissione di tali attività. Ultimamente ho ridotto il mio lavoro di ingegnere e mi dedico soprattutto all'insegnamento, lavoro che mi piace molto e a cui tengo moltissimo, e il fatto di dover stare a casa lontano dai miei alunni non mi ha fatto piacere (spero che il dottore mi dia presto l'ok per riprendere a lavorare).
Complimenti per il lavoro che svolgete (utilissimo servizio per il cittadino spesso in difficoltà nel trovare risposte ai suoi problemi) e di nuovo GRAZIE DI CUORE.
BUON NATALE anche a lei e a tutto lo staff.

P.S. Se possibile mi piacerebbe tenerla informata sull'evoluzione del mio problema.
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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
quando vuole
mi contatti
sul sito o su
profluigimarino@gmail.com
[#4]
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Utente
Utente
Gentile dottore
l'aggiorno sulla mia situazione.
Ad un controllo (in data 17/12/12), il medico dopo avermi visitato mi dice che ho bisogno di un ulteriore trattamento laser, a completamento del precedente intervento.
Sembra che sia necessario per rinforzare dei lembi di retina (non so se mi esprimo in modo corretto, ma questo è quello che ho capito). Verso la fine del trattamento ho inziato ad avere dolore all'occhio e una sensazione di debolezza. Finito l'intervento mi sono sentito malissimo (mi hanno detto che si è trattato di una crisi vagale, un problema che ho già avuto in passato per una cattiva digestione). La pressione si è abbassata (non si sentiva nemmeno il polso!) ed è dovuto intervenire l'anestesista. Mi hanno iniettato qualcosa per farmi riprendere e fatto una flebo. Dopo un oretta (stavo un pò meglio) ho fatto un ecg ed una eco al cuore per controllo. I risultati sono stati buoni e quindi mi hanno dimesso. Le chiedo:
- secondo lei può un trattamento laser portare ad una crisi come quella che ho avuto?
- questo ulteriore trattamento le sembra normale, oppure pensa che potrebbe essere una causa di un mio comportamento post-intervento sbagliato?
- nella sua precedente mail lei mi ha detto di non sollevare pesi; un vocabolario un pò più pesante (2-3 kg), un blocco di pratiche, il portatile, e cose di questo genere possono essere dannosi ed avermi provocato qualche problema? insomma quando si parla di pesi a quanti kg, più o meno, ci si riferisce?
Mi scusi per domande che forse le sembreranno sciocche, ma voglio essere sicuro su qual è il miglior comportamento da tenere in questi casi.
Cordiali saluti


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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
sue domande
1) Secondo lei può un trattamento laser portare ad una crisi come quella che ho avuto?

risposta
la sua crisi VAGALE e' legata alla pressione della lente sull'occhio, probabilmente e' stata usata una lente a tre specchi di Goldman


2)- questo ulteriore trattamento le sembra normale, oppure pensa che potrebbe essere una causa di un mio comportamento post-intervento sbagliato?

risposta
pup' darsi che il trattamento laser e' stato incompleto o insufficiente, oppure il collega vuole monitorare l'avvenuta cicatrizzazione

3- nella sua precedente mail lei mi ha detto di non sollevare pesi; un vocabolario un pò più pesante (2-3 kg), un blocco di pratiche, il portatile, e cose di questo genere possono essere dannosi ed avermi provocato qualche problema? insomma quando si parla di pesi a quanti kg, più o meno, ci si riferisce?

risposta
mi riferisco a sforzi fisici per LEI , se un muratore alza agevolmente un sacchetto di Cemento, non fa sforzi , se io devo sollevare una cassetta di VINO e lo faccio eseguendo (erratamente la manovra di vallava) per me e' uno sforzo importante...
Stia qualche giorno a riposo e sereno...

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dopo
Utente
Utente
Grazie! La sua risposta èstata rapida ed esaustiva.
Farò come lei dice, ho tutte le vacanze di Natale per riposare e cercherò di non preoccuparmi troppo.
Cordiali saluti e di nuovo Buone Feste.
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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
mi mancheranno i nostri torroni...a Natale...
ma a gennaio verrò nel nostro SANNIO a trovare la mia mamma
BUON NATALE



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Utente
Utente
Gentile Dottore, vorrei aggiornarla sulla mia situazione.
Il 23/01/2013 sono andato a controllo; il medico dopo la visita ha fatto un ultimo ritocco (salvo imprevisti) con il laser e mi ha detto che la situazione evolve positivamente. La cicatrizzazione è quasi completa e mi ha fissato un controllo fra due mesi. Ha detto,inoltre, che l'occhio presenta una distrofia nella parte bassa, che in futuro potrebbe causare qualche danno. Mi ha consigliato, quindi, visite periodiche e di fare attenzione ad eventuali traumi. Nel complesso sembra andare tutto bene, ma continuo ad avere problemi legati alla presenza di macchie vaganti che mi infastidiscono soprattutto quando leggo (da lontano va meglio).
Le chiedo:
- riuscirò, secondo lei, a recuperare completamente l'occhio, oppure dovrò rassegnarmi a convivere con tali problemi? (poichè leggo molto la cosa mi preoccupa);
- la situazione potrebbe aggravarsi?;
- esistono terapie preventive che potrebbero migliorare la situazione?
Cordiali saluti.
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Utente
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Non ho avuto risposta alla richiesta del 28 gennaio 2013; volevo saper se sono sbagliate le modalità con cui ho inviato il messaggio oppure ci sono altri problemi. Cordiali saluti.
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Utente
Utente
Sono in attesa della risposta alla mia del 28 gennaio 2013. Nel frattempo, il 02/03/2013, sono stato sottoposto ad un nuovo trattamento laser per una piccola rottura retinica all'occhio sinistro (piccola area di trazione ed adiacente piccola rottura con opercolo in media perferia). La macchia vagante all'occhio destro continua ad infastidirmi. Ho speranze per un recupero completo? In attesa di una sua risposta porgo cordiali saluti.

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